Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

OMAGGIO? NO, GRAZIE

Omaggi

Capita sovente che quando si partecipa ad un evento organizzato da qualcuno che ha interesse a farsi conoscere o apprezzare i partecipanti vengano omaggiati con un oggetto.

Altre volte si ricevono omaggi da un negozio quando si fa un acquisto o per una festività, oppure da un supermercato, o quando si acquista un giornale. L’omaggio può essere semplicemente un campione per spingerti a provare un prodotto che magari non ti interessa, oppure il solito zainetto/agenda con logo che ti viene rifilato da un fornitore e che finisce regolarmente in mansarda o in cantina.

Personalmente quando ricevo un omaggio mi innervosisco tantissimo. E’ molto raro che l’oggetto che ricevo sia di mio interesse, perché la scelta degli oggetti classici da omaggiare è comunque limitata e oramai non ci si inventa più niente di nuovo, quindi normalmente si tratta di cose che ho in abbondanza e delle quali non me ne faccio niente.

Oltretutto al ricevimento del gentile cadeaux si apre un dilemma: lo rifiuto, lo accetto con aria schifata oppure ringrazio a 32 denti fingendo che smaniavo per avere l’ennesimo cappellino con visiera?

Quando mi è capitato di rifiutare cortesemente un regalo devo dire che dall’altra parte ho notato sconcerto misto ad incredulità: come, rifiuti un regalo? Ma come ti permetti brutta snob che non sei altro! E così finisce che, per non innervosirmi, accetto malvolentieri facendo finta che mi sia piaciuto, o al massimo ostento indifferenza.

Ma è così difficile capire che se mi regali qualcosa che non gradisco mi si pongono dei problemi?

Innanzitutto mi si pone un problema di smaltimento, perché se l’oggetto non è fatto tutto di plastica devo buttarlo nell’indifferenziato e dove abito io devo pagare 15euro ogni volta che me lo ritirano.

Poi mi si apre un problema etico, perché per buttare via un oggetto nuovo mi devo sforzare visto che mi sembra un grande spreco.

A volte nasce un problema di coppia, perché personalmente io butterei via tutto il superfluo ma chi vive con me non butterebbe via mai niente. E lo spazio in casa è un bene limitato.

Personalmente ho così tanti oggetti che se devo averne uno in più sinceramente preferisco scegliermelo da sola. Molto meglio allora ricevere un buono (possibilmente generico, tipo quelli per acquisti su Amazon) per poter acquistare quello che mi pare, oppure un buono benzina che è come ricevere del denaro.

Anche in caso di generi alimentati a volte mi sono stati regalati dei prodotti che per me erano improponibili (tipo la pasta al nero di seppia) che, passata la scadenza, sono finiti allegramente nel bidone dell’organico, con mio grande disappunto.

Riflettendoci ho anche pensato che l’alternativa potrebbe essere l’omaggio di un servizio. Bene, anche questo però deve essere scelto e gradito, altrimenti perché devo impiegare il mio tempo per fare qualcosa che non mi interessa?

Morale della favola: ricevere un regalo concettualmente è qualcosa che ci gratifica e ci sembra scortese e poco etico rifiutarlo. Ma altrettanto poco etico è regalare qualcosa di banale e non gradito che puntualmente finirà in un cassetto e che sarà usato a malapena un paio di volte. Fino a qualche anno fa poteva avere un senso, ma ora siamo sicuri che ce l’abbia ancora?

Speriamo che qualcuno prima o poi inventi un wallet elettronico universale da caricare per ogni omaggio che rifiuto, e che alla fine io possa donare quei soldi ad una ONLUS che pianta alberi in Amazzonia, oppure scegliere fra un catalogo di buone azione fra cui aderire come si fa con il catalogo premi. Questa sì che sarebbe una bella idea!

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