Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

LE PRESENTAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE

Presentazioni economico finanziarieMarzo, tempo di Meeting aziendali, di Convention, di Kick off, insomma di tutte quelle occasioni in cui le aziende riuniscono i propri dipendenti o i propri quadri direttivi per presentare i dati relativi all’anno appena trascorso e anticipare le politiche future.
E arriva anche il momento in cui qualcuno si trova a dover preparare la presentazione economico-finanziaria.
Le aziende più strutturate si affidano ad una agenzia esterna di comunicazione, che individua il layout più indicato a comunicare i valori aziendali, con i colori in sintonia con il logo, e le immagini coerenti con il messaggio istituzionale che l’impresa vuole trasmettere.
Ma molte aziende di minori dimensioni, o con minore sensibilità verso l’argomento “comunicazione finanziaria”, si affidano a presentazioni caserecce affidate al malcapitato di turno. A volte è la segretaria del relatore che si arrabatta fra template, grafici e tabelle, oppure è il dipendente maggiormente esperto di grafica che cerca di capire come interpretare e dare sembianze dignitose ai dati nudi e crudi che gli vengono forniti.
Insomma ogni azienda ha le proprie abitudini e il proprio stile, con risultati spesso discutibili sia dal punto di vista dei contenuti, sia dal punto di vista della grafica.
A mio avviso, per preparare una presentazione economico-finanziaria efficace la prima regola da tenere in considerazione è la SEMPLICITA’, visto che normalmente l’argomento è ostico ai più.
Animazioni ridondanti, immagini elaborate, sfondi con colori molto carichi spesso non si addicono alla linearità che deve avere la comunicazione dei principali dati aziendali, a meno che il relatore non sia affetto da megalomania e gli piaccia esibire slides particolarmente di impatto.
Diversamente, presentazioni più articolate e complesse è meglio lasciarle ad interventi di carattere “motivazionale”, dove viceversa sono importanti interventi “ad effetto”.
Al di la dell’aspetto grafico, sono soprattutto i dati presentati che devono essere comprensibili anche a chi non è avezzo a districarsi fra le voci di un bilancio, magari dando particolare evidenza agli andamenti aziendali attraverso grafici, con numeri grandi e arrotondati, percentuali di incremento o decremento, e soprattutto attraversi poche slides ma chiare.
Penso che sia inutile sciorinare una serie di indici, spesso di difficile comprensione, se il pubblico degli uditori non è costituito da analisti finanziari o da addetti al settore.
Spesso queste presentazioni sono rivolte alla forza vendita, che non ha una cultura prettamente finanziaria, per cui anche parametri come l’EBIT, l’EDITDA, il ROE e il ROI è opportuno spiegarli brevemente, traducendoli con un linguaggio accessibile.
Ultima raccomandazione: i numeri devono essere COERENTI fra di loro, sia all’interno della presentazione stessa sia fra le presentazioni di diversi relatori.
Quante volte abbiamo assistito a versioni discordanti del dato di fatturato a seconda che ne parli un amministrativo o un commerciale?
Spesso sono entrambi giusti, però calcolati con una logica o in base a parametri diversi. In questo caso è opportuno dare una spiegazione su come è stato calcolato il valore, specie se differisce da quello appena proiettato da un collega o da un altro membro della direzione.
Altrimenti all’uscita dalla stanza la platea avrà capito meno di quando è entrata.
Sempre che non sia un effetto voluto….

 

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