Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

IL MESE DI AGOSTO NON ESISTE

Chiuso per ferieOgni anno quando si arriva a metà luglio e si pianificano le riunioni è abitudine saltare il mese di agosto e passare direttamente al mese di settembre. Ad agosto infatti le aziende chiudono, le persone vanno in ferie e chi rimane non è nello stato d’animo più indicato per dedicare anima e corpo al lavoro. Anche chi vorrebbe lavorare spesso si trova impossibilitato a farlo perché fatica a trovare interlocutori in attività.
Il risultato è che nel calendario lavorativo il mese di agosto viene automaticamente saltato, bypassato, cancellato.
Per contro, chi va in ferie in una località di villeggiatura trova caos, traffico, ingorghi, e paga un prezzo molto più alto di quello che pagherebbe in un altro momento.
Ma è la legge del mercato baby, l’incontro della domanda e dell’offerta, e non ci si può fare niente, se non provare a pianificare le ferie in un altro periodo dell’anno, per chi può e riesce, per poi godersi il ferragosto al fresco del condizionatore dell’ufficio. Ma guai ad avere bisogno di un medico, avvocato, architetto, commercialista, artigiano o panettiere. Negozi e uffici chiusi non permettono nemmeno di approfittare di agosto per risolvere quelle incombenze per le quali durante gli altri mesi dell’anno si fatica a trovare il tempo.
Mi sono sempre chiesta se questa organizzazione ha senso e se è ancora funzionale al nuovo assetto sociale.
Una motivazione che sicuramente incideva tanto ed è venuta a cadere è quella metereologica.
Una volta l’estate era estate per davvero, non come ora che l’anticiclone delle Azzorre è un lontano ricordo dell’infanzia e il tempo è diventato sempre più londinese e sempre meno mediterraneo. Agosto era il mese più caldo dell’anno e si sa che il caldo non aiuta a concentrarsi. Oltretutto un tempo non esistevano i condizionatori, le fabbriche si surriscaldavano e la pausa di agosto aveva un senso.
Ma ora? Ora l’estate è diventata una roulette, funziona a bolle di calore alternate a periodi simil-primaverili e può essere caldissimo oppure no ad agosto con le stesse probabilità di giugno e luglio.
Per cui dal punto di vista meteorologico agosto ormai è equiparato agli altri mesi.
Rimane il problema dell’organizzazione del lavoro.
Sembra che con la crisi economica stia aumentando la concentrazione delle ferie nel periodo di agosto.
Probabilmente la stagnazione economica ha spinto ancora di più le aziende a chiudere e prolungare lo stacco estivo, per avere un risparmio di costi e sopperire alla mancanza di domanda di prodotti da parte del mercato. Quindi in questo contesto vedo difficile una modifica delle abitudini. In una economia che tira ha più senso per le fabbriche produrre a ciclo continuo. Ora no.
Poi c’è il punto di vista del dipendente. Stare in ferie quando l’azienda è chiusa, ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi.
Indubbiamente ci si rilassa di più, perché non rischi che qualcuno ti chiami dall’ufficio, non devi avvisare 100 persone, dal fattorino al Presidente che in quelle settimane non ci sei, non devi passare le consegne ad altre persone che dovrebbero (?) sostituirti nel periodo della tua assenza.
Così sei libero di stare a casa e goderti il chiuso dei negozi o il caos della riviera.
Se poi hai dei figli, ad agosto i centri estivi sono tutti chiusi e devi fare mille acrobazie per poterli piazzare da qualche parte.
Signori miei, malgrado gli svantaggi, per quello che ho appena detto io appartengo alla categoria di quelli che amano andare in ferie ad agosto.
Almeno a queste condizioni, perché sono convinta che se tutta la nazione fosse impostata diversamente, come succede all’estero, il periodo delle ferie indubbiamente preferirei scegliermelo anziché subirlo.
E voi cosa ne pensate?

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