Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

E’ OPPORTUNO PER UNA COPPIA LAVORARE NELLA STESSA AZIENDA?

E' OPPORTUNO PER UNA COPPIA LAVORARE NELLA STESSA AZIENDA?

 

Al lavoro passiamo la maggior parte del nostro tempo da svegli, e con i colleghi spesso trascorriamo un numero di ore superiore a quello che passiamo con il partner.

A volte però, per scelta o per caso, si finisce per condividere con il compagno anche la vita professionale con varie sfumature e conseguenze non sempre positive.

Cosa succede nel caso in cui si lavora entrambi per la stessa azienda?

E’ una situazione spesso vietata dalle policy aziendali perché si possono creare delle commistioni che agevolano truffe, imbarazzi, gelosie o situazioni poco trasparenti, ma che nella pratica aziendale accade piuttosto spesso perché a forza di incontri e di battute alla macchinetta del caffè finisce che ci si innamora del vicino di scrivania o della ragazza alla reception.

Si tratta di una situazione molto pericolosa anche per la coppia stessa dal punto di vista della diversificazione del rischio (alla pari di un investimento), perché se l’azienda per cui si lavora entrambi finisce per fallire si può rimanere in due senza stipendio all’interno della stessa famiglia.

Che dire poi del caso in cui uno dei due va a lavorare per un concorrente mentre il partner continua a lavorare nella precedente azienda? Spesso lo si lascia in una situazione di disagio e magari dopo qualche mese viene messo nella condizione di doversene andare.

A mio avviso invece uno dei vantaggi che c’è nel lavorare per lo stesso datore di lavoro è che quando ci si confronta sulle problematiche riscontrate in ufficio ci si comprende meglio perché la cultura aziendale, l’humus e quello che si respira dentro l’azienda è facilmente comprensibile da parte del partner. Invece quando si lavora in due realtà diverse può essere più faticoso scambiarsi delle opinioni perché ciò che è normale fare, scrivere o pensare in un determinato ambiente non sempre lo è in un altro. Per contro c’è da dire che se si parla troppo la stessa lingua si finisce per non essere più obiettivi nel vedere i pregi e i difetti di quell’ambiente e senza scambio di vedute c’è meno arricchimento personale e professionale.

Un altro aspetto negativo che mi viene in mente è che potrebbe scatenarsi la competizione più facilmente, o, ancor peggio, che ciò che accade ad un partner in un ufficio può far sì che ci siano ritorsioni sull’altro partner (che spesso è la donna) da parte dei colleghi o della proprietà.

Per non parlare del fatto che lavorando insieme c’è un maggiore rischio di continuare a parlare del lavoro anche a casa, anche se la condivisione della vita privata con quella lavorativa può essere più o meno estesa in base all’attitudine della coppia e alle regole, più o meno consapevoli, che la coppia si è data. Ci sono persone che pur lavorando insieme decidono deliberatamente di non parlare di lavoro quando tornano a casa, e coppie che fanno lavori molto diversi ma che alla sera sfogano le proprie frustrazioni professionali sul partner ammorbandolo con i propri problemi lavorativi.

Ad ogni modo qualunque sia la situazione che ci si trova a vivere l’importante è che ci sia piena consapevolezza delle ripercussioni delle scelte che si fanno. Quando si decide di accettare o di rifiutare una proposta di lavoro andrebbero valutati tutti rischi della condivisione, specie quelli economico-finanziari, senza cedere alla tentazione di farsi tirare dentro ad un’azienda dal proprio partner che magari vuole semplicemente avere maggiore controllo su di noi, così come non bisogna cadere nella tentazione di evitare il cambiamento per rimanere nella propria confort zone con il rischio un domani di inguaiare finanziariamente la famiglia.

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