Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

LO STUDIO E I FIGLI

Lo studio e i figli

Ai nostri tempi i genitori ci spingevano a studiare, soprattutto se loro non avevano potuto farlo e attraverso di noi in qualche modo riscattavano i loro sogni inappagati. Spesso caldeggiavano vivamente quei lavori considerati sicuri a costo di portare i figli a tradire i propri sogni e le proprie ambizioni.

Per fortuna non è stato il mio caso, perché le materie che piacevano a me erano anche quelle che “tiravano” di più.  Però ho visto tanti miei coetanei frequentare Economia per compiacere i genitori, salvo poi perdersi e ritrovarsi fuoricorso, o spostarsi in un’altra facoltà, oppure abbandonare il percorso universitario.

 
Oggi invece lo studio rappresenta sempre meno un ascensore sociale, le certezze granitiche dei nostri tempi, come il lavoro in banca, sono crollate, e in questo contesto scorgo un cambio di tendenza nell’indirizzo che viene impartito ai figli.

Oggi spesso mi capita di leggere e di sentire che quello che ci si augura per i propri figli è che si impegnino a fondo in quello che fanno, che siano liberi di scegliere la professione che sentono più vicina alle loro aspirazioni perché se la prospettiva è quella di rimanere disoccupati almeno che si studino le materie che piacciono di più e per le quali ci si sente più portati. Oggi non esiste più un lavoro più sicuro di un altro.

 

Spesso I figli vengono incoraggiati a fare un periodo di soggiorno all’estero, che ormai è diventato indispensabile per imparare l’inglese (già importante ai nostri tempi e oggi fondamentale), per avere una maggiore apertura mentale e per le maggiori opportunità che sembrano esserci all’estero, con la speranza che prima o poi ritornino in Italia arricchiti personalmente e professionalmente e che contribuiscano alla rinascita del nostro paese.

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