Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

SETTEMBRE: SI RIPARTE. IL CAPODANNO E’ ADESSO

Abitubini
Dopo la pausa di agosto, che in Italia è un mese fantasma, la maggior parte di noi ritorna alla quotidianità dopo la pausa delle ferie estive. Credo che per tutti non ci siano dubbi sul fatto che il vero Capodanno cada ora, a inizio settembre e non il primo gennaio. Quello è solo una convenzione del calendario, questo invece è il momento della ripresa dopo che la vita si è fermata, in vista della tentazione di non tornare alle vecchie abitudini che non ci piacciono o che ci danneggiano la salute.
Di ritorno dalla vacanze, arricchiti nella mente e nel corpo dal distacco con cui abbiamo osservato la nostra quotidianità, spuntano alcune domande. Ma perché devo tornare? A chi appartiene la mia vita? A me, al lavoro o alla società? Perché allontanarsi da casa, dalla città, dal dovere, per poi ripiombare nella stessa routine? Era meglio restare, se si doveva perdere la ritrovata energia per lasciarsela di nuovo mangiare dalle trafila delle azioni ripetute?
Domande che di solito durano il tempo di qualche giorno, poi si viene subito fagocitati dal turbinio delle nostre vite complesse, fatte di lavoro, casa, figli, attività sportive, con il meteo che spesso non aiuta facendoci piombare dall’estate a 15 gradi di temperatura con un clima, dentro e fuori di noi, che prelude già l’inverno. E così si ripassa mentalmente la lista dei buoni propositi, magari tratteggiata durante le passeggiate sul bagnasciuga, nel tentativo di aggiustare il tiro su quello che non ci è piaciuto dell’anno trascorso.
Ma l’abitudine è un meccanismo della mente che ci permette di fare tante attività in meno tempo, è un stratagemma della natura che ci aiuta nella gestione quotidiana ma che allo stesso tempo ci ingabbia se non siamo in grado di gestirlo correttamente. E poi, diciamocelo, alcune abitudini invernali, che l’estate con la sua luce intensa e il suo calore eccessivo ci fanno sembrare assurde, al ritorno della stagione fredda faticano poco a ricatturarci  perché ci piacciono e ci rassicurano.
Un consiglio: i buoni propositi è meglio metterli per iscritto e poi verificarli dopo un mese, quando ormai si è affievolito lo slancio del ritorno, che di solito si esaurisce nel giro di pochi giorni. Perché purtroppo quella mente serena, rilassata e creativa ereditata dalle vacanze non è la mente produttiva che richiedono la nostre vite “moderne”. La troppa rilassatezza non è fisiologicamente ottimale per gli standard di produttività che ci vengono richiesti o che noi stessi ci prefissiamo, e per raggiungerli siamo costretti a vivere costantemente con quello stato di tensione e di pre-allerta che gli uomini primitivi riservavano esclusivamente al momento della caccia. Forse è per questo che non riusciamo a mantenere a lungo lo stato di benessere raggiunto in ferie.
Allora non illudiamoci al ritorno di stravolgere le nostre abitudini, tanto vale rassegnarsi alla vita di sempre ponendoci invece degli obiettivi realizzabili e concreti da verificare periodicamente. Perché il cambiamento, quello vero, va pianificato a mente fredda passo per passo, e difficilmente è l’effetto di una vacanza spensierata che al massimo ne può gettare i semi.
Per tutti gli altri invece, tornare dalle ferie e ritrovare ancora la propria scrivania è già un privilegio. Di questi tempi.

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