Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

SE MOBILITA’ FA RIMA CON QUALITA’ DELLA VITA

Mobilità e qualità della vita
Se mobilità fa rima con qualità della vita
Il titolo del post l’ho preso a prestito da un articolo apparso su Il Sole 24 Ore del 8 agosto che mi ha fatto riflettere sul tema della mobilità e di come questa sia collegata alla qualità della vita in generale.

 

Premetto che sabato 8 agosto ero fra i tantissimi italiani che hanno ben pensato di partire per le vacanze “intelligenti”, destinazione Sud, alle 4,30 del mattino con la speranza di trovare meno traffico.

 

Solo che probabilmente siamo diventati tutti troppo intelligentiperché a quell’ora l‘autostrada era completamente intasata e per fare un viaggio di 4 ore e mezza ne abbiamo impiegate quasi 10.

 

Il giorno prima, il venerdì pomeriggio, non era andata molto meglio nella rete autostradale italiana: due morti, sei feriti, chilometri di code, veicoli bloccati sotto il sole rovente e maiali vaganti per ore lungo la carreggiata a seguito di un ribaltamento di un TIR dove viaggiavano.

 

Da una parte forse c’è da rallegrarsi, perché negli ultimi due/tre anni, a causa della crisi, non era più capitato un traffico autostradale così intenso. Dall’altra però è già un po’ di tempo che noto che l’autostrada è sempre molto affollata, anche nella normale quotidianità, e che il numero di incidenti che accadono è miracoloso rispetto alle probabilità di schianto che può generare un traffico sempre così sostenuto.

 

Se sommiamo ai problemi autostradali quelli relativi agli aereoporti (vedi quelli recenti di Fiumicino), alle linee ferroviarie, alle pene quotidiane di chi viaggia ogni giorno in autobus e metropolitana è evidente che ormai la domanda di una mobilità “sostenibile” è diventata un bisogno primario.

 

Essere impediti nella propria mobilità per un autobus che non arriva o un aereo che non parte significa rinunciare ad una quota della propria libertà?

 

I mezzi di trasporto sono diventati più veloci ma le probabilità di avere degli “intoppi” ormai sono così frequenti che in certi casi si faceva prima a cavallo.

 

Se ha ragione chi sostiene che le imprese e i sistemi economici progrediscono solo tramite la divisione del lavoro e la specializzazione in ciò che si fa stare meglio (anche se personalmente ho qualche dubbio), lo scambio diventerà sempre più essenziale. Senza mobilità un sistema è destinato al declino, quindi per la situazione attuale direi che l’Italia è piuttosto nei guai.

 

D’altra parte però molta domanda di mobilità si potrebbe eliminare cercando di consumare prodotti a chilometro zero, ma soprattutto evitare di spostare le persone da una città all’altra per fare riunioni che si potrebbero benissimo fare tramite skype o telepresence, o attendere persone al lavoro in azienda quando potrebbero benissimo svolgere i loro compiti da casa. Allora sì che mobilità farebbe rima con libertà, cioè dovremmo spostarci perché lo vogliamo e non perché siamo obbligati.

 

Al punto in cui siamo oggi direi che il concetto di mobilità è tutto da ripensare. E anche in fretta.
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