Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

IL RUOLO SOCIALE DELLA MACCHINETTA DEL CAFFE’

IL RUOLO SOCIALE DELLA MACCHINETTA DEL CAFFE'
Perdita di tempo o ricarica di energie?

Se c’è un luogo in azienda dove passano tutte le informazioni strategiche, più o meno ufficili, dove si intrecciano relazione, dove si costruiscono e si distruggono rapporti questo è la macchinetta del caffè.
E’ così importante a tal punto anni che anni fa fu fatta una sit-com di successo, la famosa Camera Cafè, che rappresentava la parodia fedele e feroce delle dinamiche che si innescano davanti a questo apparecchio “magico”.

 

La macchina del caffè ha almeno 5 compiti strategici:

 

 – 1) è il principale veicolo della comunicazione informale in azienda. Le notizie non ufficiali normalmente si apprendono sorseggiando una tazza di caffè con i colleghi, con tutte le conseguenze deleterie del caso perché in mancanza di chiarezza ognuno ci ricama sopra quello che crede;

 

 –  2) è l’occasione per parlare con un collega su una questione in sospeso da tempo, a volte facendo dei veri e propri appostamenti quando la controparte latita;

 

 – 3) serve a carpire in anticipo informazioni riservate alle “segretarie di”, che in pausa caffè di solito si lasciano un po’ più andare e ogni tanto spifferano qualche notizia succulenta;

 

– 4) è il luogo dove nascono e muoiono relazioni, più o meno ufficiali, o dove si spettegola sulle relazioni altrui;

 

 – 5) è momento in cui si sfogano le tensioni parlando delle proprie disgrazie personali con i colleghi più empatici, o il momento in cui si condividono le gioiose ricorrenze familiari come il matrimonio del figlio, la comunione del nipote, la laurea del cugino e via dicendo.

 

 
Al di là di ogni considerazione la pausa caffè non va vista come un tempo improduttivo che viene sottratto al lavoro, perché non siamo dei robot programmati soltanto per lavorare ma siamo animali sociali che abbiamo bisogno di condividere per creare gruppo, per distrarci, per alleviare le tensioni e interagire fra di noi. Ne sanno qualcosa gli svedesi, per i quali la “fika” è un momento sacro che aiuta a scaricare tensioni e a stimolare la creatività, a tal punto che molte aziende l’hanno resa obbligatoria.

 

Chiaramente “cum grano salis”, ovvero con intelligenza e senza abusare.

 

E qui subentra il ruolo del Capo. Per chi gestisce un gruppo di persone una delle questioni da affrontare è lo spazio che vuole dedicare alle vicende personali, sia alla macchina del caffè sia all’interno dell’ufficio, senza sfociare nell’eccesso di paternalismo e senza farsi sfuggire la situazione di mano.

 

Ciascuno di noi porta con se un carico di gioie e vicissitudini che ha bisogno di condividere, specie il lunedì mattina per resettare il cervello e metterlo in “modalità lavoro”. Spetta al Capo gestirle.

 

Personalmente non amo il clima da Gestapo, lo trovo poco moderno e funzionale. Il problema è trovare la misura, è controllare il passaggio dal bisogno di elaborare e condividere un evento piacevole o spiacevole della propria vita al pettegolezzo fine a se stesso che distrae e toglie concentrazione.

 

E’ un confine difficile da trovare e soprattutto da difendere perché a volte bisogna dare degli alt antipatici, ma in cambio si può costruisce un clima di lavoro sereno dove le persone vanno volentieri a lavorare. Nella mia più che decennale esperienza di coordinamento di un team di otto donne devo dire che lasciare il giusto spazio al privato, nel rispetto dei compiti e delle scadenze lavorative, dando la possibilità alle persone di gestire i propri tempi e la propria emotività, nel lungo periodo mi ha dato molte soddisfazioni perché mi ha permesso di venire incontro alle richieste dell’azienda con precisione e puntualità in un clima di lavoro sereno e positivo.

 

Non dimentichiamoci che passiamo più tempo con i colleghi che con i nostri familiari, ed è importante che queste ore vengano trascorse volentieri. E la maggiore soddisfazione per me è vedere che chi è andato in pensione porta ancora dentro di se un piacevole ricordo.
Con tutto vantaggio della produttività aziendale.

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