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Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

COME I MEDIA INFLUENZANO LE NOSTRE PERCEZIONI ECONOMICHE

Come i media influenzano le nostre percezioni economiche

 

Il modello di business delle notizie si basa sulla cattura e sul mantenimento dell’attenzione dei lettori. Questa sfida in un mondo che soffre sempre di più di calo dell’attenzione diventa ogni giorno sempre più difficile.

Si punta allora sull’intrattenimento e sull’indignazione per spingere il lettore a leggere una notizia fino in fondo, attraverso titoli ad effetto o affrontando argomenti in modo emotivo e sensazionalistico. Chi fa leva sulle emozioni riesce sempre a superare gli sforzi di chi prova a veicolare lo stesso messaggio in modo più razionale attraverso argomentazioni. Più un contenuto è estremizzato, estremo, divisivo e più è probabile che diventi virale.

Spesso vengono proposte risposte semplicistiche e soluzioni immediate alle sfide di un mondo diventato sempre più complesso. Oppure si dedica più spazio ad argomenti in grado di attirare l’attenzione anziché ad argomenti che hanno una reale incidenza sulla nostra quotidianità.

Un’analisi di Media Matters ha mostrato che gli show mattutini delle reti televisive americane hanno dedicato 212 minuti alla gita di Bezos nello spazio contro i 267 minuti che gli stessi canali hanno dedicato al cambiamento climatico in tutto lo scorso anno. Pur essendo un tema importante quello del turismo e della ricerca spaziale non c’è dubbio che il cambiamento climatico abbia attualmente un impatto maggiore sulla vita di tutti noi, eppure gli è stato dedicato meno tempo.

 

L’ECONOMIA PERCEPITA

In economia esiste una dimensione percettiva che influenza i nostri comportamenti, anche elettorali. Una economia percepita sulla quale si formano le decisioni di famiglie e imprese in merito a consumi e investimenti, e sulla quale gli elettori votano quando si recano alle urne.

Le idee si formano tramite l’esperienza concreta ma anche attraverso le notizie passate sui media tradizionali e suoi social network, che condizionano la percezione di fenomeni come il prodotto interno lordo, l’inflazione, la pensione o gli strumenti finanziari.

Poiché le aspettative dei consumatori e delle aziende rispetto ad un evento sono una delle componenti fondamentali dei fenomeni economici, molte decisioni economiche dipendono da quello che ci si aspetta. Così in economia le profezie finiscono per auto-avverarsi.

In un contesto dove l’informazione è diventata sempre più ansiogena e fatica ad affermare un modello di comunicazione basato su dati soggettivi, le aspettative che si formano in questo modo rischiano di mandare in corto-circuito il sistema. Se ci sono disinformazione, fake news, e una politica ha lo sguardo corto che genera false illusioni attraverso proposte economiche irrealizzabili la percezione economica delle persone sarà irrimediabilmente influenzata in negativo.

Per una società che basa il proprio modello di business su Internet più visualizzazioni si traducono in maggiori contenuti pubblicitari e quindi in un aumento dei ricavi.  E siccome le cattive notizie hanno una presa maggiore rispetto a quelle buone l’influenza andrà principalmente verso il risentimento, lo sconforto, il pessimismo e l’odio rischiando di paralizzarci.

  

IL PENSIERO CRITICO CI SALVERA’

Per rompere il circolo vizioso è necessario che ciascuno di noi sviluppi un pensiero critico confrontando fonti diverse, cercando di confondere gli algoritmi del web che tendono sempre a proporci contenuti in linea con le nostre idee, ed evitando i contenuti estremi ed emotivi che servono a raggranellare una manciata di click in più.

Ma soprattutto sarebbe importante imparare a riconoscere i messaggi economici in una notizia o in un evento di attualità anche quando sono in sottofondo, all’interno di articoli che sembrano parlare di altro.

Che è quello che cerco di fare sul mio profilo Instagram in modo ironico e dissacrante.

 

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