Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

UN’ESTATE IN GRECIA

Vacanza in Grecia

Quest’estate sono stata in vacanza a Creta.

Per trasformare la vacanza in viaggio, prima di partire volevo maggiori informazioni su questo paese, per cui sono passata in libreria e, anziché acquistare la solita guida dei luoghi da visitare, sono stata colpita dal libro del giornalista Giovanni Ciulla “Un estate in Grecia”, dove l’autore racconta il suo personale viaggio lungo il confine dell’Unione Europea attraverso questa nazione così duramente colpita dalla crisi, perché è attraverso il racconto dei confini che si capisce cos’è l’Europa in questo momento”

 

Già, l’Unione Europea, nel cui mito è cresciuta la mia generazione. Nessuno la metteva in discussione sino a poco tempo fa, e ora ci troviamo spiazzati nel capire che forse l’euro non è più una certezza granitica come pensavamo, e che forse dovremmo confrontarci di più con il Mediterraneo al quale abbiamo girato le spalle per volgere lo sguardo sempre più a nord

 

 “Quando la mia generazione, quella dei quarantenni viveva con il sogno, con il mito dell’ingresso in Unione Europea, si immaginava un’Europa che fosse inclusiva, che fosse un abbraccio per tutti i popoli europei, che desse opportunità di lavoro, di movimento, oggi siamo spaventati, oggi ci detestiamo. Oggi c’è una spaccatura tra il nord e il sud Europa, dove il nord impone le riforme perché dà i soldi ai paesi che sono in difficoltà e il sud Europa che invece subisce queste riforme e chiaramente vede male, considera male chi in qualche modo impone la propria volontà, i propri modelli al proprio paese. Questa non è l’Europa che avevamo in mente, ne siamo talmente spaventati di questa Europa che ragiona solo intorno all’Euro e non attorno alle identità, ai popoli che la compongono che infatti i paesi dell’area balcanica, i paesi dell’est europeo che sono entrati nell’Unione Europea non lo vogliono neanche l’Euro, con il cavolo che accetteranno questa moneta perché significa sacrifici!” (G. Ciulla)

 

Con questi pensieri in testa, attraversando Creta in pullman per arrivare alle spiagge più famose e belle, ho notato tantissimi edifici in costruzione non terminati, cantieri aperti che si sono fermati perché mancano i soldi per continuare, ma anche perché è usanza del posto che i genitori costruiscano la casa ai figli nel tempo. Solo che ora con la crisi il tempo si è fermato e le costruzioni sono rimaste incompiute.

 

E così fuori dai negozi e dalle abitazioni rimangono mattoni, sacchi di cemento, laterizi, lamiere. Forse anche per incuria, per abitudine o per abbandono.

 

Mi ha colpito anche il fatto che nella camera del Villaggio dove alloggiavamo, oltre al depliant di presentazione dell’hotel c’era un foglio di carta plastificata dove si invitavano i turisti a condividere sui social network le foto della loro vacanza in Grecia e di parlare positivamente della stessa, nel caso in cui fosse piaciuta, con quante più persone possibili per aiutarli a sollevarsi dalla crisi.

 

Quest’estate, pubblica Panorama, la Grecia ha registrato il primato delle presenze superando tutti i record nel settore del turismo negli ultimi 50 anni: 18 milioni di turisti (quasi tutti stranieri) sono affluiti ad Atene e nelle Isole, complice anche la particolare situazione politica sul Mar Rosso che ha dirottato moltissimi turisti dall’Egitto.

 

Peccato che gli introiti andranno in gran parte alle grandi strutture del turismo internazionale e poco rimarrà nelle tasche dei Greci.  Ma, come dice Ciulla nel suo libro, per la loro cultura e per il modo di intendere la vita affrontata con un disincanto che è sconosciuto ad altri popoli “nessuno in Grecia morirà per l’euro”.

 

Non so se la Grecia uscirà dall’Eurozona, non so se fallirà, quello che so è che se dovesse fallire il popolo greco, affronterebbe questo passaggio da una parte chiaramente con i drammi che ne verrebbero fuori, ma anche con una leggerezza che agli altri popoli europei è sconosciuta. I greci sono abituati a vivere in spazi amplissimi, sono stati dentro la dominazione bizantina, poi sono stati dentro l’impero Ottomano, il concetto di Stato così come gli è stato imposto è “un po’ stretto” al cittadino greco, se anche dovessero uscire dalla zona Euro, mi ha detto per esempio un monaco che ho incontrato sul cammino per il Monte Athos: “Viviamo con mille Euro, vivremo con 500 Euro”.

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