Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

LA JUVE ORA INSEGNA LA FINANZA

La Juve insegna la finanza

 

“Vuoi giocare e calcio e aspirare a diventare Dybala? Va bene, però prima impari l’educazione finanziaria”
Sfogliando Il Sole 24 Ore del 10 marzo leggo che i giovani della Primavera della Juventus oltre agli allenamenti in campo devono frequentare corsi di educazione finanziaria.
Nozioni di bilancio familiare, conto corrente e carte prepagare si alternano a quelle su fuorigioco, assist e dribbling e diventano parte integrante del percorso di crescita dei moderni calciatori all’interno del liceo scientifico ad indirizzo sportivo del College Juventino.
Il motivo è facilmente intuibile. Le carriere saranno tutto sommato brevi e i nuovi campioni dovranno imparare a gestire bene gli ingenti (si spera) flussi finanziari che arriveranno ravvicinati nel giro di pochi anni e soprattutto saranno incamerati in un’età dove il livello di maturità non sempre sarà adeguato alla capacità di spesa.
Ecco allora che serve una panificazione strutturata per non far cogliere i ragazzi impreparati e bruciare velocemente i facili guadagni.
Un aiuto arriva dai test che gli esperti hanno elaborato per mostrare i meccanismi mentali che presiedono il nostro modo di calcolare il denaro. Ai ragazzi viene chiesto di elaborare un decalogo delle regole da seguire in materia di risparmio: accantonare somme fisse, non tenere troppo denaro in tasca, fare attenzione ai costi e agli interessi e confrontare fra loro diversi strumenti prima di scegliere.
Personalmente aggiungerei che in un progetto completo di educazione finanziaria dovrebbe esserci una parte volta a metterli in guardia dai falsi amici, consiglieri e aspiranti veline che spesso circondano i giovani e promettenti campioni alla ricerca più di un bancomat vivente che di una persona con la quale instaurare relazioni umane appaganti.
La domanda però a questo punto sorge spontanea: bisogna essere aspiranti miliardari per poter avere accesso a questo tipo di insegnamenti? Non sarebbe più opportuno che anche i potenziali “accattoni”, proprio per le alte probabilità di diventare tali, possano avere i rudimenti di una simile educazione nella scuola dell’obbligo?
Speriamo che la Juventus faccia da apripista per questa tendenza. Nel frattempo per ridere ho accennato l’argomento all’allenatore dei pulcini dove gioca mio figlio e lui molto seriamente mi ha risposto che negli Stati Uniti è già una prassi consolidata che ad alti livelli sportivi venga dato questo tipo insegnamento, probabilmente perché è un paese che non ha la forte cultura del risparmio dell’Italia e i danni provocati dall’ignoranza finanziaria sono ancora più ingenti che da noi.
Perché alla fine le partite più importanti della vita si giocano fuori dal campo.

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