Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

MA I MILANESI PENSANO DI LAVORARE SOLO LORO?


Per lavoro mi capita spesso di andare a Milano, dove ha sede la mia azienda.
L’ultima volta mi è venuto a prendere in stazione l’autista del Presidente che, parlando del più e del meno, ad un certo punto mi dice: “Certo che da voi (in Romagna) ci sono altri ritmi……”. Ma quali altri ritmi? Io corro dalla mattina a sera, fra il lavoro e un figlio ancora piccolo da seguire ormai mi autodefinisco “la donna bionica”.

Quindi rispondo scocciata “Non è affatto vero, questo è un luogo comune. Anche in Romagna  si corre come da voi, ma lo si fa in un modo e in un contesto diverso”.

A pranzo davanti al solito panino del Panino Giusto, gli argomenti con colleghi e consulenti sono sempre gli stessi. Ossia, ad un certo punto si finisce a parlare di week end, di vacanze, di “case a….” dove scappare dopo una settimana di duro lavoro. E anche qui nella mia testa scatta il paragone, perché anche da noi si parla di vacanze, magari davanti ad una piadina anziché al panino, ma è solo uno dei tanti argomenti che si affrontano perché ci sono tante altre cose interessanti a cui pensare e di cui parlare.

 

Insomma, l’idea che mi sono fatta io è la seguente. Lavorando con colleghi di tutta Italia, del Nord e del Centro (in particolare con Udine e Pescara), le differenze regionali le vedo tutte. E posso dire che non mi sembra affatto che a Milano si lavori di più rispetto ad altre zone d’Italia, per lo meno del Centro-Nord.

 

C’è una impostazione diversa del lavoro, questo sì, perché a Milano gli orari tendono ad essere più concentrati sino a ridurre al minimo la pausa pranzo e uscire prima la sera, mentre nelle altre parti di Italia, non essendoci il problema del traffico, spesso si preferisce la pausa lunga per pranzare a casa e rientrare un po’ più tardi in ufficio.

 

A parte questa “compressione” di orario non vedo grandi differenze nell’intensità del lavoro e nella produttività. La vera grande differenza sta nel modo di concepire il tempo dedicato al lavoro e il tempo dedicato ad altro, ossia il work-life balance. A Milano noto una forte contrapposizione fra questi due aspetti della propria vita. Durante la settimana ci si dà da fare, immersi nel proprio grigiore e nei propri ritmi, e poi il fine settimana si scappa verso “altro”. E quando sento i discorsi dei miei colleghi sulle zone dove abitare è tutto uno studiare la vicinanza rispetto ad un parco, ad un lago, o ad una strada che permetta di arrivare senza imbottigliarsi nel traffico verso una località di svago. La casa al lago, in montagna o in Liguria è quasi un obbligo, pena la paranoia.

 

Invece in Romagna, terra di ristoratori, albergatori, bagnini, e popolo della notte in generale, lavorare e divertirsi è un tutt’uno. Non esiste questa contrapposizione, neanche per chi non lavora nel turismo perché viviamo immersi in un ambiente ludico e questa è la nostra mentalità.

La nostra è una terra di lavoro e di divertimento, ma non necessariamente devono essere in contrasto o escludersi fra di loro. Anzi. L’uno rafforza l’altro. E quando i milanesi ci prendevano in giro le feste organizzate con i clienti si sono dovuti ricredere per i risultati che portano.

Cari colleghi milanesi, che abitate in una bellissima città che offre tante opportunità in cambio di un prezzo, (neanche tanto piccolo) in termini di traffico e di inquinamento, anziché pensare a scappare nel week-end pensate ad un modo di vivere bene dove abitate e a godervi i privilegi che la vostra città vi offre.

 

Lo so, vi manca il mare, e crepate di invidia quando in estate, dopo una giornata di lavoro, mi viene da dire che alla sera vado ad una cena di pesce in spiaggia, però se anche a  Milano si riescono ad organizzare dei corsi di barca vela vuol dire che il problema non è la mancanza del mare ma forse il vero problema è la mancanza di fantasia.

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