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Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

L’IGNORANZA FINANZIARIA E LA RUOTA DEL CRICETO

Aggiornato l’11 febbraio 2026
L'IGNORANZA FINANZIARIA E LA RUOTA DEL CRICETO 
Molte persone vivono tutta la vita nella “ruota del criceto” del denaro senza capire come ci sono finite.
La cultura finanziaria di gran parte di noi deriva da quella dei nostri genitori e delle persone che sono state molto rilevanti nella nostra vita.
Purtroppo però la scuola e l’università non sono strutturate per creare persone finanziariamente intelligenti, ovvero persone in grado di comprendere e padroneggiare le dinamiche relative alla gestione del denaro, indipendentemente dall’ammontare.

L’IMPORTANZA DI CAPIRE DA SOLI

La maggior parte delle persone non ha la capacità di creare, mantenere o proteggere il proprio denaro, specie quando diventa una somma importante. Nei diversi contesti economici, tra inflazione, mercati incerti e cambiamenti continui, preservare il proprio capitale può diventare complesso, e questa fragilità emerge ancora di più.
Se si pensa di risolvere il problema affidandosi a un esperto, bisogna comunque essere in grado di capire se la persona a cui ci si affida sia quella giusta e se stia consigliando correttamente. Gli esempi di persone truffate da figure ritenute affidabili (bancari, commercialisti, consulenti finanziari, amici, cugini e parenti) sono fin troppo abbondanti.
Quando si vuole comprare un prodotto o un servizio un minimo complesso, ormai ci informiamo tutti tramite internet oppure chiedendo ad amici e parenti per farci un’idea. Poi però, con l’iper-specializzazione attuale del lavoro, esiste sempre una figura che si occupa professionalmente di ciò che cerchiamo e che può aiutarci a orientarci nel marasma di informazioni ridondanti e contrastanti raccolte in autonomia.
Ma bisogna essere sempre in grado di valutare. Le informazioni acquisite sul prodotto o sul servizio servono più che altro a “misurare la febbre” allo specialista a cui affidarsi, piuttosto che ad alimentare un fai-da-te a volte pericoloso. Questo vale sia per l’acquisto di un materasso, di un condizionatore, di un servizio medico o di un investimento in cui collocare il proprio denaro.

MODELLI DI CONSUMO, DEBITO E FALSA SICUREZZA

Non aiuta il fatto che ci vengano proposti modelli di vita che creano continuamente nuove esigenze e richiedono sempre maggiori disponibilità economiche. Ci si indebita per oggetti di cui si crede di non poter fare a meno.
Spesso quando lo stipendio aumenta crescono anche le spese, perché nessuno ci ha insegnato come gestire entrate e uscite, che cos’è il cash flow, come imparare a modulare le spese in relazione ai guadagni, come pensare al denaro in relazione al tempo, come investire il proprio denaro accettando un rischio calcolato, e non ultimo qual è il rapporto psicologico che ci lega al denaro, che alla fin fine è soltanto un amplificatore di ciò che siamo. 
 

QUANDO IL DENARO DIVENTA UNA GABBIA

E qui scatta la ruota del criceto: se non si sviluppa una vera intelligenza finanziaria si rischia di correrci dentro senza fermarsi mai.

Se guadagniamo molto e spendiamo molto restiamo comunque poveri con un alto tenore di vita. Non basta guadagnare tanto per uscire dalla ruota: anzi, se ci si aggroviglia sempre di più intorno a esigenze crescenti, guadagnare di più può diventare persino dispendioso.

Se invece guadagniamo poco e facciamo fatica ad arrivare a fine mese, allora la situazione è ancora più delicata. E in un contesto in cui la gestione economica ricade sempre di più sulle scelte individuali pensare che siano solo lo Stato, il datore di lavoro o il sistema a garantire stabilità può aumentare il senso di insicurezza.

EDUCAZIONE FINANZIARIA: UNA RESpONSAbILITA’ CHE ARRIVA TARDI

Se queste sono le premesse, vale la pena chiedersi quanto spazio venga realmente dedicato all’educazione finanziaria nei percorsi di crescita. Negli ultimi anni qualcosa si è mosso, tra iniziative nelle scuole, progetti divulgativi e contenuti online, ma la strada per rendere questi strumenti davvero diffusi è ancora lunga.

Capire concetti come entrate, uscite, debiti, investimenti, tasse e lavoro dovrebbe diventare parte del bagaglio di base di ciascuno di noi. Non per trasformarci in esperti, ma per affrontare con maggiore consapevolezza le scelte quotidiane e non dover rincorrere soluzioni facili o promesse miracolose.

Anche in famiglia si può fare molto: insegnare ai figli a gestire una piccola paghetta, a distinguere tra desideri e bisogni, a fare un regalo o un piccolo prestito. Piccoli gesti che spesso aiutano a imparare qualcosa anche a noi adulti.

È inutile lamentarsi quando i problemi emergono a danno fatto. E’ molto più utile costruire nel tempo una cultura del denaro più semplice, concreta e condivisa. Un po’ come allevare bene il vitellino invece di chiudere la porta quando la mucca è già scappata dalla stalla.

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