Aggiornato il 24 novembre 2022
Al lavoro passiamo la maggior parte del nostro tempo da svegli, e con i colleghi spesso trascorriamo un numero di ore maggiore a quello che passiamo con il partner.
A volte però, per scelta o per caso, si finisce per condividere con il compagno anche la vita professionale con varie sfumature e conseguenze non sempre positive.
Ma cosa succede se una coppia lavora nella stessa azienda o condivide la stessa professione?
Analizziamo i risvolti economici sotto due punti di vista: quello della coppia e quello del datore di lavoro..
IL PUNTO DI VISTA DELLa coppia
Si tratta di una situazione potenzialmente pericolosa per la diversificazione del rischio, alla pari di un investimento.
“Mai mettere tutte le uova nello stesso paniere” recita un vecchio proverbio che è sempre molto attuale, perché se l’azienda fallisce o ha difficoltà finanziarie si può rimanere in due senza stipendio all’interno della stessa famiglia. L’ideale sarebbe lavorare in settori diversi e in controtendenza fra di loro.
C’è inoltre la possibilità che uno dei due partner paghi le scelte del compagno, ancorché condivise. Ad esempio se uno dei due si licenzia per andare a lavorare da un concorrente potrebbe lasciare l’altro in una situazione di disagio e magari dopo qualche mese andarsene a sua volta.
Può capitare che il comportamento di uno dei due porti a ritorsioni sull’altro da parte dei colleghi o dei superiori. Altre volte invece si genera la cultura del sospetto di iniquità sul trattamento premiale, sulla programmazione delle ferie, sull’assegnazione o esclusione di compiti delicati, soprattutto nel caso in cui uno sia il responsabile dell’altro, o comunque con un ruolo dove può influire sul lavoro del partner.
Infine c’è un maggiore rischio di continuare a parlare del lavoro anche a casa, anche se la condivisione della vita privata con quella lavorativa può essere più o meno estesa in base all’attitudine della coppia e alle regole, più o meno consapevoli, che la coppia si è data. Ci sono persone che pur lavorando insieme decidono deliberatamente di non parlare di lavoro quando tornano a casa, e coppie che fanno lavori molto diversi ma che alla sera sfogano le proprie frustrazioni professionali sul partner ammorbandolo con i propri problemi lavorativi.
I VANTAGGI DI LAVORARE INSIEME
Per contro uno dei vantaggi che c’è nel lavorare per lo stesso datore di lavoro è che quando ci si confronta sui problemi che si hanno in ufficio ci si comprende meglio perché la cultura aziendale, l’humus e quello che si respira dentro l’azienda è quello di entrambi. Quindi può essere più facile dare un consiglio, ad esempio, su come e quando chiedere un aumento di stipendio o un avanzamento di carriera. Tuttavia quando si parla troppo la stessa lingua si rischia di non essere più obiettivi nel vedere i pregi e i difetti di quell’ambiente e senza scambio di vedute c’è meno arricchimento personale e professionale..
IL PUNTO DI VISTA DELL’AZIENDA
Avere una coppia che lavora all’interno della stessa realtà, specie se in due ruoli strategici, è una situazione spesso vietata dalle policy aziendali perché si possono creare delle commistioni che agevolano truffe, imbarazzi, gelosie o situazioni poco trasparenti. Nella pratica aziendale però è una situazione frequente, perché a forza di battute alla macchinetta del caffè finisce che ci si innamora del vicino di scrivania. In alcune società sono previsti cambi di ruolo o spostamenti quando emerge la nascita di un legame amoroso all’interno di uno stesso ufficio.
Tuttavia se nella coppia c’è affiatamento e sintonia il datore di lavoro potrebbe trarne un vantaggio, ma in ogni caso dovrebbe tutelarsi e incrementare i controlli per evitare che la coppia si accordi per mettere in atto delle attività che contrastino con l’interesse aziendale.
Invece quando si condivide una professione perché si è soci della stessa azienda, o co-titolari dello stesso studio professionale, o quando uno è il datore di lavoro dell’altro, l’attività aziendale può essere messa a rischio in caso di frizioni, disaccordi, diversità di vedute o separazioni più o meno consensuali. Se da una parte condividere un progetto comune può essere per la coppia uno stimolo reciproco a mettere il massimo impegno per una causa comune a beneficio di entrambi, dall’altra è consigliabile parlarne sin dall’inizio in maniera chiara e mettere a punto in anticipo un piano su come verrà gestita l’azienda se si dovessero presentare dei problemi, in modo da cercare di preservare l’integrità aziendale qualunque cosa succeda.
MA ALLORA COSA CONVIENE FARE?
Qualunque sia la situazione che ci si trova a vivere l’importante è che ci sia piena consapevolezza delle ripercussioni delle scelte che si fanno e che si pianifichino in anticipo le contromisure.
In particolare quando una coppia decide di accettare o rifiutare una proposta di lavoro andrebbero valutati tutti rischi della condivisione, specie quelli economico-finanziari, senza cedere alla tentazione di farsi tirare dentro ad un’azienda dal proprio partner che magari vuole semplicemente avere un maggiore controllo, così come non bisogna cadere nella tentazione di evitare il cambiamento per rimanere nella propria confort zone con il rischio un domani di inguaiare finanziariamente la famiglia.
Qui trovi la puntata di Facciamo Economia su Youtube dove ho parlato di questo argomento
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