Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

GESTIRE LE FERIE DEI COLLABORATORI

LA GESTIONE DELLE FERIE IN UFFICIO

 

Con l’avvicinarsi dell’estate si intensifica un pensiero che riguarda ogni responsabile di un gruppo di umani in ambito lavorativo: la gestione delle ferie.

 

Dal mio punto di vista la gestione delle ferie ha due importanti risvolti: uno contabile e uno umano.

 

Dal lato contabile le ferie non usufruite hanno un impatto significativo per un’azienda in quanto a fine anno (o nelle relazioni periodiche infrannuali, per chi le fa) le ferie e i permessi non fatti vanno inseriti in bilancio come debito verso i dipendenti (con contropartita il relativo costo) perché se in quel momento l’azienda chiudesse o i dipendenti si licenziassero le ferie e i ROL spetterebbero loro di diritto e gli andrebbero pagati.

 

E allora per scongiurare questo “pericolo” molte aziende si organizzano con report, allert e situazioni periodiche da parte dell’ufficio personale allo scopo di segnalare lo sforamento degli obiettivi di contenimento costi che l’azienda si è data.

 

Ma far fare le ferie ai collaboratori per alleggerire il bilancio sappiamo tutti che comporta uno sforzo organizzativo e di gestione che ricade sulle spalle di responsabili e colleghi che devono organizzare il turnover, e spesso se il personale non viene pungolato finisce che si adagia nella quotidianità e in un attimo si accumulano giorni e ore che arrivati ad un certo punto l’azienda non può più esimersi di pagare.

 

Spesso le aziende si posizionano in un range che oscilla fra i talebani del controllo dello sforamento e aziende che hanno mollato il colpo avendo questa voce di bilancio totalmente fuori controllo (sempre che non si “dimentichino” di inserire questo debito presunto in bilancio).

 

Rimanere sotto gli obiettivi imposti non è semplice nel caso in cui ci si trovi di fronte a dipendenti che per farli state a casa devi abbatterli o minacciarli con una pistola. Gente che probabilmente non ha una vita propria fuori dall’azienda, o che spera di arrivare al momento in cui con le ferie pagate arrotonda lo stipendio, o che è talmente dedita la lavoro da avere difficoltà a staccarsene, o che deve dimostrare di essere uno stakanovista per aspirare ad una brillante carriera, o che ambisce all’aureola già su questa terra e per farlo si vota al martirio.

 

Ma, sempre per restare sul lato umano, ci sono anche i dipendenti che vorrebbero accaparrarsi tutti i ponti o i periodi di ferie più gettonati, che studiano di notte strategie per fregare al fotofinish i colleghi più timidi o remissivi, e che patiscono se non riescono ad ottenere qualche giorno di ferie in più. E spesso si innesca una lotta ai coltelli dove il responsabile deve fare da vigile urbano in mezzo ad un calendario fitto di cerchi, crocette, sigle o flag vari, facendo in modo che i giorni si intersechino il meno possibile per non lasciare sguarnito l’ufficio (sempre che il responsabile non appartenga alla categoria degli “assopigliatutto” e che lasci le briciole agli altri).

 

Ad ogni modo una gestione equilibrata delle ferie, soprattutto quando si è in pochi e non si può usufruire di aiuti esterni, è una alchimia difficile da raggiungere. Ma ricordiamoci che le ferie durano pochi giorni all’anno e che il resto del periodo bisogna passarlo in ufficio con i propri colleghi, quegli stessi colleghi che se hai calpestato per accaparrarti i momenti di sole migliori ti faranno vivere nel grigiore plumbeo per tutto il resto dell’anno.

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