Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

“CROWDFUNDING: DAI SOGNI AI SOLDI”: LA MIA RECENSIONE

Crowdfunding
Ammetto di avere acquistato questo libro principalmente per la prefazione scritta da Simone Perotti, il mio scrittore preferito di sempre. L’argomento del crowdfunding però mi solleticava già da tempo, per cui è stata l’occasione perfetta per approfondirlo.

 

E ho fatto bene, perché il libro è scritto in maniera semplice e diretta, in linea con i contenuti che vuole divulgare che riguardano principalmente come si evolve il rapporto fra chi ha bisogno di finanziamenti e chi è disposto a concederli nella nuova era della comunicazione tramite web.

 

Per capire la portata dell’innovazione è bene ricordare che sino ad oggi sono state le  banchea svolgere principalmente un ruolo di intermediario fra chi riceve e chi presta denaro, ovvero un soggetto terzo che ha svolto questo ruolo in maniera professionale (?) e che si è sottoposto a rigide regole (?) e controlli da parte dello Stato Centrale. Dai tempi del Medioevo sino ad oggi nel bene o nel male il sistema ha funzionato, altrimenti non sarebbe sopravvissuto. Oggi però qualcosa sta iniziando a scricchiolare. La crisi e le nuove regole di Basilea hanno portato al cosiddetto credit crunch, ossia alle difficoltà delle banche di prestare denaro. In questo contesto le banche si sono focalizzate sempre più sulle garanzie personali e sul patrimonio privato anziché sul progetto o sull’idea che l’imprenditore o aspirante tale vuole sviluppare.

 

Ecco allora che “dal basso” è nato un nuovo modo di raccogliere denaro nell’era della comunicazione globale e dei social network.

 

Qui il focus è sul progetto, sulla sua validità, sulla voglia e la volontà di chi lo presenta di perseguire i propri sogni, condizione ribadita più e più volte nel volume come indispensabile per non dover dipendere necessariamente da terze parti ma contando unicamente su se stessi. Non ci sono più scuse per attribuire ad altri i propri fallimenti o i propri successi: SE VUOI, PUOI. Così diventa importante la capacità di mettersi in gioco al 100% e la capacità di comunicare il proprio entusiasmo, di creare una community sviluppando empatia con i propri potenziali finanziatori.

 

Ammetto per mia ignoranza che il crowdfunding pensavo fosse principalmente un finanziamento concesso in cambio di un interesse o di una partecipazione agli utili, invece scopro nel libro che questo è solo una tipologia di crowdfunding e neanche la più rilevante. Solitamente la capacità di attrarre denaro presuppone invece una “ricompensa” che va dai semplici ringraziamenti, ad un campione dei prodotti fabbricati con il denaro raccolto e via dicendo. Ma non per questo meno interessante del denaro. Finanziare un progetto, un sogno equivale a mio avviso ad un “prestito emotivo” che tornerà indietro con interessi non monetari in termini di soddisfazione personale, di senso di partecipazione e di appartenenza. Dopotutto da quanti anni i sacerdoti durante l’omelia chiedono una offerta ai fedeli per ristrutturare la chiesa?  Non è un po’ la stessa cosa? Si dona per un progetto comune nella speranza di una ricompensa (in questo caso ultraterrena).

 

Certo, per chi non ha dimestichezza col web e i social la strada è in salita. Viene spiegato chiaramente che in quel mondo non si fanno sconti a nessuno. Ci vuole tempo e impegno (tanto). Però il testo di Giusti e Troisi indica passo a passo le regole di come muoversi in modo che anche i neofiti, se fortemente motivati, possono cimentarsi in questa bella avventura.

 

E a mio avviso non è  impossibile ipotizzare un domani la nascita di un networkdi persone che possa aiutare chi è alle prime armi sul web a gestire la propria campagna di comunicazione. Questo libro ne è il primo passo.

Post Correlati

Leave a comment