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Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

L’IMPORTANZA DI FARE LA SINTESI

L'importanza di fare la sintesi

In un mondo superveloce, in cui perfino l’Intelligenza Artificiale ha imparato a sintetizzare, c’è ancora chi, per comunicare due concetti riassumibili in poche righe, manda mail che sembrano I Promessi Sposi: lunghe, articolate, con personaggi secondari e colpi di scena.

Quando ne ricevo una così, se l’argomento non mi interessa davvero in quel momento, la chiudo prima della fine e la metto nel cassetto mentale del “ci penserò dopo”.

PERCHE’ ALCUNE PERSONE NON SANNO SELEZIONARE LE INFORMAZIONI?

Personalmente ho individuato 3 motivi:

  • incapacità cognitiva di sintetizzare vera e propria;
  • volontà di mettersi in mostra raccontando nel dettaglio tutto quello che si è fatto;
  • desiderio di tutelarsi in caso di eventuali problemi successivi utilizzando il classico: “sì però te l’avevo detto/scritto”.

Secondo me questo non è il modo corretto di lavorare, perché così facendo si trasferisce sugli altri il costo delle proprie incapacità e insicurezze obbligando i colleghi e amici ad un impegno aggiuntivo non necessario.

LE COSE SEMPLICI SONO LE PIU’ DIFFICILI

Non so quante persone si rendono veramente conto che dietro la semplicità spesso si nasconde un grande lavoro artigianale di cesellatura.

Pensiamo a uno smartphone e alla complessità che sta sotto ogni tasto che pigiamo. Sotto ogni icona si nasconde un iceberg di cui vediamo solo la punta perché centinaia di ingegneri hanno lavorato per anni affinché noi potessimo usare quello strumento con pochi click.

Oppure un contenuto sui social, dove in pochi minuti o addirittura secondi si devono condensare concetti complessi da trasmettere altrimenti si rischia di annoiare la community o i potenziali follower.  I social sono un’ottima palestra che consiglierei a tanti manager che sequestrano colleghi in riunioni che non portano da nessuna parte per incapacità di esprimere e riassumere due concetti essenziali.

Semplificare non è facile e non a tutti viene spontaneo. Ci vogliono tanta pratica, tanta buona volontà e soprattutto tanta consapevolezza che il mondo è cambiato e che se un tempo eccedere in precisazioni era considerato indice di accuratezza oggi è un disvalore che può penalizzare sia nella carriera sia nelle relazioni personali.

Abbiamo bisogno di pillole di informazione già confezionate da assimilare velocemente, dedicando tempo e attenzione all’approfondimento solo a ciò che ci interessa veramente. Nella società del futuro sarà premiato chi saprà affinare questa dote e risulterà vincente con i clienti,  con i colleghi, e con il management quando dovrà presentare dati e risultati.

I RISCHI dell’intelligenza artificiale

Oggi sintetizzare sembra diventato facilissimo: basta chiederlo a strumenti come ChatGPT e in pochi secondi hai una versione breve, ordinata, apparentemente perfetta.

Questo funziona molto bene quando la sintesi serve a noi, per capire, orientarci, mettere ordine, molto meno quando quella sintesi diventa comunicazione verso gli altri.

Perché il rischio è che sintetizzando troppo si diventi banali.

L’intelligenza artificiale amplifica le nostre capacità, ma non le sostituisce. È una stampella potente: ti aiuta a correre più veloce, ma se non hai gambe si vede. Una sintesi efficace non è solo più corta: è precisa, rilevante, consapevole del contesto. Trovare il confine sottile fra esprimere tutti i concetti in modo semplice, chiaro e veloce e dispensare informazioni parziali e incomplete sarà la sfida comunicativa dal futuro, e questo, per ora, resta un lavoro umano.

Da “Homo Sapiens” a “Homo Sinteticum”?

 

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% Commenti (3)

Ciao Monica,
per riuscire a sintetizzare in un discorso scritto bisogna avere le competenze per farlo.
Ed io noto un livello di espressione scritta nella nostra lingua in molti casi insufficiente.
Invece di impegnare i lavoratori in continui corsi sulla digitalizzazione o sull’apprendimento della lingua inglese, occorrerebbe insegnare loro a scrivere correttamente in italiano.
Max

Buonasera Monica,
– il mondo superveloce probabilmente si dimentica del mio email 15 secondi dopo averlo visto, qualsiasi estensione abbia il testo
– per interloquire con il mondo superveloce via email, dovrei farlo rallentare, non trova?
– per ‘interloquirci’ dovrei cambiare il paradigma, non crede?
– quanto è superveloce, mio Dio, questo mondo! Forse è meglio se ‘lo telefono’ e gli parlo di ciò che conta, o almeno ci provo.
Un caro saluto e complimenti per il post.
Francesco

Buonasera Francesco, sì quando il tema è complesso è sempre meglio parlarsi al telefono, visto e considerato che è difficile far rallentare il mondo. Grazie per i complimenti!

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