Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

QUANDO L’AZIENDA RIMUOVE UN RESPONSABILE (E NON SEI TU)

Licenziamento di un responsabile
Quando l’azienda rimuove un responsabile

 

Alzi la mano chi non si è mai trovato di fronte ad un collega, magari parigrado o responsabile di un altro settore, che è stato rimosso per mille motivi dal suo incarico.  Lo guardi e pensi “E’ capitato a lui, ma poteva capitare anche a me”.

Inizi mentalmente a fare la lista di tutte le sue mancanze, dove ha sbagliato e dove poteva fare meglio, per cercare di convincerti che a te non poteva capitare, ma dentro di te lo sai benissimo come funziona nelle aziende: oggi sei alle stelle e domani sei alle stalle, in un gioco di equilibri che purtroppo molte volte non dipende dalle reali capacità della persona. Anzi.

 

Ecco allora che inizi a valutare se è il caso di fermarti a parlare con lui, che magari fino al giorno prima era un collega-amico e oggi sembra quasi che abbia la lebbra, infatti noti che le persone hanno paura ad avvicinarsi per non schierarsi dalla sua parte e rischiare di fare la sua stessa fine.

 

Poi arriva il momento delle chiacchiere nei corridoi: c’è chi ne parla bene, c’è invece chi (e a questo punto sono la maggior parte) ne parla male, e c’è chi critica il modo in cui l’azienda si è comportata con lo sventurato. Però, diciamoci la verità: non esiste un modo ottimale da parte di un’azienda per rimuovere una persona, perché chi è coinvolto penserà sempre che “potevano comportarsi diversamente”, “potevano dirlo prima”, “ma proprio alla vigilia di Natale, che bastardi!” come se il modo in cui l’azienda ci liquida servisse a lenire lo smacco che la nostra immagine sociale subisce, come se ciascuno di noi fosse soltanto quello.

Purtroppo a volte non basta essere i più bravi del mondo a fare un certo lavoro, come spesso pensiamo erroneamente di noi stessi, perché bisogna essere anche le persone giuste al momento giusto, e se siamo sbagliati per un ruolo o per un’azienda, magari possiamo essere perfetti per un altro ruolo o per un’altra azienda.

Allora quando episodi di questo tipo ci toccano da vicino ricordiamoci di non identificarci troppo con il nostro lavoro, di investire nella nostra crescita umana e professionale senza fare troppo affidamento su chi ci paga, e di guardarci con occhi più indulgenti perché la vita non è soltanto le ore che passiamo dentro ad un ufficio. La vita per fortuna è anche altro.

Post Correlati

Leave a comment