Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

L’IGNORANZA FINANZIARIA E LA RUOTA DEL CRICETO

L'IGNORANZA FINANZIARIA E LA RUOTA DEL CRICETO
Chi non ha testa ha gambe
La cultura finanziaria di gran parte di noi deriva da quella dei nostri genitori e delle persone che sono state molto rilevanti nella nostra vita. Purtroppo però la scuola e l’università non sono strutturate per creare persone “intelligenti finanziariamente”, ovvero persone in grado di comprendere e padroneggiare le dinamiche relative alla gestione del denaro, poco o molto che sia.
 
La maggior parte delle persone non ha la capacità di creare, mantenere, o proteggere il proprio denaro, specie quando diventa una somma importante. Oggi che i tassi di interesse sono prossimi allo zero e che preservare il proprio capitale può diventare un problema, questa incapacità si avverte ancora di più. Se si pensa di risolverlo affidandosi ad un esperto bisogna comunque essere in grado di capire se la persona a cui ci si affida sia quella giusta e se ci sta consigliando correttamente. Gli esempi di persone truffate da persone fidate (bancari, commercialisti, consulenti finanzia, amici, cugini e parenti) sono fin troppo abbondanti.
Quando si vuole comprare un prodotto o un servizio un minimo complessi oramai ci informiamo tutti tramite internet o tramite amici e parenti e ci facciamo un’idea. Poi però, con l’iper specializzazione attuale del lavoro, c’è sempre una figura che di mestiere si occupa di fare quello che cerchiamo e che può aiutarci a muoverci nel marasma delle informazioni ridondanti e contrastanti che abbiamo trovato da soli. Ma bisogna essere sempre in grado di valutare. Le informazioni acquisite sul prodotto o sul servizio servono più che altro a misurare la febbre allo specialista a cui affidarsi piuttosto che ad incrementare un fai da te a volte pericoloso. Questo vale sia per l’acquisto di un materasso, di un condizionatore, di un servizio medico o di un investimento sicuro dove riporre il proprio denaro.
Non aiuta il fatto che ci vengano proposti modelli di vita che creano continuamente nuove esigenze e richiedono sempre maggiori disponibilità economiche. Ci si indebita per oggetti di cui si crede di non poter fare a meno. Spesso se lo stipendio aumenta aumentano anche le spese, perché nessuno ci ha insegnato come gestire entrate e uscite, che cos’è il cash flow, come imparare a modulare le spese in relazione ai guadagni, come pensare al denaro in relazione al tempo, come investire il proprio denaro accettando un rischio calcolato, e non ultimo qual è il rapporto psicologico che ci lega al denaro, che alla fin fine è soltanto un amplificatore di ciò che siamo.  
 
E qui scatta la ruota del criceto, perché se non si ha intelligenza finanziaria si è destinati a correrci dentro senza fermarsi mai.
 
Se guadagniamo molto e spendiamo molto siamo comunque dei poveri con un alto tenore di vita. Non basta guadagnare tanto per essere fuori dalla ruota, anzi, se ci si aggroviglia ancora di più intorno alle proprie esigenze crescenti guadagnare di più può diventare molto dispendioso.
 
Se guadagniamo poco e facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese allora direi che abbiamo un problema. E siccome stiamo passando da un sistema in cui lo Stato si preoccupava dei suoi cittadini ad un sistema dove ciò non accadrà più, direi che quel problema tenderà ad aumentare sempre di più. Se viviamo ancora nella chimera del posto fisso e siamo abituati ad avere qualcuno che provvede a noi, allora siamo condannati all’ansia da insicurezza.
 
Se queste sono le premesse, perché nella scuola dell’obbligo non si insegnano concetti come entrate, uscite, debiti, investimenti, tasse e lavoro? Perché la televisione pubblica non trova un modo ludico e piacevole di insegnare l’abc del bilancio familiare invece di propinarci cantanti, cuochi e ballerini ad ogni ora? Perché arrancare da adulti dietro a pseudo-guru che propinano corsi a pagamento quando l’intelligenza finanziaria dovrebbe fare parte del bagaglio di base di ciascuna nazione? Perché non insegniamo ai nostri figli a gestire con la paghetta le piccole spese, la capacità di prestare, o di fare un piccolo dono ad un amico o a un fratello, e così magari impariamo qualcosa anche noi?
 
E’ inutile lamentarsi dei danni provocati dai disastri finanziari e dall’abuso di potere della banche che sguazzano nell’ignoranza finanziaria diffusa. Chiudere la porta quando la mucca è scappata dalla stalla non è serve a niente. Molto meglio allevare bene il vitellino.
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