
Un tempo chi rivelava informazioni riservate veniva definito spia; oggi, lo stesso ruolo è riconosciuto con il termine whistleblower (letteralmente ‘colui che soffia nel fischietto’) e gode di una protezione giuridica.
La recente normativa legata al Whistleblowing, il D.Lgs. 24/2023, che recepisce la direttiva europea 2019/1937, rafforza le tutele per chi “fa la spia” segnalando illeciti, estendendole anche al settore privato.
Da dicembre 2023 le aziende con più di 50 dipendenti, oltre a quelle operanti in specifici settori (come servizi finanziari o mercati pubblici), sono obbligate ad attuare canali di segnalazione interni, garantendo anonimato e protezione contro ritorsioni.
DAL DISPREZZO ALL’APPREZZAMENTO DI CHI FA LA SPIA
La legge ha riacceso i riflettori sulla ferita culturale del nostro paese su come si atteggia la società italiana davanti a chi denuncia un illecito. Grazie alla nuova legge speriamo di avvicinarci un po’ di più alla mentalità anglosassone che tende a premiare e non a punire chi “evidenzia un errore o un comportamento scorretto riscontrato durante lo svolgimento delle proprie mansioni professionali”.
FARE LA SPIA A TESTA ALTA
Segnalare condotte illecite non solo tutela l’integrità dell’organizzazione, ma può prevenire conseguenze ben più gravi. Grazie a chi decide di parlare, è possibile evitare disastri e garantire che eventuali abusi o comportamenti scorretti vengano tempestivamente corretti, proteggendo così l’interesse dell’azienda e della collettività
Con la nuova legge sul whistleblowing i segnalatori sono protetti da ritorsioni e discriminazioni. La normativa garantisce la riservatezza dell’identità di chi denuncia, offrendo anche tutela legale per chi agisce in buona fede, rendendo la segnalazione un atto sicuro e protetto.
Ma anche al di fuori del contesto aziendale, il cosiddetto “fare la spia” non deve essere visto come un gesto disonorevole, ma piuttosto come un’espressione di integrità personale. Segnalare comportamenti illeciti risponde a un forte senso etico e rappresenta un’azione di responsabilità sociale, contribuendo al benessere della comunità e al rispetto delle regole condivise.
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