Aggiornato il 4 maggio 2026
Organizzare la propria vita, anche nel lavoro, spesso significa scegliere tra pianificare tutto in anticipo o muoversi in base alle urgenze.
Dalla mia personale esperienza il mondo si divide in due categorie di persone: quelli che rispetto a una scadenza arrivano sempre all’ultimo, e quelli che pianificano la loro attività per tempo.
Chiameremo i primi ghepardi e i secondi formiche. Io senza dubbio appartengo alla seconda categoria.
GHEPARDI E FORMICHE: DUE MODI DI PIANIFICARE IL LAVORO
Per potere dare il massimo i ghepardi hanno bisogno di sentire l’adrenalina addosso della scadenza imminente. A loro piace fare lo scatto finale, per dare il meglio di sé devono sentire il fiato sul collo dell’improrogabile: la scadenza rappresenta lo stimolo che li spinge ad agire.
Le formiche invece hanno bisogno di organizzarsi per tempo, di pianificare il proprio lavoro pezzettino per pezzettino per poter poi accedere, al momento del bisogno, al “capitale” di lavoro già eseguito accantonato in tempi più tranquilli. Anche nel lavoro più frenetico, la formica sa che c’è sempre un momento in cui la tensione si allenta, e ne approfitta per lavorare in anticipo o per pianificare attività più strategiche.
Il problema della formica è quando ha bisogno di dati o informazioni dal ghepardo per eseguire lavori non impellenti. Un’altra formica la capisce e non avrà problemi ad aiutarla, ma chi lavora principalmente per urgenze non concepisce che gli venga fatta una richiesta anzitempo, e probabilmente non la terrà minimamente in considerazione. In questi casi la formica potrà usare la sua “moral suasion” (se ha un’autorevolezza che le dà potere), oppure potrà avvalersi di un favore reciproco, altrimenti utilizzerà “la goccia che batte sino a scavare la roccia”, da usare però con molta parsimonia per non infastidire troppo il ghepardo.
ORGANIZZARE IL LAVORO: LISTE, URGENZE E PRIORITÀ
Spesso la formica, per pianificare il proprio lavoro, si avvale delle liste. Che siano scritte o solo mentali, ha bisogno di fare una scaletta delle proprie priorità. Ogni volta che riesce a depennare un punto dalla lista, ne ricava una grande soddisfazione.
I ghepardi invece spesso lavorano a matrioska: come le bamboline tipiche della tradizione russa infilate l’una dentro l’altra, mentre stanno facendo un lavoro si interrompono per farne uno più urgente. Può capitare a tutti, ma i ghepardi hanno una particolare predisposizione a lavorare in questo modo.
Qual è il metodo giusto per approcciarsi al lavoro? Da un certo punto di vista non esiste un metodo giusto in assoluto, perché dipende dal carattere, dalle abitudini e dal vissuto personale. Ma ci sono lavori che prediligono un approccio piuttosto che un altro. È evidente che se sei un creativo non puoi essere ingabbiato in scadenze rigide e schemi mentali. Ma se sei un contabile?
LA PIANIFICAZIONE IN CONTABILITA’
La contabilità richiede una particolare predisposizione alla precisione e all’attenzione ai dettagli e per questo motivo attira i perfezionisti, spesso visti come inflessibili e poco inclini al cambiamento, che tendono a essere molto orientati al controllo.
Una giusta dose di accuratezza è necessaria per svolgere efficacemente la propria professione. La capacità di calcolare i tempi di lavoro senza arrivare sempre all’ultimo minuto è anche un segno di rispetto nei confronti delle persone con cui si collabora, senza dover diventare maniaci della precisione.
Poiché la perfezione non può essere raggiunta, lottare per essa può diventare motivo di costante insoddisfazione.
In questo senso, anche chi è naturalmente portato a pianificare deve fare i conti con un limite: non tutto può essere previsto, e non tutto deve esserlo. Perché organizzare il lavoro — e più in generale organizzare la propria vita — non significa eliminare l’imprevisto, ma imparare a conviverci senza che diventi un problema.
Forse ti può interessare anche:


