Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

MEETING D’INVERNO 2014 ANGAISA

Meeting d'inverno Angaisa
Meeting d’inverno Angaisa

Il Meeting d’Inverno di ANGAISA (l’associazione nazionale della distribuzione idrotermosanitaria) è un evento per il quale ogni anno mi alzo volentieri alle 5 del mattino per prendere il treno e approdare in una piovosa e uggiosa Milano.

Sono tanti gli imprenditori e i responsabili di settore che la pensano come me, perché ogni anno la sala è sempre molto piena.
Quest’anno il carnet dei relatori è stato particolarmente ricco, per cui nella mia relazione mi sono focalizzata su quelli che a mio avviso sono stati gli interventi più importanti.
Si parte con il Direttore Uffici Studi di Confcommercio, che come marchio di fabbrica ha il pessimismo leopardiano. L’ho capito già l’anno scorso, per cui quest’anno non mi frega più e faccio la tara a quello che dice.
Inizia puntando subito il dito sulla malattia endemica del sistema Italia, sul fatto che dobbiamo farci un esame di coscienza e acquisire consapevolezza che, Europa o non Europa, i problemi sono soprattutto nostri interni. E’ arrabbiato perché è arrivato in ritardo a causa del traffico dovuto alla pioggia. Secondo lui se una città come Milano va in tilt per una pioggia, qualche domanda dobbiamo farcela. Come dargli torto?
Prosegue sottolineando che la crisi di fiducia delle famiglie blocca i consumi e insiste sulla necessità di ridurre il carico fiscale per cercare di farli ripartire.
E’ la volta del Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti. Esordisce dicendo che mentre il settore dell’edilizia è stato massacrato, gli installatori bene o male si stanno difendendo. Una nota di ottimismo dopo il pessimismo cosmico del primo relatore. Per lui i vettori della crescita sono:
 – risparmio energetico (anche perché ce lo chiede l’Europa);
 – domotica e comunicazioni;
 – nuovo modello di edificio.
L’installatore deve diventare una sorta di consulente, in merito anche alle tematiche del risparmio energetico, e per questo è necessaria una maggiore qualificazione con una formazione continua, magari anche attraverso crediti formativi.
Impianti negli edifici

Per sottolineare che varierà il peso degli impianti negli edifici riporta una frase che mi è piaciuta molto e che trovo particolarmente significativa  “Un edificio, da un insieme di mattoni entro il quale ci sono gli impianti, si trasforma in un insieme di impianti contenuto da mattoni.

Poi si passa alla Finanza Aziendale, e si entra nelle mie materie. Il Prof. Schiesari, docente universitario, ci spiega che la riduzione del credito non ha colpito tutte le società. Quelle che ne hanno risentito di più sono state quelle più in difficoltà. Questa tendenza si accentuerà in futuro. Ci sarà da parte delle banche sempre di più la selezione e la polarizzazione del rischio.

