Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

LA SFORTUNA DI NASCERE MASCHIO QUANDO SEI PULCINO

La sfortuna di mascere maschio se sei pulcino

 

C’è un problema di “discriminazione sessuale” sconosciuto alla maggior parte della popolazione italiana e riguarda l’uccisione di milioni di pulcini maschi che appena nati vengono soffocati o tritati in un macchinario dotato di lame rotanti per essere riutilizzati come mangime.

Nei supermercati e nelle pubblicità inizia ad apparire qualche campagna di sensibilizzazione ma in Italia rimane un argomento ancora poco dibattuto, mentre in Germania, Francia e Svizzera si sta cercando di limitare l’uso di questa pratica crudele.

 

PERCHE’ I PULCINI MASCHI VENGONO UCCISI?

Quando non c’erano gli allevamenti intensivi i pulcini maschi venivano allevati per la fecondazione delle galline e per produrre carne. Oggi invece i polli destinati a finire negli scaffali dei supermercati provengono da razze selezionate per garantire un rapido accrescimento (2 kg in poco più di un mese) e rese in carne molto elevate. Invece i pulcini maschi delle galline ovaiole non hanno queste caratteristiche (1,5 kg in 3-4 mesi) per cui oggigiorno il loro allevamento risultata estremamente svantaggioso dal punto vista economico e insostenibile dal punto di vista ambientale.

 

Come si può fare per rendere l’allevamento dei polli socialmente accettabile ma anche economicamente sostenibile? 

  1. Una soluzione che stanno adottando alcuni paesi è quella di utilizzare delle tecniche diagnostiche avanzate che attraverso un marcatore chimico identificano il genere prima della schiusa delle uova in modo da sopprimere i pulcini ancora nella fase di sviluppo embrionale.
  2. Altri paesi come la Svizzera si stanno attrezzando per “riciclarli” allevandoli come animali da carne anche se non ne avrebbero tutte le caratteristiche.

Ma in un caso o nell’altro si sposta solo il momento dell’uccisione. Non dimentichiamo che sono comunque animali allevati per produrre alimenti per l’uomo. Sopprimerli prima che diventino pulcini oppure macellarli quando sono già grandi ma dopo che hanno vissuto in uno spazio ristretto per tutta la vita ci fa sentire eticamente più tranquilli?

 

IL BENESSERE DELL’ANIMALE HA UN COSTO

La sensibilità del consumatore nei confronti di questa uccisione prematura dimostra la crescente sensibilità verso il benessere dell’animale. Il cliente è sempre più attento alla provenienza degli alimenti che consuma ed è interessato a tutta la filiera produttiva. Anche le normative stanno velocemente andando in questa direzione tanto che l’Unione Europea garantisce i più alti standard di benessere animale al mondo.

Ma è necessario trovare un equilibrio fra il rispetto della legge, l’attenzione all’ambiente e le richieste etiche dei consumatori che devono combaciare con il livello di sostenibilità economica degli allevamenti.

Il consumo mondiale di carne è oggi sostenibile grazie ai costi contenuti permessi dalla massiccia innovazione sia livello di genetica sia a livello di tecniche di allevamento, con razze e tecniche alimentari che permettono una più elevata efficienza. Se il costo si alzasse troppo una vasta fetta di popolazione non avrebbe più accesso alla carne, che ritornerebbe ad essere un alimento per ricchi come avveniva in passato quando il resto della popolazione soffriva di malnutrizione.

Certamente oggigiorno il miglioramento del benessere è un obiettivo perseguito anche dai produttori, e quindi è nell’interesse di tutti quanti che gli animali abbiano un’esistenza eticamente accettabile. Tuttavia non possiamo ipotizzare che galline, bovine da latte e suini tornino a razzolare nell’aia o a pascolare nei campi come una volta perché l’impatto economico e ambientale sarebbe insostenibile. Ricordiamoci che gli allevamenti sono responsabili del 14% delle emissioni di gas serra globali.

 

POSSIAMO VERAMENTE SCEGLIERE?

L’importante è che ci sia una corretta informazione da parte dell’aziende e una giusta dose di consapevolezza da parte del consumatore, che garantisca di poter scegliere fra prodotti con prezzi leggermente diversi, magari rinunciando ad una pizza con gli amici per un prodotto animale che sia eticamente più sostenibile.

Ma solo se la maggioranza della popolazione continuerà a consumare uova da sistemi dove i pulcini sono soppressi in fase embrionale/schiusa, ci può essere una minoranza che può permettersi di consumare uova da sistemi che prevedono che i pulcini maschi siano allevati in maniera antieconomica per produrre carne.

Perché per poter abolire questa pratica l’unica soluzione sarebbe quella di allevare razze con caratteristiche intermedie fra i polli-da-carne e la gallina-ovaiola ed utilizzare i maschi per produrre carne e le femmine per produrre uova, ma questo determinerebbe una diminuzione di circa il 40-50% delle quantità di carni di pollo e uova prodotte, con il conseguente aumento dei prezzi o dell’inquinamento ambientale.

Quindi, nell’attesa che si utilizzino sempre di più gli insetti come fonte alternativa di proteine, per ogni frittata che mangiamo dovremo accettare di avere una quota di pulcino maschio sulla coscienza.

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