Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

NON CHIAMATELE PUTTANE

Il denaro nella coppia

“Scusa, quant’è?”

Quante volte abbiamo scherzato su questa frase associandola ironicamente alla richiesta di pagamento da parte di una prostituta in cambio di una prestazione sessuale?

Eppure non sempre il binomio “soldi-prestazione sessuale” è così diretto e lineare, perché esiste un mercato di donne colte, eleganti e senza tabù che offrono insieme all’appagamento sessuale anche una vera e propria “relazione” che garantisca discrezione, sicurezza e complicità.

Questo mondo è stato analizzato in modo molto chiaro, distaccato e senza pregiudizi morali da parte di Grazia Scanavini nel suo libro-reportage “Non chiamatele puttane” frutto del lavoro certosino di inchiesta svolto in quattro anni di indagini e interviste a circa 100 donne su e giù per l’Italia, dal quale sono state estratte 10 testimonianze. Il libro mi ha fatto riflettere su come e quale sia l’impatto del denaro all’interno di una relazione fra due persone, dinamica approfondita dalla scrittrice anche nel romanzo “Le Altre me” che è uscito in parallelo.

Il reportage esclude volutamente le escort professioniste, quelle che vendono parti di corpo in maniera meccanica, per concentrarsi su una tipologia di “prostitute” che si rivolgono a uomini che non cercano soltanto un rapporto meccanico ma che vogliono “acquistare” anche una quota di tempo e di “dedizione”, e che sono disposti a pagare anche profumatamente per ovviare ai problemi che potrebbe comportare una normale relazione extraconiugale o meno.

Confesso che ho sempre fatto fatica a capire come mai alcuni uomini belli e di successo, magari calciatori o affermati professionisti che non avrebbero nessun problema a trovare una donna spesso si affidino al sesso a pagamento.

Leggendo il reportage mi sono resa conto che a volte il denaro serve semplicemente a mettere un limite circoscritto per essere liberi di muoversi dentro questo confine sicuro, protetto e predefinito e per non avere problemi.

Ma la sorpresa è stato scoprire che ci sono anche molte donne che quel limite lo vogliono e lo cercano. Donne che magari hanno iniziato a prendere questa strada per necessità economiche ma che poi hanno proseguito per libera scelta perché hanno capito che tutto sommato a loro piace essere pagate per fare sesso e per dedicarsi ad un uomo.

Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: le donne che non hanno un’indipendenza economica e che soddisfano i desideri dei propri mariti che non amano più per garantirsi una protezione economica o un prestigio sociale sono poi così diverse dalle donne intervistate da Grazia solo perché la società le chiama mogli e non prostitute? A ben vedere forse no.

Perché i confini che mettiamo nei rapporti non sempre sono così definiti ma, come in tanti altri aspetti della vita, nelle relazioni sentimentali si può pensare che esista un continuum fra un rapporto regolato esclusivamente dal denaro e un rapporto basato solo sull’amore, dove nel mezzo si posizionano tante situazioni intermedie anche e soprattutto in funzione di quanto è VOLONTARIA la scelta delle parti di vivere in quella condizione, a discapito dei pregiudizi morali e delle convenzioni sociali.

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