Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

L’AFRICA, LA PARTITA DOPPIA E LA CULTURA D’IMPRESA

Africa e partita doppia

Cena del Rotary, viene consegnato un assegno alla mamma di un ragazzo che è partito missionario per l’Africa e che sta tentando di fare partire il micro-credito in una zona rurale molto povera della Costa d’Avorio.

Raggiunto telefonicamente il ragazzo parla ai partecipanti e spiega il suo progetto. Ad un certo punto la mia anima da contabile viene colpita quando il ragazzo sottolinea che oltre a prestare i soldi per fare partire queste piccole attività imprenditoriali è importante che venga spiegato come tenere una contabilità semplificata, cioè un elenco di entrate e uscite molto basilare e comprensibile anche a persone che sono pressoché analfabeti.

A questo punto mi immagino che il sacerdote faccia anche una sorta di rudimentale business plan prima di prestare il denaro, per verificare la fattibilità dei progetti.

Immediatamente nella mia testa confronto questa situazione con la pletora di normative per la contabilità e la revisione di cui si è dotata una società commercialmente più evoluta come la nostra. E che a colpi di norme su norme si attorciglia talmente tanto su sé stessa da perdere di vista da dove si è partiti e qual è il motivo principale per cui sono nate tutte queste norme.

Non dimentichiamo che il “tener di conto” delle merci fu la molla che spinse la ricerca di una scrittura più semplificata rispetto a quella ideografica già dall’antica Mesopotamia, a testimonianza che la regolamentazione del commercio è sempre stata un’esigenza di base delle società. Ma l’uomo, si sa, ogni tanto si fa sfuggire la situazione di mano e non sempre riesce ad avere il senso della misura, fatto sta che le norme finiscono per essere seguite sempre dalle stesse ligie persone, quelle che etica o per paura vogliono fare le cose fatte bene, mentre i “soliti ignoti” spesso rimangono nel buio avulsi da ogni regolamentazione.

Ma veniamo al punto: a cosa dovrebbero servire le norme per le piccole attività se non a evolvere nella cultura aziendale nell’interesse dell’intero sistema economico di un paese?

Che sia la compravendita delle collanine in Costa D’Avorio o la gestione di una pensione a 3 stelle a Igea Marina, se partendo dal basso si impara a fare le cose fatte bene nel lungo periodo ne beneficia tutto il sistema.

E mentre in Africa è già molto se si riesce a tenere una contabilità con la partita semplice, in Italia invece qualche micro-imprenditore dovrebbe imparare a non considerare il saldo del conto-corrente come il risultato della propria attività, evolvendo in qualcosa di più sofisticato sino ad impiantare un minimo di controllo di gestione ma che sia snello e realmente utile.

Alla fine della cena del Rotary guardo il mio compagno e gli dico “Se mi va male ho un piano B: vada in Africa ad insegnare la partita doppia agli Africani” Ma, riflettendoci bene, forse di vera e genuina cultura contabile ce ne sarebbe bisogno anche in Italia. Senza attorcigliarci troppo.

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