Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

DOPO IL CONTRATTO, NIENTE

COSA VIENE DOPO IL CONTRATTO
Hai appena firmato e pensi di riposarti ora?
Finalmente hai concluso quella trattativa che portavi avanti da tempo. Sorridi soddisfatto e ti rilassi pensando che hai fatto un buon lavoro e che l’azienda otterrà degli importanti risparmi grazie al tuo impegno e alle tue capacità. Ora passi la palla ai tuoi collaboratori o ai colleghi di altri uffici per la parte operativa con la quale non ti vuoi “sporcare le mani”, mentre sei proiettato verso nuove e stimolanti contrattazioni.
 

 

Cosa succede ora al contratto che hai appena faticosamente firmato?

 

 

Accade di frequente che quando un responsabile fa una pattuizione importante che coinvolge altri settori, non si preoccupa minimamente di sentire preventivamente i colleghi del fiscale, della produzione o del commerciale, e finisce che i vantaggi che ottiene nel suo settore impattano negativamente su un altro comparto in termini di tempi e di costi sino ad annullarsi.
Altro caso è quello in cui nessuno si prende la briga di andare a leggere tutti i cavilli o di sviscerare tutti gli anfratti di quello che è stato deciso da te, e così succede che si perde un pezzo importante. Un esempio per tutti: nessuno chiede la fideiussione bancaria alla controparte, che chiaramente si guarda bene di dartela se non la solleciti.
E che dire di quando il contratto si perfeziona solo perché un solerte impiegato ha la tenacia e la pazienza di chiedere più e più volte alla controparte di fare qualcosa? Succede che se molla il colpo piano piano il castello di carta della contrattazione si smonta nella fase esecutiva, e tu avrai lavorato invano.
Ma la cosa più triste è che alcuni accordi, magari portati avanti nello stesso modo da tanti anni, sono ormai completamente scollati dalla realtà aziendale che nel frattempo è andata avanti da un’altra parte. Siccome le procedure non sono mai state riviste, all’atto pratico quello che hai ottenuto con tanta fatica non serve più ad un tubo. Anzi, va a finire che intralcia l’operatività degli altri perché impone di lavorare in un modo che non è più adeguato. Ma nessuno si azzarda a dirtelo. D’altra parte neanche tu ti preoccupi più di tanto di chiedere, allora perché un collega o un sottoposto dovrebbero prendersi la briga di avvisarti?
Morale della favola:
Prima di concludere un contratto importante, se non vuoi che serva soltanto a soddisfare il tuo ego ipertrofico verifica con i tuoi colleghi che impatto ha nei loro settori e soprattutto verifica con gli operativi del tuo settore se effettivamente ha ancora un senso, oppure se deve essere rivisto o semplificato.
Perché se la legge non ammette ignoranza, l’azienda di ignoranza può morire.
Ps:  Le mie riflessioni nascono dall’osservazione di diverse realtà aziendali e non, perché purtroppo situazioni di questo tipo accadono in qualunque organizzazione che preveda un numero di umani superiore ad uno.
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