Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

LIBERARSI DI UN IMMOBILE EREDITATO

Liberarsi di un immobile ereditato

L’Italia è un paese con un forte culto della casa di proprietà da tramandare agli eredi dove parlare di affitto equivale a bestemmiare.

Quindi si fanno tanti sacrifici per pagare anni e anni di mutuo sapendo però che alla dipartita i nostri cari potranno godere delle nostre fatiche.

Poi ad un certo punto noi ce ne andiamo e cosa lasciamo? Se non abbiamo adeguatamente preparato la fase postuma rischiamo di lasciare solo delle fonti di problemi ai nostri eredi.

Perché? 

Intanto i rapporti fra consanguinei non sempre sono idilliaci. C’è chi latita, chi ha idee diverse, chi vorrebbe essere liquidato, chi si è rifatto una vita all’estero ed è difficilmente contattabile (o magari non conosce neanche bene la lingua italiana). Le liti fra fratelli per questioni di eredità purtroppo sono casi tutt’altro che rari, ancora di più in caso di immobili quando non si raggiunge un accordo sulla vendita. Se non si sono chiarite adeguatamente le situazioni prima di trovarsi davanti al Notaio si rischia che vengano a galla antichi dissapori che diventano ingestibili. Già a volte si discute in famiglia di come utilizzare il denaro, figuriamoci con persone che magari fino a poco prima erano praticamente degli estranei!

Quindi, bando alla scaramanzia: che ci piaccia o no la morte ha anche un risvolto economico, e finché non avranno inventato la pillola dell’immortalità è bene prenderne atto e affidare le proprie volontà ad un testamento.

Poi c’è un aspetto affettivo, legato ai sentimenti e alle emozioni. Francamente non riesco a capire perché si continua a parlare in maniera asettica di costi e ricavi legati agli immobili quando spesso ci sono delle resistenze fortissime legate al ricordo del caro estinto che portano a non liberarsi di un bene o al contrario a volersene sbarazzare “svaccando” sul prezzo pur di venderlo se viene associato ad un vissuto negativo. Ancora di più se è un appartamento in un contesto di proprietà esclusivamente familiare che rischia di diventare come una tomba di famiglia, ovvero uno non se ne riesce a liberare neanche con la morte perché le scelte di chi rimane saranno sempre pesantemente condizionate.

L’argomento è complesso e certamente questi sono solo due dei tanti aspetti da valutare.

Ma un breve cenno voglio fare anche alle complicazioni burocratiche legate al passaggio di proprietà degli immobili, soprattutto quelli costruiti quando non c’erano tutte le normative vigenti. Fra attestato di certificazione energetica, certificato di conformità urbanistica, messe a norma e ammennicoli vari, vendere un’immobile datato è diventato estremamente complesso e oneroso, ma tenerlo spesso lo è ancora di più visto tutti i costi di manutenzione e adeguamento alle normative richiesti.

Quindi nel decidere la convenienza di tenere o meno un immobile ereditato bisogna sì distaccarsi dall’aspetto sentimentale e calcolare entrate, spese, imposte, affitto, manutenzioni e usura. Ma le valutazioni legate alla sfera emotiva a mio avviso devono avere l’ultima parola perché, come succede in azienda, non tutti i costi hanno una contropartita monetaria ma il tempo, le energie, le arrabbiature e le rotture dei rapporti familiari devono essere messe sul piatto esattamente come le spese che vengono sostenute. E anche con un peso maggiore.

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