Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

IL DENARO DA’ LA FELICITA’?

 

Denaro uguale felicità Mi stupisco continuamente nel constatare quanto sia opinione diffusa che una vincita alla lotteria sia in grado di “risolvere” la propria vita, avendo la possibilità di fare tutto quello che si desidera (che spesso si traduce semplicemente in “smettere di lavorare, o “lavorare per hobby” e “viaggiare per il mondo”). Allo stesso modo riscontro un’invidia incondizionata verso personaggi di spicco del mondo dello sport e dello spettacolo, e molta confusione fra quelli che sono i vantaggi della disponibilità di un’ingente somma di denaro con i vantaggi derivanti della fama.

 

Ammetto che anche io per un certo periodo di tempo sono stata accarezzata dal pensiero della vincita, anche se non ho mai giocato alla lotteria e se l’ho fatto è stato perché le mie colleghe di ufficio o il mio compagno lo facevano e non volevo correre il rischio di non condividere un biglietto che li avrebbe portati lontano da me.

 

Poi “crescendo” mi sono resa conto di quanto questo pensiero comune sia semplicemente un’illusione, probabilmente è un luogo comune talmente radicato e comodo da sposare che molte persone non si sono mai veramente a lungo soffermate per analizzarlo.

Che cosa rappresenta per noi il denaro?
Il nostro rapporto con il denaro si porta dietro una miriade di implicazioni emotive che riguardano il nostro io più profondo. Le ansie e le paure legate al denaro si radicano nel nostro inconscio e affondano le radici in episodi del passato e nella cultura di cui siamo intrisi.
Non ho mai messo in dubbio il fatto che non avere una quantità di denaro sufficiente per risolvere questioni pratiche e concrete come pagare il mutuo, le bollette, la retta del nido possa caricare di pensieri tali da togliere il sonno, ed in questo caso un incremento delle disponibilità economiche corrisponde sì ad un minore carico di problemi.
Ma mi duole pensare che molti dei problemi pratici che il denaro può aiutare a risolvere riguardano la cura dei bambini, degli anziani e le cure mediche. In un’economia funzionante dovrebbe provvedere lo Stato a garantire questi servizi, invece, avendo abdicato a questa funzione, il cittadino è costretto a cercare o desiderare i soldi necessari per soddisfare queste esigenze primarie in altro modo.

In realtà ci sono persone capaci di farsi bastare anche molto poco per vivere, e di essere più serene e appagate di persone più agiate, ma è necessario avere una lucidità di pensiero, una forza morale e la capacità di rompere degli schemi mentali che non tutti hanno.
Se consideriamo la moltitudine delle persone, un tenore di vita standard per il nostro paese oggigiorno necessità di un reddito minimo che purtroppo molti hanno perso, con gravi conseguenze fisiche e psichiche.

Però qui mi riferisco principalmente a quel “di più” che ti può dare una vincita alla lotteria.
Innanzitutto bisogna partire da un presupposto: al meglio e al peggio ci sia abitua.
Ovvero noi siamo biologicamente programmati per adattarci a variazioni del nostro stato emotivo, sia negativo che positivo, che se perdurassero porterebbero all’estinzione della specie. Anche uno stato di perenne euforia ci metterebbe a rischio, in quanto ci toglierebbe la lucidità per rimanere “in allerta” e difenderci dalle insidie del mondo esterno.

E qui entra in gioco allora il fattore principale: la capacità di apprezzare quello che si ha.
L’incremento delle nostre entrate comporta la possibilità di premetterci beni ed esperienze che prima non potevamo provare, ma la difficoltà sta nel mantenere lo stato di appagamento nel lungo periodo.
E fare questo necessita di un equilibrio interiore e di una chiarezza di pensiero che il denaro non ti può regalare.
I soldi ti tolgono dei problemi ma te ne aggiungono altri, legati alla difficoltà di gestirli, alla paura di perderli, a quanto siamo disposti a condividerli con persone sincere e affidabili.
E’ mia idea che l’ideale sarebbe disporre di una somma di denaro che rende liberi da problemi pratici, e che permette di togliere soddisfazioni non scontate e per questo vissute continuamente come appaganti.

Ma ricordiamo che l’entusiasmo, la capacità di vivere a pieno la vita, le relazioni (spesso compromesse dal denaro) e altri aspetti che danno senso alla nostra vita non si vincono alla lotteria. Perché, passato l’entusiasmo, il rischio di perdere carica vitale a appiattirsi su una vita agiata, alla ricerca di stimoli esterni artificiali o estremi, è un rischio reale.
Basta guardare tanti personaggi di apparente “successo”, ricchi e famosi, e non avere la presunzione di credere che “io sì che saprei cosa farci con quei soldi!”, pensando che a noi non potrebbe capitare di vivere allo sbando come palesemente vivono alcuni di loro. Facciamoci almeno venire qualche dubbio prima di abbracciare questa convinzione: non tutti hanno i requisiti e la sensibilità per utilizzare il denaro in maniera corretta.

Spesso non desideriamo essere più ricchi, bensì eliminare le parti più banali e noiose della nostra vita. Riflettere in modo creativo su ciò che possediamo già può essere un primo passo, senza aspettare la manna dal cielo.

 

Post Correlati

Leave a comment