Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

QUANTO CONTA PER TE LA PRECISIONE?

QUANTO CONTA LA PRECISIONE
Quando si ha poco tempo si è meno precisi
Per me la precisione conta molto, e non può essere diversamente visto il lavoro che faccio. Nella contabilità è fondamentale che i conti tornino alla perfezione e la partita doppia non ammette squadrature nemmeno di un centesimo. Quindi per forma mentis sono molto orientata alla precisione.
 
Tuttavia la valutazione della precisione di per sé non dice niente se non la si rapporta ad un’altra variabile fondamentale, la più importante della vita moderna: IL TEMPO.
 
Solamente mettendo in relazione la precisione con il tempo si può ragionare con cognizione di causa.
 
ESEMPI:
 
La precisione sul lavoro: tu da che parte stai?
Come ho appena detto nel mio lavoro la precisione conta eccome, in alcuni casi deve essere addirittura maniacale ma non sempre. Ci sono delle circostanze in cui per motivi di tempo o di opportunità è necessario velocizzare i ritmi a scapito della precisione. Purtroppo mi accorgo che chi è abituato a “spaccare il capello” deve farsi violenza per potere “darci un taglio”. E spesso mi domando se, dovendo scegliere,  è meglio un collaboratore più veloce ma a rischio di imprecisione o un collaboratore precisissimo ma troppo lento. A mio avviso un buon responsabile, un buon professionista, un buon manager deve saper fare queste valutazioni e metterle in campo.
 
Per me stessa io cerco di applicare quella che chiamo “la regola del 90%” ovvero posso arrivare a sacrificare sino ad un 10% di precisione se le circostanze lo richiedono. A volte è zero, a volte è il massimo della tolleranza. Anche perché siamo sicuri che l’imprenditore (o il cliente) preferisca sempre e comunque che il lavoro sia perfetto, pagando di più te e i tuoi collaboratori, quando può essere tranquillamente accettabile anche un lavoro meno accurato?
 
La precisione nel quotidiano: quando è l’altro a non essere preciso.
Avete notato quanto meno accurati sono i lavori che fanno oggigiorno gli artigiani? Una volta si chiamava l’artigiano con la certezza quasi granitica che il lavoro veniva fatto “a regola d’arte”, invece oggigiorno sempre più spesso mi accorgo che imbianchini, carrozzieri, idraulici, sarti, meccanici spesso ti restituiscono il lavoro commissionato con qualche falla, e tu ci devi ritornare sopra più e più volte e quasi minacciare di non pagarli  finché non ti fanno un lavoro decente. E pensare che anni fa si “andava a bottega per imparare un’arte. E le professioni intellettuali non sono da meno
 
Ma dove è finito il gusto del lavoro ben fatto?
 
Si è perso nei ritmi di una vita moderna frenetica che spesso non consente di andare più lentamente, perché bisogna andare avanti, produrre di più e per fare questo si lavora peggio e più in fretta.
 
Siamo talmente abituati a pigiare sull’acceleratore che anche quando potremmo rallentare non riusciamo più a farlo. E poi dobbiamo fermarci perché siamo stanchi. Se facessimo le cose più lentamente probabilmente ci stancheremmo di meno perché consumeremmo meno energia e ne avremmo più soddisfazione. Oltretutto andando di fretta si rischia di sbagliare, di ritornare sopra alle cose già fatte, e di impiegare più tempo diventando più frustrati.
 
La precisione a scuola: i bambini non sono tutti uguali.
Ad una riunione di classe (4° elementare) la maestra ha chiesto se i compiti che dà ai bambini sono troppi o se sono giusti. Una mamma ha alzato la mano dicendo che la propria figlia impiega tutto il pomeriggio a farli perché vuole essere molto precisa, per cui è molto lenta. Allora è venuto in mente che l’attitudine alla precisione sarà sì un fatto personale, di temperamento e di abitudini, ma a scuola dovrebbero aiutarti a coltivare e a bilanciare il livello di precisione con il tempo a disposizione e dovrebbero spiegarti che c’è il momento che bisogna andare più veloci e il momento che ci si può permettere di fare un lavoro più accurato. Un test a crocette e un tema richiedono tempi e livelli di accuratezza ben diversi, e bisogna essere in grado di svolgerli entrambi nelle dovute maniere.
 

Perché l’equilibrio instabile fra velocità e precisione è un “giochino” che si può imparare, a patto di saperlo gestire correttamente anziché subirlo passivamente.

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