Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

IL RENDICONTO ANNUALE DELL’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

Rendiconto annuale Amministratore di Sostegno

Mi è capitato di scrivere in diversi post che, fra le tante cose che faccio, da alcuni anni sono anche Amministratrice di Sostegno di mia zia. Rimasta vedova all’età di 85 anni, senza figli e con l’Altheimer ad uno stadio avanzato, mia zia viveva già in una struttura per anziani ma necessitava della nomina di un Amministratore di Sostegno per la gestione dei suoi beni.

L’unica parente in grado di farlo ero io con il mio poco tempo disponibile. Ma siccome l’alternativa era rivolgersi ad un commercialista o ad un avvocato che avrebbe potuto prendere decisioni che andavano al di là della gestione patrimoniale, non me la sono sentita di affidarla ad un estraneo e mi sono cimentata in questa impresa sfruttando al massimo i coriandoli di tempo che ho a disposizione.

All’inizio è stata veramente una fatica, perché la questione era particolarmente complessa e delicata nei confronti dei parenti del marito defunto, e devo dire che per districarmi fra i rapporti con la banca (che al decesso di una persona blocca il conto corrente), con la Casa di Riposo (che si è accorta tardivamente che non quadravano gli estratti conto delle rette) con l’avvocato (al quale ho corretto più e più volte l’istanza della mia nomina come Amministratore di Sostegno prima di presentarla in Tribunale) ho dovuto sfoderare tutta la mia competenza e una grande dose di calma e pazienza per venirne fuori.

Oltretutto ho avuto la fortissima penalizzazione della chiusura del Tribunale di Cesena che è stato accorpato a quello di Forlì un anno prima della mia nomina, e ogni volta che devo andare in Tribunale devo fare 30 chilometri e assentarmi dal lavoro perché interagire telefonicamente con il tribunale è molto, molto difficoltoso. Questo è un elemento che suggerisco di valutare bene prima di imbarcarvi in questa situazione, specie se il Tribunale non è comodo da raggiungere, visto che alla mia richiesta di spedirmi un atto tramite PEC la referente della Cancelleria della Volontaria Giurisdizione mi ha risposto che non aveva la possibilità di utilizzare una PEC!

Ad ogni modo lo scopo del post è quello di condividere la mia esperienza e dare qualche indicazione a chi si trova nella condizione di dover redigere il rendiconto  annuale che l’AdS deve presentare in Tribunale.

Io solitamente lo presento entro la fine di gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. Al momento di redigere il mio primo rendiconto ho dato un’occhiata ai diversi moduli presenti nei siti dei Tribunali perché, pur essendo sono simili fra di loro, alcuni sono più chiari di altri. Alla fine mi sono basata principalmente su quello del Tribunale di mia competenza (Forlì), adattandolo alle mie esigenze e costruendomi uno schema ad hoc che fosse semplice ma funzionale, soprattutto per quel che riguarda le movimentazioni finanziarie del periodo.

Questo perché l’inventario dell’AdS deve rendicontare sia le entrate e le uscite che si sono sostenute a vario titolo nel periodo, sia le movimentazioni che ci sono state nel patrimonio.

Il consiglio per costruirlo è quello di basarsi principalmente sugli estratti conto bancari che già riassumono tutta la movimentazione finanziaria di un periodo definito. Io di mano in mano che avvengono le operazioni in corso d’anno me le segno in un foglio excel in modo da avere a fine anno, tramite i filtri, la possibilità di riassumere i movimenti per tipologia e redigere velocemente il rendiconto che vedete nell’immagine partendo dal saldo iniziale sino al saldo bancario finale.

In calce aggiungo due righe dove spiego al Tribunale lo sbilancio e fornisco un giudizio in merito sull’equilibrio finanziario. Questo punto ritengo che sia particolarmente importante in quanto insieme al rendiconto depositato si può presentare la richiesta di rimborso spese che spetta all’AdS per l’attività svolta e le spese anticipate. Il giudice stabilisce l’entità del rimborso in base alle disponibilità patrimoniale e finanziaria dell’assistito, e alla sua sostenibilità nel tempo. Nell’istanza di rimborso spese io descrivo il tipo di attività che ho svolto nel corso dell’anno per mia zia, con una stima delle ore impiegate e delle spese sostenute non documentate perché di piccolo importo.

Personalmente consiglio di allegare copia di tutta la documentazione relativa alle movimentazioni dell’estratto conto, anche se mi risulta che come giustificativo delle utenze sia sufficiente l’attestazione dell’addebito. In corso d’anno io tengo delle buste separate con i documenti relativi alle utenze, alle spese condominiali, ecc in modo che al momento dell’inventario finale sia molto semplice e veloce produrre copia di tutta la documentazione.

Per quel che riguarda il patrimonio dell’assistito, personalmente non avendo particolari movimentazioni ho rispettato il fac-simile del Tribunale di Forlì che lo incorpora nel testo del rendiconto annuale, insieme a tutte le altre informazioni richieste. Al limite anche in questo caso si può presentare un foglio excel con la colonna del saldo iniziale, la colonna delle movimentazioni del periodo, e la colonna del saldo finale.

Personalmente non ho mai avuto problemi né richieste di chiarimenti da parte del giudice, ritengo però che, come regola generale che riscontro ogni giorno nel mio lavoro di contabile, più si presenta una documentazione ordinata e completa e più c’è la sensazione da parte di deve vistarla che il lavoro è stato svolto in maniera corretta e trasparente.

Perché bisogna avere chiaro che lo scopo dell’Amministratore di Sostegno e il suo rapporto con il Tribunale nascono dalla necessità di tutelare una persona che non è più capace di intendere e di volere e che può essere oggetto di eventuali raggiri o controversie familiari, pertanto ogni operazione che viene compiuta e che esula dai poteri forniti dal Tribunale nell’atto di dell’Ads deve essere autorizzata da parte del Tribunale. Ad esempio a me è capitato di fare dei lavori straordinari nell’appartamento di mia zia e ho dovuto richiedere più preventivi, farmeli autorizzare dal Tribunale, e poi, avvenuta l’operazione di sgombro, ho presentato un rendiconto ad hoc con la descrizione e le spese sostenute prima della scadenza dell’inventario annuale.

Questi sono soltanto alcuni brevi cenni della mia personale esperienza. Se qualcuno vuole avere maggiori informazioni per un confronto può contattarmi privatamente.

 

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% Commenti (2)

Ciao Monica io sono stata nominata amministratore di sostegno provvisoria per via del Covid il primo di ottobre ci sarà il giuramento. Ho un problema di questo genere. Mio padre ha un appartamento senza l’agibilità dove vive mio fratello con la famiglia. Naturalmente per la legge non può abitarci,mi sono attivata con un tecnico per la sanatoria ma se dovesse capitare qualcosa è mio padre che ne risponde. C’è modo di parlare con il giudice tutelare per ottenere lo sgombero in attesa della regolarizzazione dell’immobile ?
Non so se puoi darmi un consiglio… grazie saluti da Antonella

Ciao Antonella. Tutto quello che esula dai limiti che sono indicati nella tua nomina come amministratore di sostegno può essere comunque concordato con il Giudice Tutelare. Anche a me è capitato di dover sgomberare l’appartamento di mia zia e ho presentato un’istanza con le motivazioni per cui richiedevo lo sgombero e mi è stata approvata. Poi ho dovuto rendicontare tutte le spese eseguite.

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