Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

I CONTABILI NON SONO UNA SPECIE A PARTE

ContabilitàVorrei sfatare alcuni pregiudizi che riguardano il lavoro del contabile, visto che sono in tanti a pensare che il lavoro in contabilità sia grigio, triste e noioso.

 

Poco tempo fa, durante una visita dal medico di base, per accertare il mio stato di salute e di stress la dottoressa mi ha chiesto che lavoro faccio. Alla mia risposta “lavoro in contabilità, mi occupo di bilanci” vedo la sua espressione rattristirsi e la sua bocca proferire una frase che fondamentalmente significava “poverina, immagino che il tuo lavoro ti faccia schifo”. E immagini male, perché quando ho ribattuto che il mio lavoro mi piace molto e che lo faccio con passione, ho visto sul suo volto una espressione incredula: forse già le pareva strano sentire qualcuno che non si lamentasse del proprio lavoro, a maggior ragione di un lavoro che è non è certo in cima alla lista delle preferenze delle masse.

 

Intanto per lavorare in contabilità bisogna esserci portati, perché serve un’organizzazione mentale per la quale ci vuole un po’ di predisposizione, ma si può acquisire con il tempo.

In un precedente post avevo già evidenziato che un po’ più di mentalità contabile non farebbe male a molte persone, visto il pressapochismo dilagante che riscontro in tanti mestieri.
Ma ora mi spingo oltre, perché la notizia signori mi dispiace è che nessuno può più esentarsi dall’avere dimestichezza con i numeri e dall’avere capacità di analisi dei dati.

L’imprenditore visionario che fonda la sua leadership sull’intuito commerciale lasciando la parte amministrativa al suo ragioniere o commercialista di fiducia è stato darwinianamente soppiantato dall’imprenditore con competenze a 360° che non delega questo aspetto della gestione dedicandosi solo alla vendita, ma che riesce ad interpretare un bilancio e ne mastica anche di controllo di gestione.

 

 Il venditore che ogni giorno si scontra con il cliente con l’unico pensiero di realizzare il fatturato è diventato giurassico e rischia l’estinzione. Oggi il venditore deve avere la capacità di leggere i dati che lo riguardano, deve capirne di finanza visto che il parametro di riferimento su cui viene valutato il suo lavoro non è più il fatturato realizzato ma il fatturato incassato, deve comprendere che cosa sono le perdite su crediti e come impattano sul bilancio.

 

Ma anche i puristi della contabilità devono scendere su questo mondo e rendersi conto che con le difficoltà del mercato a volte bisogna venire incontro alle esigenze degli altri e collaborare per un fine comune.

Perché le competenze del futuro saranno a 360°, se da una parte ci si specializzerà sempre di più in un settore, dall’altra bisognerà avere competenze di base molto allargate, per poter dialogare con le altre funzioni in maniera costruttiva. E la divisione dei ruoli fra contabili e amministrativi, che già vacilla,  non avrà più motivo di esistere.

Apriamo le gabbie mentali e collaboriamo.

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