Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

CRIBBIO! MI SI E’ ROTTA LA CALDAIA!

Caldaia rotta

La vita media statistica di una caldaia a gas, di vecchia generazione è di 14 anni. La mia, dopo 12 anni di onorata carriera full time, e qualche altro annetto di utilizzo part time, puntuale come una cambiale scaduta ha iniziato a dare di matto e ad andare continuamente in blocco, chiaramente la maggior parte delle volte mentre facevo la doccia.

Dopo 3 chiamate al centro assistenza, che mi sono costate ben 200€ a fronte di vani tentativi di cambi di pezzi e di modifiche di impostazioni, finalmente mi sono arresa all’idea di sostituirla.
Ora, poiché io lavoro per il primo distributore di caldaie in Italia, pensavo di essere avvantaggiata. Per lo meno per il beneficio di non dovermi sbattere per chiedere informazioni visto che i miei colleghi sono tutti molto gentili e solerti nel fornirmele.
Prima però, visto che sono una che si affeziona, ho provato a interpellare il centro assistenza utilizzato in questi anni per vedere che cosa mi proponeva. E qui sono incappata nel primo problema, che ho scoperto essere un “vizietto” del settore:
PROBLEMA N° 1 l’assistenza tenta di vendermi il prodotto. Chiaramente non vuole farmi un preventivo separato fra caldaia e manutenzione, perché io conosco i prezzi di acquisto dei prodotti e so perfettamente di quanto l’idraulico ricarica il prezzo. Però l’assistenza fa subito un passo indietro quando si rende conto che, vista l’azienda per cui lavoro, forse non è il caso di scavalcare l’installatore, e me ne indica uno di sua fiducia.  

Causalmente proprio in quei giorni mi cade l’occhio su un articolo di TIS – Il Corriere TermoIdroSanitario, che parla dei ruoli distinti fra chi fa installazione e chi fa l’assistenza tecnica delle caldaie, e così ho la conferma che l’installazione della caldaia la fa l’idraulico, mentre il centro assistenza deve fare il primo avviamento e la messa in funzione dell’apparecchio. Solo a quel punto si è ufficialmente sotto tutela della casa produttrice. Spesso però questo non avviene, o perché l’installatore fa il primo avviamento, con il rischio di invalidare la garanzia se ci sono problemi in fase di start-up, o perché, come è successo a me, il centro assistenza propone l’acquisto del prodotto nuovo derubando l’installatore di un cliente quando invece dovrebbe occuparsi solo del service.

Certo, una volta era tutto più semplice, e non c’era la necessità di distinguere la formazione e l’abilità professionale dell’installatore da quella del centro assistenza. Però si sa, la vita è diventata più complicata sotto tutti gli aspetti, sia perché le esigenze di sicurezza hanno imposto normative su normative che vanno rispettate a nostra tutela, sia perché i prodotti sono diventati più performanti da un punto di vista del risparmio energetico ma anche più sofisticati, fatto sta che ora le figure che ruotano intorno ad una caldaia sono due e non più una. Con buona pace per le tasche degli utenti.

 

Me ne faccio una ragione e arrivo al momento della scelta della caldaia. Ma quando chiedo i preventivi incappo nel secondo problema:
PROBLEMA N° 2: la pulizia dell’impianto. E così scopro che la pulizia dell’impianto dalle incrostazioni è obbligatoria già dal 2009 (D.P.R. n° 59), che il costruttore non risponde in caso di problematiche se non è stata fatta la pulizia preventiva, ma che non tutti gli idraulici la propongono. Perché? Anzitutto perché ha un suo costo che parte dai 300€ a salire, e quindi rende un preventivo meno competitivo, poi il servizio va conosciuto e proposto al cliente e necessita di idonea apparecchiatura. Infatti scopro che nelle nostre filiali vengono fatti corsi agli installatori su questo argomento. Perché le nuove caldaie a condensazione sono più delicate avendo scambiatori più sensibili, e si rischia molto a non fare la pulizia visto che la garanzia dell’azienda produttrice non risponde se non si dimostra di avere eseguito questa procedura. Visto che da settembre 2015 non potranno più essere immesse sul mercato caldaie non a condensazione, non ci sarà più scampo. Ulteriore rassegnazione anche su questo punto, anche se c’è da dire che il costo di oggi sarà il risparmio di domani, visto che le nuove caldaie assicurano un sostanziale sconto sulla bolletta annuale del gas e la pulizia le rende più performanti. Per non parlare dell’ecobonus fiscale del 65%, che, pur se in 10 anni, permette comunque di recuperare una bella cifra sulla dichiarazione dei redditi.

Arrivo così al momento della scelta finale, e ho la testa e le tasche piene di bigliettini con modelli di caldaie sensazionali e numeri di idraulici “bravi e onesti”. Ed ecco che incappo nel 
Caldaia rotta
PROBLEMA N° 3: la scelta dell’idraulico. Fare l’idraulico ormai è diventato un lavoro molto complicato e sul mercato ce ne sono di tutti i tipi. Ormai l’idraulico in pensione che ti fa il lavoretto “in nero” fortunatamente è una specie in via di estinzione, perché con tutte le nuove normative, patentini, e attrezzature che gli idraulici devono avere non è più possibile scendere al di sotto di un certo livello di professionalità, anche perché se non si rispettano le normative sono guai e sanzioni sia per loro sia per il cliente.

Alla fine decido di percorrere la strada che sto percorrendo ormai in molte occasioni.
Visto che tutto ormai è diventato complesso, che per ogni scelta di acquisto ci sono una infinità di alternative, e che il tempo per decidere è sempre poco, io ho deciso che prima mi informo e poi mi affido. Ovvero prima reperisco le informazioni di base, tramite colleghi, amici, internet, poi però nella scelta vado sulla fiducia.
Perché se dovessi fare una scelta scientifica calcolando un algoritmo con tutte le informazioni raccolte mi stresserei da morire. Per cui oltre ad un certo livello di complessità di solito mi affido ad un professionista di fiducia. E non c’è dubbio che l’idraulico ormai sia diventato una sorta di “consulente del benessere climatico”. Forse non mi darà il consiglio migliore in assoluto, ma se proprio non mi da una fregatura per lo meno sarò ripagata in termini di salute mentale per non essermi stressata troppo.

Alla fine penso che la rottura della caldaia sia stata un’occasione per capire meglio i prodotti che vende l’azienda per cui lavoro, perché si sa che per noi contabili sommare pere,  rubinetti o magliette non fa tanta differenza, però vuoi mettere la soddisfazione di capire a cosa serve il tuo lavoro?

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