Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

MEGLIO PIANIFICARE O LASCIARE AL CASO LA PROPRIA VITA?

Meglio pianificare o lasciare al caso la propria vita?

L’arte, l’ossessione o l’obbligo di pianificare la propria vita presentano indubbiamente molti vantaggi ma hanno anche un risvolto della medaglia molto impegnativo.

A qualcuno organizzare il più possibile viene naturale perché la pianificazione dà sicurezza. Altri invece lo vivono come un peso insostenibile e preferiscono godersi il momento.

Certamente ognuno di noi raggiunge nella vita il proprio punto di equilibrio fra la pianificazione e l’estemporaneità, equilibrio che può variare in base al carattere, alle situazioni o all’orizzonte temporale di riferimento.

Io ad esempio io sono più predisposta a pianificare nel breve periodo piuttosto che nel lungo periodo.

Analizziamo insieme varie situazioni per capire come si colloca ciascuno di noi.

 

 PIANIFICARE LA PROPRIA PENSIONE

Parto dal tema più difficile e impegnativo, quello che sto affrontando in questo periodo, ovvero la pianificazione del futuro previdenziale.

E’ un tema che ho evitato a lungo perché difficilmente faccio previsioni così proiettate in avanti. A me non piace sentirmi vincolata ad un percorso prestabilito. Preferisco pensare di poter modificare in qualunque momento gli aspetti più importanti della mia vita, salvo poi non farlo quasi mai, ma devo tenermi una porta aperta.

Ad un certo punto però non si può prescindere dal fare due calcoli sulla pensione, anche perché prima si fanno e meglio è per evitare sorprese dell’ultimo minuto.

L’equilibrio probabilmente consiste nel costruire un percorso all’interno del quale poter prendere diverse direzioni a seconda delle vicende della vita. Ma un binario personale va impostato, anche perché quello imposto dallo Stato non è più sufficiente.

  

LE VACANZE ESTIVE

Le vacanze estive a me piace pianificarle con un po’ di anticipo perché ho bisogno di proiettarmi mentalmente in qualcosa di piacevole nelle giornate grigie. Non sono quella che mesi prima inizia a cercare i voli (attività che tra l’altro mi stressa moltissimo) ma non voglio neanche ridurmi ad andare ad agosto alla spiaggia sotto casa perché non ho trovato di meglio.

Oltretutto negli ultimi anni prenotare in anticipo conviene moltissimo perché si risparmia sui costi di voli e alberghi a differenza di una volta che si spendeva di meno partendo con un last minute. La musica è cambiata perché troppi consumatori prenotavano sotto data mettendo in difficoltà i tour operator che ora usano una tecnica di “advance booking” aggressiva per riequilibrare i tempi di prenotazione.

 

LA PIANIFICAZIONE SUL LAVORO

Sul lavoro non si può evitare di seguire un minimo di programmazione, specialmente quando si è responsabili dell’operato di altre persone o se si hanno delle scadenze tassative da rispettare come in contabilità.

La pianificazione consente di svolgere al meglio i compiti per i quali siamo pagati e organizzare in maniera più efficiente un ufficio. Ma quando dobbiamo affrontare i lavori che proprio non ci piacciono siamo sicuri che pianificarli scrupolosamente aiuti veramente a portarli avanti sino in fondo?

A volte seguire la linea di minore resistenza, o la pressione dettata dalle circostanze esterne aiuta a svolgere gli impegni segnati in agenda ma che continuiamo a rimandare alla faccia di tutti i corsi di time management fatti.

Vi rimando a questo post per approfondire la convivenza lavorativa fra “le formiche e ghepardi” delle scadenze.

 

L’INGANNO DELLA PIANIFICAZIONE

A volte si pianifica una cosa piacevole mentre ci si annoia sul divano o durante una giornata grigia in ufficio. Allora ci si organizza prenotando quello che serve e pregustando il momento in cui si farà. Capita però che quando arriva il momento tanto atteso la voglia sia completamente scomparsa. A quel punto ci si rende conto che il desiderio nasceva soltanto dalla tristezza o dalla fantasia del momento e che solo quando si è liberi di decidere si capisce veramente quello che ci interessa davvero.

Avere già prenotato spesso volte è necessario per darci la spinta interiore, quella spinta che serve per vincere la pigrizia iniziale e che ci regala la soddisfazione di aver fatto, di aver agito, di essere andati.

Altre volte invece non è così. Altre volte malediciamo il momento in cui abbiamo incasellato la nostra serata, la nostra vacanza, o la nostra vita. Perché non c’è dubbio che in una società complessa prevedere tutto in anticipo ci premia in termini economici e di opportunità, ma quando si vuole avere tutto sotto controllo finisce che si diventa schiavi di uno schema dove il tempo e il denaro che abbiamo risparmiato prima dobbiamo impiegarli dopo per andare dallo psicologo.

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