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Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

ECONOMIA DOMESTICA: NELLA COPPIA I SOLDI SONO UN TABU’?

NELLA COPPIA I SOLDI SONO UN TABU'

In molte coppie c’è un tabù che è ancora più grande dei pudori legati alla sfera sessuale e riguarda la gestione del denaro.

Colpa probabilmente del detto “due cuori e una capanna”, fatto sta che sin da piccoli ci hanno insegnato che con l’amore i problemi economici passano in secondo piano e tutto prima o poi si risolve.

 

Niente di più falso.

 

La recente crisi, con la conseguente perdita di lavoro di molte persone,  ha fatto emergere situazioni familiari che sono andate in crisi per problemi di reddito, soprattutto nel caso in cui il reddito mancante era quello del marito, che per ruolo sociale è sempre stato quello che manteneva la famiglia. Il mutare delle condizioni economiche iniziali ha colto impreparate tante unionipiù o meno solide, e ha sgretolato anche gli amori più granitici.  

 

Eppure c’è ancora la concezione diffusa che mettere in chiaro prima del matrimonio o della convivenza quale sarà il regime patrimoniale che si vuole scegliere e come comportarsi in caso di separazione sia sintomo di mancanza di amore e di fiducia nei confronti del proprio partner, tanto è vero che i patti pre-matrimoniali, tanto in voga negli Stati Uniti, da noi non hanno mai preso piede. Persino i consigli dei ben più saggi mamma e papà spesso sono malvisti dalle giovani coppie, che, fiduciose dei propri sentimenti, non se la sentono di essere lungimiranti nella gestione delle finanze, limitandosi ad una visione di breve periodo per paura di turbare il proprio compagno. 

 

Invece io la penso esattamente al contrario. Chiarire anzitempo l’aspetto economico, almeno a grandi linee, è sintomo del voler proteggere la coppia, del fare in modo che ci si scelga e si stia insieme per volontà e non motivi economici, cercando di non lasciare al caso un elemento che può devastare anche le unioni più felici. Ma non è così facile parlarne anzitempo, e così si finisce anni dopo a discuterne davanti ad un avvocato. 

 

Anche se ritengo che ogni coppia debba trovare la propria ricetta, purché sia condivisa e consapevole, nella gestione della nostra “azienda familiare” noi abbiamo scelto di comportarci in questo modo.

 

Abbiamo mantenuto entrambi un conto corrente individuale, da quale attingiamo per le spese personali, e abbiamo aperto un conto corrente in comune dove ogni mese versiamo una somma e dal quale attingiamo per le spese comuni. 

 

Personalmente trovo che sia la situazione migliore, almeno quella per me più congeniale  che fortunatamente è stata subito condivisa dal mio partner, perché permette sia a me sia a lui di poter spendere in tutta libertà, anche in cose non necessarie per la famiglia, quello che riteniamo più opportuno, senza doverci giustificare e senza dover bilanciare le spese dell’uno con quelle dell’altro. Per tutte le esigenze comuni, legate a nostro figlio, alla casa o allo svago, usiamo il conto in comune. Sono ormai 15 anni che facciamo in questo modo e direi che grossi problemi non ce ne sono mai stati.
Certo, per me che sono una contabile è un divertimento tenere due “contabilità”, ma anche per chi non è così portato per tenere dei conti suggerisco comunque di fare un piccolo sforzo e cercare di mantenere separati i due ambiti, personale e familiare, chiaramente senza essere talebani delle divisioni.

 

Vuoi mettere la gioia di fare un regalo importante al proprio compagno esclusivamente con i soldi personali e non con quelli di entrambi? Sennò che regalo è.

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