Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

QUANTI PREVENTIVI BISOGNA CHIEDERE?

Quanti preventivi bisogna chiedere?

 

Quanti preventivi bisogna chiedere prima di acquistare un prodotto o un servizio di un certo valore?

Secondo chi acquista per mestiere bisogna chiedere almeno TRE preventivi. I primi due per farsi un’idea, il terzo è utile soprattutto quando i primi due si discostano l’uno dall’altro per capire chi è fuori mercato. Da tre preventivi si può salire sino a chiederne un numero maggiore, normalmente però con CINQUE ci si fa una buona idea. Di più si rischia di fare confusione.

Ma perché l’umano medio, privato, professionista o imprenditore, la maggior parte delle volte tende a prendere le decisioni basandosi su un solo preventivo?

 

AMMETTIAMOLO, SIAMO PIGRI

Il cervello umano è un organo molto pigro. Normalmente si attiva solo quando qualcosa gli interessa particolarmente. Per un cambio di cellulare è in grado di ricordare millemillanta modelli con piccoli dettagli diversi, e può fare una ricerca comparata in grado di fare concorrenza ad un algoritmo. Poi però quando deve fare un acquisto sul quale non ha competenze e non ha voglia di acquisirne si affida alla prima persona che passa per strada.

 

LA SINDROME DI “A MIO CUGGGINO”

Capita spesso che la persona alla quale affidiamo un lavoro sia “a mio cuggino”. Capiamoci. “A mio cuggino” può essere l’amico, la sorella, il ragioniere o la centralinista, ovvero qualunque persona che nel nostro immaginario è in grado di risolvere ogni nostro problema senza avere una competenza specifica. L’importante è che sia legata a noi da un sentimento sincero o da un contratto di lavoro che ci permetta di schiavizzarla a nostro piacimento

Invece di chiedere i classici tre preventivi a tre professionisti del settore si finisce per affidare il lavoro a l’ultima persona che dovrebbe farlo perché scarsamente competente.

I danni fatti da “a mio cuggino” sono incalcolabili, eppure rimane saldamente in testa alla lista delle nostre preferenze. E chi se ne importa se poi dobbiamo spendere il doppio del tempo e del denaro per sistemare la situazione, tanto c’è sempre un altro cugino di scorta da chiamare che ci risolve il problema.

 

TROPPA SCELTA DISORIENTA

Tutti noi pensiamo che avere tanta scelta sia il meglio che ci possa capitare come consumatori. Eppure non funziona esattamente così.  La troppa scelta disorienta e inibisce l’acquirente, che preferisce selezionare la migliore tra poche opzioni, senza incorrere in rimorsi o ripensamenti.

Avere molti articoli a disposizione crea delle aspettative perché vogliamo che il nostro acquisto sia il migliore in assoluto e il nostro cervello continua a rimuginare su cosa ci stiamo perdendo nel non aver scelto qualcosa di diverso.  Questo finisce per essere un ottimo motivo per chiedere solo un preventivo.

 

VA DOVE TI PORTA IL CUORE

La pigrizia e l’indole umana ci portano spesso ad innamorarci della prima persona credibile. Basta che ci contatti la persona giusta tramite un social o attraverso un conoscente fidato e subito ci fermiamo alla prima tappa.

In una società complessa e molto differenziata come quella attuale dove esistono mille varianti di ogni prodotto e servizio difficilmente paragonabili fatichiamo a trovare la spinta giusta per informarci a dovere.

Allora anziché usare la ragione usiamo il sentimento e ci affidiamo a chi ci ha ispirato fiducia.

Ma la fiducia va bene per l’ultimo miglio, è la spinta finale che deve portarci senza indugio verso una direzione quando il nostro cervello è bloccato dal troppo rimuginare sulle cose. Ma prima un lavoro di comparazione e di ricerca bisogna farlo altrimenti si rischia di prendere delle cantonate

Direi che l’atteggiamento giusto è “prima mi informo, poi mi affido” e non viceversa. Quando i buoi sono scappati è inutile chiudere la stalla.

 

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