Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

DOV’E LA PRIVACY DEI MIEI RIFIUTI?

Privacy dei rifiuti

Il dubbio mi è venuto quando stavo per gettare la scatola di un medicinale da banco e ho pensato che se l’avesse vista qualcuno avrei provato un leggero imbarazzo.

Solo in quel momento ho realizzato che il lunedì sera quella scatola poteva essere vista da chiunque.

Sì perché da quando nella zona in cui abito hanno modificato le modalità della raccolta differenziata dobbiamo porre la sera prima i rifiuti davanti alla nostra abitazione negli appositi contenitori che ci sono stati forniti, ma rigorosamente senza chiuderli in nessun sacchetto di plastica.

Prima almeno potevamo richiuderli e posarli indistintamente accanto a quelli degli altri, ora invece l’esigenza di identificare il proprietario dei rifiuti e le modalità di raccolta degli stessi impongono questa nuova regola.

Ora io mi domando: per dare un nome, cognome e indirizzo email devo firmare moduli su moduli della privacy, ma non c’è niente che racconti di me più dei miei rifiuti.

I farmaci che prendo, cosa mangio, cosa compro, cosa leggo, quanti soldi ho nel conto corrente, sono informazioni che in un attimo potrebbero diventare di pubblico dominio: basta sollevare un coperchio in mezzo alla strada.

E non parlo di un ipotetico provider dall’altra parte del mondo. Qui si tratta di potenziali vicini impiccioni o ragazzini annoiati che potrebbero guardare nei bidoni (soprattutto quelli della carta, che magari fanno meno schifo) e prendersi gioco di me o ricattarmi per qualcosa.

Nel condominio di mia mamma, dove i rifiuti (e anche le multe) vengono gestiti a livello condominiale, ho saputo che sono state scattate delle foto ad un mucchio di riviste gettate nell’indifferenziato per cercare di risalire a chi le aveva buttate.

E i giornali che una volta gli uomini provavano imbarazzo ad acquistare ma risolvevano la questione grazie all’edicolante compiacente che li avvolgeva nel quotidiano, ora avrebbero un problema di smaltimento nel completo anonimato.

A ben vedere il Garante della Privacy si era già pronunciato nel 2005 sulla privacy nella raccolta differenziata dei rifiuti, vietando i sacchetti trasparenti per la raccolta e limitando i controlli ai casi di fondati di dubbi sulla violazione delle regole di smaltimento.

Ma l’incertezza che persiste sulla normativa evidentemente ha fatto allontanare i Comuni più solerti da una condotta che tutelava maggiormente i cittadini mentre sarebbe stato più opportuno trovare un modo per risolvere capra e cavoli, permettendo al cittadino di smaltire in tranquillità senza preoccuparsi di dover nascondere quello che getta.

Magari a livello di sistema economico generale sarebbe opportuno cercare di affrontare il problema a monte, ovvero alla nascita del prodotto da smaltire e al suo imballaggio, senza dipendere troppo dalla buona volontà dei cittadini-consumatori.

Nel frattempo il farmacista sotto casa mi ha suggerito di liberarmi delle scatole vuote dei medicinali avvolgendole nella carta del pane. Lui dice che fa così. Lui sì che è avanti!

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% Commenti (2)

E’ una delle italiche incongruenze che possono diventare dannose, fastidiose o inopportune come giustamente sottolinei nell’articolo.
Quando hai voglia indaga su Telepass e caselli autostradali vere “pettegole elettroniche”

Ah interessante Pietro! Ora mi hai messo curiosità sui telepass. Hai già un link da girarmi?

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