Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

IL MONDO SARA’ DEI PASTICCIONI?

Pasticcione

Sarà che ho la mentalità da contabile precisa e pignola, ma mi scoccio parecchio quando ho a che fare con persone pasticcione, improvvisate e che mi fanno perdere un sacco di tempo.

Invece queste persone spesso ricoprono ruoli tali per cui devo averci necessariamente a che fare e poi mi tocca pagare pure lo scotto della loro inefficienza.

Mentre io cerco di organizzare al massimo il tempo per me e per gli altri (e la cosa mi costa un certo impegno), sembra che questa caratteristica oggigiorno scarseggi come l’acqua nel deserto.

Poteri fare milioni di esempi, eccone alcuni, i primi che mi vengono in mente perché sono recenti.

  • L’impiegato di banca che si sbaglia a darmi un documento e che mi costringe a ripassare per ritirare quello giusto;
  • L’agente immobiliare azzeccagarbugli che nella poca chiarezza ci sguazza e mi costringe ogni volta a verificare quello che mi dice perché fa finta di conoscere leggi e procedure che non conosce affatto;
  • L’addetto della scuola calcio che si sbaglia a mettere i pezzi della nuova divisa dentro il borsone costringendo i genitori a passare due volte a ritirali.
  • Il collega di lavoro che entra a gamba tesa nella gestione di una procedura stravolgendola senza sapere veramente come funziona.

In ogni caso ho sempre la sensazione che le cose debbano essere fatte due volte a causa della fretta delle altre persone. Non che io sia infallibile, ci mancherebbe, tutt’altro. Ma almeno ci provo, invece mi sembra che la maggior parte delle persone abbia perso il senso di fare un lavoro ben fatto, curato, che dia soddisfazione a sé e agli altri.

Ma i casi che mi sono capitati ultimamente sono talmente tali e tanti che la colpa non può essere solo del singolo, bensì di un sistema che a mio avviso non funziona e che ha perso il senso della misura.

Siamo sempre tutti talmente di corsa, tirati, facciamo mille cose e per fare girare tutto bene ci vogliono delle caratteristiche che pochi veramente possiedono, compresa la capacità di non perdere la calma (ecco, questa mi manca!) e di essere sempre lucidi e organizzati.

Quale può essere la prospettiva?

Se i robot ci stanno sostituendo e ci sostituiranno sempre di più, teoricamente ci rimarrà più tempo per fare le cose e potremmo curarle meglio. Però c’è il rischio che saremo in meno a farle, e a quelli che rimarranno verrà chiesto sempre di più, come è stato fino ad ora.

Inoltre quando si ha l’imprinting dell’essere “tarantolato” non si riescono più a fare le cose bene e con calma anche quando se ne avrebbe il tempo. Quindi non si può sperare nella “redenzione” al momento della pensione. Il mondo rischierà di essere pieno di nullafacenti pasticcioni.

E dal punto di vista economico?

Non c’è dubbio che a livello di azienda e a livello di sistema paese giriamo tutti a vuoto come delle trottole e gli sprechi e le inefficienze non si contano. Non avrebbe allora più senso fare meno cose e con più calma, magari pagate meglio da parte di chi riceve il bene o il servizio, senza tutto questo frullo che ci porta solo alla nevrosi?

Che qua si aggiungono sempre cose su cose, impegni su impegni e finisce che saremo tutti dei vecchi frustati e rimbambiti già all’età di 30 anni.

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