Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

SEI FAVOREVOLE ALLA CONTABILITA’ MENTALE?

Sei favorevole alla contabilità mentale?

Anche se la contabilità non è il tuo pane quotidiano sono convinta che almeno una volta nella vita hai applicato la cosiddetta “ contabilità mentale”.

La contabilità mentale è un sistema che utilizziamo inconsciamente per gestire il denaro all’interno del nostro bilancio familiare quando suddividiamo mentalmente i soldi in base alla provenienza o all’utilizzo e assegniamo ad ogni “cassetto” una determinata funzione.

 

PERCHE’ DUSTIN HOFFMAN CHIESE UN PRESTITO A GENE HACKMAN?

Il concetto è spiegato in maniera divertente nello scambio di battute avvenuto fra Gene Hackman e Dustin Hoffman quando erano ancora due artisti squattrinati.

Un giorno Hackman si recò nell’appartamento di Hoffman e questi gli chiese un prestito. Hackman acconsenti, ma poi i due andarono nella cucina di Hoffman dove c’erano diversi barattoli allineati sul bancone, ciascuno pieno di soldi.

Su un barattolo c’era scritto “affitto”, su un altro “bollette” e così via. Hackman chiese a Hoffman come mai, avendo così tanti soldi nei barattoli, avesse ancora bisogno di un prestito e l’amico gli indicò il barattolo dove c’era la scritta “cibo” facendogli notare che era vuoto.

Questo aneddoto è contenuto nel libro “La spinta gentile” di Richard Thaler che nel 2017 vinse il Nobel per le sue ricerche sulla finanza comportamentale. Per chi non lo sapesse la finanza comportamentale studia il modo in cui le scelte economiche delle persone vengono influenzate da meccanismi psicologici.

L’autore parlando della contabilità mentale ritiene che le persone vengono tratte in inganno da una gestione del denaro “a compartimenti stagni” perché il denaro in realtà è un bene interscambiabile e senza etichette mentre molti tendono ad incasellarlo mentalmente. Tutto ciò provoca effetti distorsivi che portano a scelte antieconomiche e irrazionali.

 

HO PERSO IL BIGLIETTO PER IL CONCERTO DI VASCO!

L’esempio classico della contabilità mentale è quella del biglietto perduto. Finalmente sei riuscito a trovare, dopo tante ricerche, il biglietto per il concerto di Vasco e l’hai pagato 79 euro. Quando ti rechi al botteghino per ritirarlo scopri che sei stato truffato e che il biglietto non è mai esistito. Che fai? Paghi 79 euro per un altro biglietto? Interrogati su questa situazione il 46% delle persone hanno risposto di no, perché sarebbe come pagare due volte lo stesso tipo di spesa.

Supponiamo invece che, pur non avendo il biglietto, decidi di recarti al botteghino la sera del concerto per provare ad acquistarlo. Il giorno prima avevi perso 79 euro lavando i pantaloni nella lavatrice, ma siccome nella tua testa quei 79 euro non centrano niente con Vasco, il giorno dopo ti presenti con i soldi al botteghino nella speranza di trovare il biglietto. E con te l’88% di quelli che hanno risposto sì a questa domanda, perché rappresenta un diverso tipo di spesa.

Cosa c’è di diverso nelle due situazioni? Il cassetto mentale dove hai collocato i 79 euro. Nel primo caso erano nel barattolo “divertimento” e ora quel barattolo è vuoto. Nel secondo caso invece i 79 euro non erano attribuiti a niente, o forse appartenevano alla categoria mentale “benzina”. E magari hai chiesto un passaggio ad un amico per andare al concerto di Vasco perché avevi in tasca i soldi del biglietto ma nella tua testa ti mancavano i soldi per la benzina.

E se ritrovi 79 euro nascosti in un vecchio portafoglio senza aspettartelo? In questo caso i soldi inattesi sono “liberi mentalmente” da qualsiasi vincolo ed è più facile che vengano spesi per acquisti impulsivi.

 

LA MENTE CI INGANNA O CI AIUTA?

Normalmente quando si parla di finanza comportamentale si punta il dito su come l’inganno della mente applicato al denaro ci spinga a comportamenti anti economici, mentre io penso che i vantaggi spesso superino gli svantaggi dati dagli errori che si commettono.

Quando ero bambina e mi capitava di aprire il portafoglio di mia mamma per cambiare dei soldi vedevo che nei vari scomparti c’erano delle banconote accantonate. “Questi sono i soldi per la parrucchiera” mi diceva mia mamma “e questi sono i soldi per la spesa” Con tutti quegli accantonamenti mia mamma, oltre ad avere sempre i soldi da cambiare, riusciva a gestire in maniera oculata le proprie finanze.

L’abitudine ad accantonare fisicamente o mentalmente delle cifre per spese più o meno ricorrenti non lo trovo necessariamente un comportamento sbagliato, purché sia fatto con una certa elasticità.

Chiaramente si tratta di un’attitudine mentale che a mio avviso ha più senso svilupparla su un foglio di excel piuttosto che tenerla nella mente o nei barattoli, perché mettendo tutto nero su bianco su un foglio di calcolo si ha maggiore consapevolezza di quello che si accantona e del motivo per cui lo si fa. E in questo modo di possono spostare le celle del foglio elettronico per fare le proprie valutazioni senza rimanere ancorati ad un preciso “barattolo”.

La tendenza ad incasellare il denaro, se la si comprende e la si gestisce, è comunque una buona abitudine di economia domestica che aiuta a semplificare la sua gestione. In ogni modo è sempre meglio del vuoto pneumatico sull’argomento che provoca molti più danni degli effetti distorsivi della contabilità mentale.

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