Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

TOGLIERE LA GESTIONE DEL DENARO AD UN GENITORE

Togliere la gestione del denaro ad un genitore

Mia mamma è sempre stata brava a gestire il suo bilancio familiare. E’ rimasta vedova all’età di 60 anni e prima di quel momento amministrava tutto il mio papà, ma mia mamma si è dimostrata subito in grado di cavarsela egregiamente fra scadenze fiscali e bilanciamento oculato di entrate e uscite.

Non che avesse chissà quale patrimonio complicato da gestire, essendo costituito dall’abitazione di proprietà e dalla pensione, però sino a qualche tempo fa non aveva mai dato pensieri.

Tutto questo sino alla veneranda età di 85 anni perché poi non è stato più così.

 

Già da qualche anno mia mamma ha problemi di memoria, legati a quelle patologie che rientrano nel grande calderone delle demenze senili, e con l’avanzare dell’età siamo arrivati al fatidico momento della difficoltà a gestire il proprio denaro.

Paradossalmente la prima avvisaglia c’è stata 4 anni fa quando mi stupì moltissimo che si fosse dimenticata di andare al CAF per pagare le imposte sulla casa. Ma siccome negli anni precedenti c’erano stati diversi cambiamenti con ICI, IMU, TARI e TASI che andavano e venivano, non ci feci particolarmente caso. Invece fu soltanto il primo segnale di una lunga serie.

Ultimamente mia mamma ha difficoltà anche a gestire le spese per contanti, quindi sono dovuta arrivare a dirle di non prelevare più soldi perché le avrei dato direttamente io quelli necessari per le sue spese di volta in volta. Per me si tratta di un’ulteriore incombenza dopo la somministrazione delle medicine, che si somma agli innumerevoli altri impegni legati alla gestione della mia famiglia e del mio lavoro. Oltretutto quello della “paghetta” al genitore è un passaggio fortemente doloroso, che insieme alla dismissione della patente rappresenta l’ultimo baluardo dell’indipendenza di un anziano.

 

A chi si trova nella condizione di dover prendere in mano la gestione economico-finanziaria dei genitori vorrei dare qualche consiglio:

  • Innanzitutto bisogna instaurare un rapporto direttamente con la banca, domiciliando le eventuali utenze che ancora non lo sono e gestire il conto corrente del genitore possibilmente tramite home banking. Nel mio caso era già stato tutto domiciliato da tempo, inoltre l’anno scorso, quando ancora la situazione non era così critica, mi ero già fatta passare il suo conto sul web per monitorare i movimenti e fare alcuni pagamenti.
  • Farsi dare la delega ad operare sul conto o eventualmente la firma congiunta.
  • Fare delle estrapolazioni in excel per raggruppare le principali voci di spesa e incasso, in modo da tenere monitorato l’equilibrio finanziario e valutare l’accantonamento e l’erosione media del patrimonio annuale, per non avere sorprese quando i costi aumenteranno in vista di una eventuale badante o ricovero in istituto.
  • Prendere contatti con l’amministratore del condominio per ricevere i documenti per il pagamento delle spese condominiali, visto che solitamente sono variabili e si pagano tramite bonifico. Anche questo passaggio io l’avevo già fatto. Consiglio di non arrivare alla situazione di estrema urgenza prima di affrontare questo punto e i punti precedenti.
  • Qualcuno consiglia di passare all’istituto dell’amministrazione di sostegno per poter prendersi in carico legalmente della gestione del patrimonio del familiare. Io personalmente lo sconsiglio con cognizione di causa, perché sono già amministratrice di sostegno del patrimonio di mia zia che non ha altri parenti in Italia tranne me. Rapportarsi con il Tribunale per chiedere autorizzazione alle operazioni straordinarie o presentare l’inventario annuale è cosa semplice ma non semplicissima, soprattutto se, come nel mio caso, ogni volta devo fare 20Km per andare a Forlì essendo stato chiuso il Tribunale a Cesena. Alla Cancelleria se chiedi di mandarti una mail sembra che ti debbano fare un favore personale, mentre danno per scontato che tu possa tranquillamente assentarti dal lavoro per andare semplicemente a presentare un documento negli orari che fa comodo a loro.

 

Per finire io sono figlia unica con tutti gli oneri e onori che ne conseguono. Non ho nessuno con cui condividere questo passaggio perciò quello che penso lo faccio e non devo discutere con nessuno. Diverso e più complicato credo che sia quando ci si debba mettere d’accordo fra più persone, con visioni, caratteri e disponibilità economiche diverse. Allora in questo caso forse ha senso rivolgersi al Tribunale e stabilire chi debba fare da amministratore di sostegno. Diversamente credo sia più semplice parlare con la propria banca e trovare insieme una soluzione.

Ultimo consiglio che sembra banale ma non lo è affatto. La moda attuale prevedere che i portafogli abbiamo gli scomparti aperti come il portamonete rosso della foto, che è una follia per chi ha difficoltà a gestire i fogli di carta e rischia di perderli ogni volta che lo apre. Meglio un portafoglio come quello di sinistra che ha lo scomparto che tiene fisse le banconote, che per fortuna ho trovato tramite internet.

Ma prima di fare questo acquisto sono andata al supermercato dove mia mamma fa abitualmente la spesa per chiedere se c’era un modo per pagare senza utilizzare un bancomat o una carta di credito che richiede la battitura di un codice, che per un anziano può essere complicato. Alla risposta “Ancora no ma prima o poi ci attrezzeremo” ho capito che ancora non è un mondo a misura di anziano, in barba a tutte le statistiche che ci allarmano con l’invecchiamento della popolazione. Speriamo che quando toccherà a noi qualcuno abbia già pensato a come semplificarci la vita.

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