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Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

HA ANCORA SENSO STAMPARE?

ASCOLTA IL PODCAST A QUESTO LINK: Ha ancora senso stampare?

Ha ancora senso stampare?

I processi di digitalizzazione in corso fanno sì che ci stiamo avviando verso un mondo dove stampare sarà sempre meno necessario.

I Millennials sono già abituati a ragionare in termini di schermo anziché di foglio e la Generazione Z che si affaccia sul mondo del lavoro lo sarà ancora di più

La fatturazione elettronica ha trasformato tutte le fatture cartacee in un flusso informatico che ha reso superflua la stampa, mentre è diventato sempre più frequente lavorare con il doppio schermo.

Quindi è finita l’era della carta? Sembra proprio di no. Cambierà, certo, cambierà. Ma non si estinguerà come hanno fatto i dinosauri.

 

LA STAMPA DI QUALITA’

Una delle tendenze dei prossimi anni sarà quella di utilizzare la stampa per prodotti di maggior qualità, più di nicchia dove l’impatto visivo e il tocco possono fare la differenza.

Poster, fotografie, omaggi o informative per i clienti avranno un senso se verranno stampati con una carta di qualità elevata che renderanno il prodotto unico e apprezzabile, sino a diventare la carta stessa oggetto di regalo.

 

COSA SI POTRA’ STAMPARE E COSA NO

Le aziende più strutturate prevedono già ogni aspetto della propria attività lavorativa attraverso le policy aziendali. Le policy aziendali sono l’insieme delle norme che disciplinano il comportamento dei dipendenti sull’uso di computer, posta elettronica o utilizzo dei beni aziendali. Non mi stupirei se fra qualche anno le aziende arrivassero a disciplinare punto per punto cosa si può stampare e cosa no attraverso una “Policy Print”.

Ma anche lo Stato potrebbe voler regolamentare questa attività vietando o sconsigliando di stampare per motivi ambientali, partendo dagli uffici pubblici. A mio avviso l’autoregolamentazione non reggerà a lungo. Il problema dell’inquinamento ambientale non si può risolvere solo guardandolo i rifiuti, e l’attenzione si sta spostando sempre di più a monte per evitare di crearli.

 

IL PARADOSSO DI “PRIMA DI STAMPARE QUESTA MAIL PENSA ALL’AMBIENTE”

Quante volte abbiamo incontrato in calce ad una mail questa dicitura? Ma quel è l’utilità? Se devi stampare la mail allunghi la coda e finisci per sprecare ancora di più carta e inchiostro. Se non la devi stampare non ti trattieni per aver letto questa scritta ma probabilmente perché non ti serve. Quindi sono più i danni dei vantaggi.

Tutte le indicazioni in calce, comprese le varie “disclosure” che vengono aggiunte per la privacy, oltre ad irritare parecchio il lettore non fanno altro che aumentare la lunghezza e l’utilizzo del toner a discapito dell’ambiente.

 

I VANTAGGI DELLA STAMPA

Fatte queste premesse voglio indicare i motivi per i quali a me piace ancora molto stampare sulla carta:

  1. Perché guardare troppo a lungo il monitor mi affatica la vista;
  2. Perché se leggo uno o più fogli sui quali devo svolgere un lavoro ho la percezione di dove e quando finisce il lavoro che devo fare, mentre se scorro la barra laterale nel monitor faccio più fatica;
  3. Perché con un colpo d’occhio capisco l’entità di un lavoro che devo svolgere senza aprire troppi file;
  4. Perché la pila della carta che si accumula mi spinge a smistarla. Per esempio ci ho provato a sostituire la lettura cartacea de Il Sole 24 Ore con quella on line, ma è solo vedendolo sul tavolo o portandomelo fisicamente a casa che sono spinta a guardarlo quotidianamente, magari aprendolo la sera sul divano;
  5. Perché la carta sono più ispirata a metterla in ordine rispetto ai files, soprattutto se non voglio venire espulsa fisicamente dalla mia casa o dall’ufficio;
  6. Perché per le mie esigenze di appunti volanti funzionano meglio i bigliettini e i post-it (mentre il file “Memo” va bene per una To Do List più strutturata);
  7. Perché io scrivo malissimo, ho una calligrafia orribile, e se smettessi di scrivere nel giro di qualche anno non riuscirei più nemmeno a tenere la penna in mano.

Le nuove generazioni hanno una forma mentis che rende superflua la carta, ma per quel che mi riguarda i risparmi che otterrei senza la stampa non sarebbero bilanciati dal maggior tempo che impiegherei nel tentativo di farne a meno.

  

OCCHIO AL RICICLO

Le mie motivazioni personali sul prediligere la stampa sono bilanciate dal fatto che riciclo la carta fino all’inverosimile per ridurre l’impatto sull’ambiente, che comunque mi sta molto a cuore.

Nel riciclare però bisogna fare molta attenzione alla privacy perché a volte i fogli di carta riutilizzati sul retro finiscono nelle mani sbagliate e nel voler abbracciare la sostenibilità si rischia di divulgare segreti aziendali, dati sensibili o affari personali.

 

LA CYBER SICUREZZA

Un’ultima nota, direi molto importante. Al di là della sensibilità individuale bisogna fare attenzione a presidiare le stampanti. Possiamo anche ostinarci a continuare a stampare facendo finta che il mondo intorno a noi non sia cambiato, poi però quando succede che in una stampante dimenticata da Dio nessuno disabilita il wi-fi e diventa la porta per accedere ai dispositivi interni e inviare una copia di ogni foglio stampato o digitalizzato, ci si rende conto che forse è meglio non farsi trovare impreparati.

Il passaggio dal reale al virtuale va gestito con una certa consapevolezza. Ma diciamoci la verità: quante persone e quante aziende si sono chieste se le stampanti possono rappresentare un problema di sicurezza?

 

L’OBSOLESCENZA DEI SUPPORTI

C’è un’altra incognita non da poco nella progressiva dismissione della carta stampata, ovvero l’obsolescenza dei supporti informatici.

Vi ricordate i floppy disk? Ecco, se avete dei file salvati nei floppy molto probabilmente ora non sarete più in grado di leggerli. La stessa cosa è accaduta alla musica delle musicassette o alle cassette del videoregistratore.

Ad ogni upgrade di supporto bisognerebbe avere l’accorgimento di trasportare il materiale conservato nei nuovi supporti, ma chi lo fa?

Invece sono ancora perfettamente conservati i libri degli amanuensi ricopiati più di mille anni fa. Perché la carta non passa mai di moda, anche dopo millenni.

 

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