Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

“MARIO SORRIDI”: IL TORMENTONE DEI MONDIALI

Succede che un bambino di 6 anni, che gioca a calcio e ha come idolo Mario Balotelli, un giorno si rende conto che “Super Mario” quando fa un gol non sorride mai.
Lo fa notare al suo papà, che con un amico musicista decide di fare un video ironico che aspira a diventare il tormentone dei mondiali: “Mario sorridi”. 
Mi colpisce come quel bambino nella sua innocenza riesca a cogliere nel segno. I mondiali di calcio sono iniziati e tutti gli occhi sono puntati sulla nazionale e sui suoi campioni. Uomini amati e idolatrati, presi ad  esempio da migliaia di bambini e adulti di tutto il mondo, che dovrebbero rappresentare l’emblema della soddisfazione personale avendo tutto quello che un uomo può desiderare: soldi, fama, successo.
Eppure spesso questi uomini poggiano su un equilibrio precario. Ancora prima di Mario Balotelli mi viene in mente Diego Armando Maradona, distrutto dalla droga e con un figlio ripudiato. Perché non è facile vivere con i riflettori puntati addosso. Ci sono enormi interessi economici dietro al mondo del calcio,  e i calciatori spesso si comportano come delle vere e proprie imprese che vendono i loro servizi al migliore offerente. Il più bel gioco del mondo, come amano definirlo gli appassionati, è ormai diventato un business di proporzioni gigantesche che incide per il 3% circa sul Pil del nostro paese, con implicazioni che arrivano fino alla borsa. Il calcio intrattiene e distrae milioni di italiani e condiziona le scelte di vita di molti di loro. Non tutti riescono a gestire queste pressioni, considerato anche la giovane età in cui sono all’apice della carriera. 
Mario Balotelli è un uomo che ha avuto una infanzia difficile, e il successo dovuto al suo talento non ha cancellato le ferite del passato. Ora fatica a riconoscersi nel ruolo di padre. Quando le debolezze di un uomo come Mario si incrociano con quelle di una donna come Raffaella, che dalla borgata napoletana aspira all’ascesa sociale tramite l’unica cosa su cui può puntare, ovvero una bellezza straordinaria, i risultati possono essere devastanti. Specie quando di mezzo c’è una figlia, utilizzata anche come pretesto per avere denaro e visibilità.
Agli occhi di un bambino non è sfuggita la sua tristezza. Lui ha visto quello che gli adulti faticano o non vogliono vedere, per comodità o vigliaccheria. Personaggi che sul campo ci fanno sognare ma che al di fuori del campo spesso non sono affatto da invidiare. Che non sorridono neanche in un momento che dovrebbe rappresentare il culmine della gioia: il momento del goal. Meglio allora una vita semplice ma vissuta con equilibrio e centrata su se stessi, che una vita alla ribalta ma completamente allo sbaraglio, circondata da persone che non sai mai fino in fondo cosa vogliono da te.
Mario, facci sognare quando segni, ma quando ti togli la maglietta non prenderti troppo sul serio.
 
PS: Il video termina con un’esilarante quadretto che ha come protagonista un cagnolino che mangia una banana. Vuole essere una denuncia contro il razzismo dilagante sui campi, perché non basta essere ricchi e famosi per fare dimenticare i pregiudizi sul colore della propria pelle.  Chi vuole colpire può fare veramente male. Meglio riderci sopra.

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