Polarizzazione dei consumi, della ricchezza e del rischio diventeranno il must del futuro.
“Che tristezza” penso.
Di nuovo come l’anno scorso evidenzia quanto sia fondamentale tenere monitorato il CCN, (ovvero il capitale circolante netto dato da: crediti vs clienti + rimanenze di merci – debiti vs fornitori) sottolineando che l’investimento in credito non è più una leva competitiva fondamentale per il nostro settore. In pratica allungare i tempi di pagamento ai clienti in maniera non selettiva espone l’azienda ad un inutile rischio, senza che in media ci sia un riscontro nell’aumento della redditività. Io gongolo perché da tempo proclamo l’importanza del capitale circolante netto, però gli imprenditori spesso si fermano all’analisi dei dati reddituali. Il passaggio all’analisi del CCN è un forte salto concettuale. Ma la finanza ormai ha preso il sopravvento sull’economia reale, e anche nel controllo di gestione non basta più guardare ai costi e ai ricavi se non si tengono monitorati i parametri legati alla gestione finanziaria. 
Crolla anche il mito dei fidi autoliquidanti su fatture o portafoglio: per la banca non sono più così sicuri come un tempo a causa degli alti tassi di insoluti e delle frodi (tipo doppie fatturazioni), per cui è bene per una azienda non dipenderne troppo.
Praticamente ha distrutto alcune certezze del nostro settore. Ma non si diceva una volta che il commerciante deve “fare da banca al cliente”? Come cambia il mondo!
Tra l’altro quest’anno si è dato ampio risalto al credito, anche con altri interventi relativi al rating, ossia alla necessità di fare una valutazione accurata dell’affidabilità della clientela, e al factoring, che sembra conoscere una nuova giovinezza. E apprendo anche con piacere che ci sono società che valutano il Credit Management, ossia la validità del management e delle procedure relative al credito, tanto per dire quanto è diventata importante questa funzione.
Quando è il momento del Marketing il relatore (Prof Noci) riprende e rilancia l’intervento dello scorso anno aggiungendo alcuni spunti interessanti.
Fino ad alcuni anni fa i ruoli della filiera erano chiari e definiti, e ognuno aveva i suoi margini.
Oggi le tecnologie digitali hanno abbassato le barriere, gli utenti finali si informano direttamente sui prodotti e il sistema va verso una concorrenza allargata, nel nostro settore come in tutti gli altri.
Per non soccombere, i rapporti della filiera vanno configurati in modo diverso, ci si deve strutturare in un’ottica multicanale dove il punto vendita fisico va valorizzato per il differenziale che può dare rispetto al digitale.
Accidenti. Secondo lui il punto vendita da principe regnante diventa maggiordomo rispetto al web. Praticamente una rivoluzione. Quanti lo stanno capendo, mi chiedo?
Va da sé che se questa è la situazione è necessario costruire un sito web efficace, costantemente aggiornato perché diventa l’equivalente della serranda del negozio (che però non va mai abbassata), dove gli utenti vanno attirati invogliandoli con promozioni, o attraverso i social, o cercando di esserci dove si crea una aggregazione spontanea di utenti.
Se nella nuova filiera il distributore perde grinta, rischia di essere bypassato dal produttore. Se ha ragione c’è da avere paura.
Bello e ironico come sempre l’intervento del Prof Bubbio, docente di Economia Aziendale, e il suo paragone con i pinguini.
Secondo Bubbio nel 2016 dopo il disgelo inizieranno a vedersi le terre emerse, che però saranno abitate da pinguini, che sono animali molto sociali e richiedono un approccio diverso.
Per lui la ricetta vincente per essere “belli fuori e belli dentro” è: un bel magazzino, uno show room emozionale, un sito web da urlo (non dell’orrore).
E poi: personale competente e motivatoclima organizzativo positivo, lavoro in team, caos creativo.
Interessante il fatto che un professore di economia faccia un intervento su temi che esulano dalla logica costi-ricavi Ma ormai non c’è più una divisione rigida degli ambiti. Lui ti deve spiegare cosa devi fare per mantenere vivo il tuo business e queste sono le nuove necessità. Sono finiti i tempi che bisognava risparmiare sulla cancelleria o vendere una caldaia in più per sopravvivere. “Come cambia il mondo”, penso di nuovo.

Dulcis in fundus l’intervento di Lorenzo Bellicini Direttore CRESME ovvero dall’Istituto che in

Bellicini Cresme

Italia si occupa di studiare il mercato dell’edilizia.

Per chi non lo conoscesse Bellicini, dal suo osservatorio internazionale, dice sempre cose interessanti, solo che proietta 50 slides fitte fitte di grafici e tabelle in 20 minuti di tempo, e seguirlo è veramente un delirio. Ma mi sono impegnata molto e questo è il sunto di quello che sono riuscita a cogliere.
Lo scenario  nel 2015 dovrebbe essere leggermente positivo, ripartirà l’edilizia non residenziale privata e cresceranno le ristrutturazionigrazie agli incentivi che sono stati la manna nel nostro settore. Le opere pubbliche traineranno in maniera significativa gli investimenti.
Nel 2014 le compravendite sono cresciute circa del 4%, ma in maniera molto diversa nel territorio. Ad ogni modo il mercato immobiliare sta uscendo dalla recessione. Molte seconde case si stanno riversando sul mercato a causa delle alte tasse, della svalutazione del valore e dei costi di manutenzione, per cui è evidente che non ci sarà spazio per le nuove costruzioni.
Il mercato poggia sulle riqualificazioni, che però sono il regno del “micro”. In questo contesto le imprese generali hanno perso addetti mentre quelle specializzate li hanno incrementati.
Nel futuro dell’edilizia ci saranno i nuovi materiali, le stampanti 3D (anche per gli edifici) e soprattutto il BIM (Bulding information Model) che porterà ad una integrazione fra chi  progetta, chi costruisce, chi fa gli impianti e nessuno guadagnerà più sugli sprechi nel fare e disfare come è stato spesso sino ad ora. Rido pensando all’elettricista che quando arriva per mettere le tracce ti spacca la casa ancora in costruzione.
Il messaggio finale è stato:il mercato è cambiato e serve un livello professionale che non è più quello di prima. E’ necessario avere i dati giusti e soprattutto visioni puntuali di dove si vuole andare e della posizione di mercato che si vuole occupare.
Torno a casa soddisfatta. Non è poi così male la situazione. Dipende però tutto da come si vedono le cose. Questi nuovi scenari per molti sono una minaccia per altri invece, mi auguro, una splendida opportunità.

Meditate imprenditori, meditate. 

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