Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

LO STRESS DI CAMBIARE AUTO

Lo stress di cambiare auto

 

Dopo 10 anni di onorato servizio della mia Honda Civic (rossa) ho deciso che è giunto il momento di cambiarla. Dopo un tamponamento, un quasi-frontale non per mia colpa e svariati graffi alla carrozzeria (questi sì per colpa mia) credo che quello che poteva darmi la mia auto me l’ha dato, e ora vorrei una macchina nuova e più moderna dal punto di vista tecnologico.

 

Quindi ho iniziato a girare per concessionari alla ricerca di un’alternativa, posto che in questi anni mentre vedevo per strada un’auto che mi attirava mi sono sempre appuntata il modello nelle note del telefono.

 

Sì perché nella mia testa le automobili si dividono in due categorie: la mia (l’unica che so riconoscere) e quelle di tutti gli altri, che anche se ci sono scesa da 5 minuti non sono assolutamente in grado di riconoscere in un parcheggio. Infatti mando sempre avanti gli altri quando si tratta di risalire sull’auto di un collega.

 

E così dotata di Goolge Maps e di pochissimo entusiasmo sono andata alla ricerca dei concessionari di Cesena e ho riscontrato che in 10 anni parecchi hanno chiuso i battenti o sono stati accorpati i marchi in concessione, a discapito di quello che ho sempre letto su Il Sole 24 ore sulla tenuta del mercato delle auto (almeno fino al 2018).

 

Nei pochi concessionari che ho trovato mi è capitato di imbattermi sia nel venditore fancazzista che sembrava quasi gli facessi un dispetto ad entrare in salone, sia nel venditore che mi avrebbe venduto anche la madre se avessi avuto posto in casa per ospitarla.

 

Poi ho iniziato il mio solito approccio analitico per cui sono andata consultare l’elenco di tutte le auto del segmento di mio interesse, ho imparato a memoria tutte le misure perché siccome non sono molto portata per la guida anche qualche centimetro in più o in meno può fare la differenza, e mi sono fatta un bello schemino.

 

E se alla prima auto che ho visto sembravo un pesce fuor d’acqua tanto da essere trattata come un’ebete (e non mi è piaciuto affatto) alla terza auto ero già in grado di disquisire con il venditore sui particolari della dotazione di serie, delle prestazioni, del motore, e della tecnologia tanto da metterlo in difficoltà quando non conosceva le risposte alle mie domande.

 

E quando elencavo con sicurezza per filo e per segno quello che voglio io da un’automobile ovvero una linea accattivante e riconoscibile, sicurezza, possibilità di dialogo con il mio cellulare e una buona risposta del motore quando pigio l’acceleratore, a volte ho visto facce perplesse come se avessi chiesto un’auto che fa il caffè.

 

La cosa che mi fa ridere di più è che dopo aver fatto tutte queste analisi con un accurato rapporto costi/benefici, anche questa volta farò la mia scelta non in base a parametri oggettivi bensì in base alle farfalle che l’auto mi fa venire nello stomaco.

 

Perché se non sento il pathos, l’attrazione, l’innamoramento, o se non sento rappresentata la mia personalità al di là di ogni caratteristica tecnica, io non sono in grado di staccare l’assegno.

 

Solo questo mi può fare superare le eventuali difficoltà legate alla guida, come è accaduto con la Civic che mi ha fatto innamorare a prima vista e per 10 anni mi sono tenuta il vetro posteriore senza tergicristallo con una visuale ridotta e pericolosa, ma mi piace talmente tanto che le ho perdonato anche questo “difettuccio” e alla fine probabilmente la ricomprerò, e se non lo farò sarà solo per il fatto che ho voglia di cambiare.

 

Perché come dice Ermal Meta in una sua canzone “E alla mia macchina gli voglio bene”. Manco fosse un marito.

Post Correlati

% Commenti (4)

Ciao Monica ma non devi stressarti per acquistare un’auto, devi divertirti ma col giusto criterio.
Poi perché acquistare? Noleggiala così ti togli tutti i problemi e non ci pensi più…
Mi raccomando non optare per un’utilitaria non ha senso!!
Fammi sapere che hai scelto, ciao SdS

Ciao Sandro, mi stresso perché la cifra in ballo è rilevante e l’automobile la vivo come una parte di mè. Valuterò il noleggio a lungo termine che mi avete consigliato in tanti. Quanto all’utilitaria… non era nei miei piani, ma non me la sento di guidare un’auto troppo grande e impegnativa perché mi creerebbe difficoltà. Ti farò sapere. Grazie dei consigli.

Ciao Monica, complimenti per l’articolo! Stavolta ho notato una scrittura divertente, più briosa, fluida e accattivante del solito! Stai pensando di scrivere il tuo primo romanzo? Un caro saluto

Grazie Francesco 🙂

Leave a comment