Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

A CHI REGALI LA TUA FACCIA?

A chi regali la tua faccia?

Ammetto che sono una malata di social, in particolare di Instagram e spesso nelle storie mi diverto ad applicare filtri che aggiungono orpelli al viso.

Nella mia beata innocenza non mi sono mai fatta troppi problemi ad usarli, anzi, i problemi casomai nascono quando i filtri non li uso perché a guardarmi nella telecamera frontale spesso non mi riconosco.

Ma da quando ho scoperto Tik Tok, l’App che impazza fra i giovanissimi (e non solo, visto che ha dichiarato ben 1,5 miliardi di utenti attivi) ho avuto un’illuminazione.

Ad un primo impatto Tik Tok mi ha intrigato moltissimo. Il flusso di video velocissimi e divertenti mi ha ipnotizzato, così ho deciso di aprire un account tanto per capire come funzionava. E lì mi sono accorta che esiste un paradiso di filtri per il viso e numerosissimi effetti speciali per truccare il volto.

Ma cosa potrebbe succedere alla mia faccia nel momento in cui la metto su Tik Tok?

Prima di rispondere bisogna avere chiaro che quando si usa un social è sempre opportuno sapere;

  • a chi appartiene quel social, ovverò la nazionalità dell’azienda proprietaria per capire le garanzie che offre quel paese;
  • quali sono le fonti di guadagno, per sapere (o almeno intuire) come verranno utilizzati i nostri dati.

Devo dire che sul primo punto Tik Tok non mi dà nessuna sicurezza perché appartiene alla cinese Bytedance, e sappiamo bene che in Cina il controllo che lo Stato Centrale ha sulle aziende del suo territorio è ben superiore a quello di altri paesi.

Ma anche sul secondo punto devo dire che non è ancora chiaro per quali scopi vengano usati i dati e i video che vengono pubblicati sulla piattaforma Tik Tok. Perché il sospetto che ricade un po’ su tutte le aziende cinesi è che queste immagini servano per altro, ad esempio per migliorare i sistemi di videosorveglianza su cui Pechino avrebbe una leadership tecnologica.

Anche se può sembrarci buffo che i servizi di intelligence cinesi si mettano ad analizzare le smorfie di imberbi adolescenti, non è un’ipotesi da scartare a priori. Così come è poco chiaro come vengono utilizzati i volti che abbiamo regalato ad altre App come FaceApp, sviluppata da una società russa sviluppata da una società russa, solo per vedere come sarà il nostro volto quando saremo più vecchi (prova a leggere qui)

Fantascienza? Neanche tanto, considerato che a Linate e a Malpensa sta per partire un sistema che tramite il riconoscimento biometrico facciale permetterà ai viaggiatori di imbarcarsi senza neanche mostrare il passaporto.

E sarebbe spiacevole pensare che qualcuno se ne vada tranquillamente in giro per il mondo utilizzando il nostro volto per poi trovarci sul conto corrente un addebito di un albergo prenotato in Uganda o una multa per eccesso di velocità presa a Kuala Lumpur.

E questo nella migliore delle ipotesi, perché non voglio neanche pensare a cosa potrebbero farci con il nostro volto nei casi peggiori.

Uomo avvisato…….

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