L’inflazione è l’aumento generalizzato e prolungato dei prezzi di acquisto di beni e servizi.
Se i prezzi aumentano a parità di denaro si possono acquistare meno beni e servizi, quindi il denaro che abbiamo a disposizione perde il suo potere di acquisto.
Se ieri con 1 euro potevi comprare un litro di latte, oggi con l’inflazione ci vorranno 1 euro e 10 centesimi per comprare lo stesso litro di latte.
E’ sempre 1 euro quello che hai nel portafoglio, ma se con lo stesso denaro puoi comprare meno cose è come se ora valesse di meno.
Come si forma l’inflazione
In questo periodo stiamo assistendo ad una grave crisi energetica, dovuta alla guerra in Ucraina e alle speculazioni sul prezzo dell’energia. L’aumento dell’inflazione è dovuto principalmente a questo motivo, cioè al caro energia e alle distorsioni sul mercato energetico e delle materie prime.
Ma questo aumento dei prezzi è iniziato ben prima della guerra. A voler andare indietro nel tempo fonda le sue radici nella crisi finanziaria del 2008. Ma è con la fine della pandemia che ha iniziato a produrre i suoi effetti.
Durante la pandemia a causa del lockdown il mondo si è fermato per alcuni mesi. Le persone non acquistavano beni e servizi e le aziende non li producevano, tranne quelli essenziali.
Quando le persone hanno ripreso a fare la loro vita e hanno ricominciato ad acquistare beni e sevizi, le aziende non sono state altrettanto rapide nel produrli per soddisfare questa domanda. Si è creato così uno squilibrio fra domanda e offerta che è il motivo principale per cui nasce l’inflazione, oltre all’aumento dei costi della produzione.
Se tante persone vogliono comprare un litro di latte ma chi lo produce non riesce a soddisfare la richiesta, aumenta il prezzo del latte da 1 euro a 1 euro e 10 centesimi in modo che qualcuno verrà scoraggiato nell’acquisto. Torna così ad esserci l’equilibrio fra chi vuole bere il latte e chi lo produce.
Perché si misura in percentuale?
Si misura in percentuale perché per capire se i prezzi sono aumentati o diminuiti si devono mettere a confronto due periodi. Normalmente il confronto più utilizzato è quello con lo stesso periodo dell’anno precedente.
Inflazione al 10% significa che se l’anno scorso per comprare un litro di latte spendevo un euro, quest’anno per lo stesso litro di latte spendo un euro + 10%, ovvero 1 euro e 10 centesimi
Come si arresta l’inflazione
L’inflazione si ferma togliendo denaro dal sistema economico attraverso l’aumento dei tassi di interesse.
Questo perché il tasso di inflazione e il tasso al quale si prende in prestito il denaro sono due parametri fortemente legati fra di loro.
Se aumentano i tassi di interesse tenderanno a salire anche i rendimenti dei depositi bancari e dei titoli di stato e le persone terranno i risparmi fermi piuttosto che investirli in attività produttive perché saranno soddisfatte del rendimento. Anche chiedere un mutuo o un finanziamento sarà più costoso, quindi saranno di meno le persone che lo faranno. L’azione combinata di questi due atteggiamenti frenerà l’espansione.
Alzando i tassi di interesse sul denaro in prestito è come se si chiudesse un rubinetto, quello del denaro in circolazione. L’economia rallenta, rallentano i consumi e si calma l’inflazione.
Debitori e creditori: chi guadagna e chi perde con l’inflazione
Nei periodi di alta inflazione chi aveva preso del denaro in prestito si trova a beneficiare di uno sconto inaspettato. Questo perché se ieri ti ho prestato 1 euro con cui comprare un litro di latte e oggi quell’euro vale di meno, per te sarà più facile trovare il modo di restituirmelo.
Attenzione però perché tutto dipende dal tasso di interesse che avevamo stabilito.
- Se nei tempi in cui non c’era l’inflazione avevamo stabilito che tu mi restituivi lo stesso denaro che ti avevo prestato con un tasso di interesse minimo, tu sarai avvantaggiato dal fatto che il denaro ora vale di meno;
- Se invece avevamo stabilito che quel denaro me lo avresti restituito con un tasso di interesse che aumenta al crescere dell’inflazione, ecco allora che il tuo beneficio si annulla perché l’aumento del tasso di interesse serve proprio a compensare la perdita di valore del capitale che ti avevo prestato. Nessuno ci avrà guadagnato e nessuno ci avrà perso.
Qual è il contrario dell’inflazione?
Il contrario dell’inflazione si chiama deflazione. Deflazione significa che se ieri con 1 euro compravo un litro di latte, oggi per lo stesso litro di latte mi bastano 90 centesimi.
Attenzione perché la deflazione non è positiva perché significa che l’economia sta ristagnando.
Se i prezzi scendono significa che i consumi sono fermi, la gente spende poco, le aziende sono costrette a ribassare i prezzi, i consumatori sono spinti a spostare in avanti le decisioni di acquisto in attesa di ulteriori cali. Di conseguenza le aziende chiudono, le persone rimangono senza lavoro e non possono spendere, e si entra così in una spirale economica negativa.
L’inflazione è sempre negativa?
No. In linea di massima si ritiene che la situazione migliore sia un tasso di inflazione del 2%, cioè una piccola inflazione che possa dare un impulso alla crescita dell’economia.
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