Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

IL BILANCIO FAMILIARE NELL’ECONOMIA MODERNA

 

Bilancio familiare
Il bilancio familiare nell’economia moderna

Occupandomi tutti i giorni di bilanci aziendali mi viene spesso da ragionare sui bilanci familiari.

Ho già parlato in un precedente post di come ritengo che la gestione del denaro sia un insegnamento da impartire sin dalla più tenera età, poiché non tutti nel corso della vita sviluppano la capacità di gestire le proprie finanze, e gli effetti di questa mancanza in alcuni casi possono essere devastanti.
Posto che la maggior parte di noi è cresciuta senza queste nozioni scolastiche di base, e che bene o male se l’è cavata sino ad ora con l’esperienza, in questo post mi interessa parlare di due legami che reputo particolarmente interessanti:
1) Il legame fra le entrate e le uscite all’interno di una famiglia;
2) il legame fra le uscite e il tempo a disposizione.
Gli argomenti di base sono noti, ma le relazioni che stanno assumendo fra di loro questi parametri credo che siano profondamente cambiate nel corso degli ultimi anni insieme ai cambiamenti sociali a cui stiamo assistendo.
Il legame fra le entrate e le uscite
Quando si parla di bilancio familiare credo che la voce “entrate” sino ad ora l’abbia fatta fin troppo da padrone, nel senso che si è sempre posto molto l’accento sull’entrata finanziaria, di cassa, quello che arriva sul conto corrente.
Storicamente è sempre stato il capofamiglia a “portare a casa la pagnotta”, le donne spesso non lavoravano, o per lo meno il loro lavoro domestico non era valorizzato in quando non si traduceva in un incasso di denaro, e per questo non era adeguatamente considerato.
Poi anche le donne sono entrate nel mondo del lavoro, perché uno stipendio da solo non bastava più, ma il pagamento di post-scuola, asili, baby sitter, lavanderie ha fatto ripiegare molte famiglie sulla scelta di avere un’unica entrata (o una e mezzo) in quanto lo stipendio femminile spesso non bastava a coprire le maggiori spese legate alla gestione dei figli.
E fin qui niente di nuovo.
La novità è che con la crisi degli ultimi anni molti uomini hanno perso il lavoro e non l’hanno ritrovato, che a volte è la donna l’unico membro della famiglia a lavorare, e che internet ha rivoluzionato il nostro modo di acquistare e di relazionarci con gli altri.
Questi cambiamenti hanno fatto sì che la voce “uscite “ non sia soltanto il mutuo o le bollette da pagare, ma può rappresentare un risparmio su alcune voci rilevanti del bilancio familiare,  importante tanto quanto le voci in entrata.
Illuminante è stato un articolo che ho letto tempo fa su una donna che raccontava quanto riusciva a fare risparmiare la propria famiglia auto-producendo alcuni beni, ma anche vendendo i propri prodotti on-line, utilizzando gruppi di acquisto o passando ore e ore a cercare su internet le offerte più economiche. Con orgoglio questa donna affermava che “Mio marito si occupa delle entrate, io mi occupo delle uscite, così entrambi contribuiamo al bilancio familiare”. Un bel modo di sdoganare la sottile arte del risparmio.
Il legame fra denaro e tempo
Ed è proprio l’avvento di internet che ha reso ancora più stretto il legame inverso fra denaro e tempo, ovvero oggigiorno più tempo si ha a disposizione meno soldi sono necessari per vivere in quanto ci si può dedicare maggiormente “al lato delle uscite”.
Personalmente avendo poco tempo a disposizione, ma non dovendomi preoccupare in maniera ossessiva di quello che spendo, alla fine ho dovuto accettare il fatto che a volte per non diventare matta con telefonate, ricerche, e giri a vuoto che sprecano quella che è la mia risorsa più scarsa (le scarse ore libere da impegni lavorativi), non mi devo sentire in colpa se spendo qualcosa in più sapendo che avrei potuto risparmiarli con un po’ più di impegno. Piano piano ho raggiunto la consapevolezza che a volte devo lasciare perdere e accettare di pagare pegno per poter vivere più serena.
Quindi? 
Entrate, uscite e tempo che si vuole dedicare ad entrambe formano un equilibrio che è soggettivo per ciascuno di noi in base alla propria situazione familiare, e oltretutto può variare nel tempo.
L’importante è avere la consapevolezza di come per noi questi 3 elementi siano collegati fra di loro, e non fermarsi soltanto a pensare che se “guadagno 100, meno 20 di mutuo, meno 30 di bollette e 10 di alimenti me ne rimangono 40 per tutto il resto”.
Un po’ semplicistico.

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