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Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

ASSICURAZIONI: L’IMPORTANZA DI SAPERE COSA COPRONO VERAMENTE

Aggiornato il 18 settembre 2026

ASSICURAZIONI: L'IMPORTANZA DI SAPERE COSA COPRONO VERAMENTE

 

Alzi la mano chi ha perfettamente chiaro per cosa è assicurato e quali sono esattamente i rischi per i quali è coperto. Io, che normalmente sono una persona attenta, mi sono resa conto che quando si parla di assicurazioni sono una vera frana. E ti spiego perché con un esempio concreto.

Qualche anno fa ho acquistato un’automobile nuova. In quel periodo era in corso una promozione: sottoscrivendo un finanziamento triennale, la vettura costava meno rispetto al pagamento immediato. Nel finanziamento erano comprese anche una polizza incendio e furto per un anno e l’estensione della garanzia a cinque anni. Insomma, il pacchetto era decisamente conveniente.

QUANTE POLIZZE ASSICURATIVE ABBIAMO SENZA SAPERLO?

Qualche tempo dopo ho ricevuto una telefonata da un call center che mi avvisava della scadenza della polizza “Drive” e mi proponeva di rinnovarla. Peccato che io non mi ricordassi nemmeno di aver stipulato una polizza Drive. Evidentemente faceva parte di quel pacchetto di servizi sottoscritti insieme all’acquisto dell’auto e, presa per sfinimento, ho accettato il rinnovo.

A quel punto però mi sono posta una domanda piuttosto banale: ma questa polizza cosa copre esattamente?

Quando finalmente ho fatto chiarezza, ho scoperto che avevo già un’altra polizza con coperture molto simili, eventualmente da integrare per alcuni rischi. In sostanza, avevo appena rinnovato una copertura della quale probabilmente non avevo bisogno.

Nel frattempo stava scadendo anche la polizza incendio e furto compresa nel finanziamento. E qui è accaduto esattamente il contrario: nessuno mi aveva contattata per propormi il rinnovo. Per una polizza che probabilmente non mi serviva mi avevano cercata loro, per quella che invece volevo mantenere avrei dovuto muovermi io.

È stato in quel momento che mi sono resa conto del vero problema: non avevo una visione complessiva delle mie coperture assicurative.

CAPIRE DAVVERO PER COSA SI È ASSICURATI

Nei giorni successivi sono andata dalla mia compagnia per aggiungere l’incendio e furto alla polizza auto. L’assicuratrice ha iniziato a spiegarmi franchigie, scoperti, percentuali, officine convenzionate e relative riduzioni, tanto che a un certo punto mi sono resa conto che ci voleva una laurea in matematica per capire l’algoritmo della copertura.

E lì mi sono fatta la domanda fondamentale: ma alla fine, se succede qualcosa, quanto mi rimborsano davvero?

avere una polizza non significa essere coperti

Il punto infatti è proprio questo: sapere di avere una polizza non significa necessariamente sapere come e quanto siamo coperti.

Non è la prima volta che penso di avere una copertura che dovrebbe darmi tranquillità e, al momento del sinistro, scopro che proprio quell’evento non rientra tra quelli rimborsabili. A volte si ha quasi la sensazione che per essere coperti quel giorno debba esserci il sole, ma con una temperatura compresa fra i 25 e i 32 gradi.

E allora la domanda diventa inevitabile: che senso ha pagare una polizza se poi non sappiamo con ragionevole certezza cosa succederà nel momento in cui ne avremo bisogno?

Una copertura assicurativa è una cosa seria. Auto, casa, responsabilità civile, salute, viaggi, responsabilità professionale: possiamo essere scoperti proprio sui rischi più importanti e contemporaneamente avere coperture che si sovrappongono, magari perché comprese in altri prodotti o sottoscritte in momenti diversi.

Il problema, quindi, non è soltanto quanto spendiamo in assicurazioni. È avere una visione complessiva dei rischi che abbiamo coperto, di quelli che abbiamo deciso consapevolmente di tenere a nostro carico e di quelli che, magari, non sappiamo nemmeno di avere scoperti.

METTERE ORDINE NELLE POLIZZE

Qualche anno fa, proprio mentre scrivevo questo articolo, ricevetti una mail intitolata “Assicurazione garanzie accessorie auto”. Provai ad aprire il documento ma, quando vidi 77 pagine scritte fitte fitte, lo richiusi al grido di “Vade retro Satana”.

All’epoca la soluzione che avevo trovato era molto semplice: un foglio Excel nel quale raccogliere tutte le mie coperture assicurative, in modo da avere finalmente una visione d’insieme.

Oggi a quello stesso foglio Excel possiamo aggiungere uno strumento che allora non avevamo: l’intelligenza artificiale.

L’AIUTO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Oggi possiamo caricare le condizioni delle nostre polizze e chiedere all’AI di riassumerle in un linguaggio comprensibile, individuando le principali coperture, i massimali, le franchigie e gli scoperti, le esclusioni e le condizioni che possono ridurre o impedire un rimborso.

Possiamo anche darle più polizze e chiederle di confrontarle, per individuare eventuali sovrapposizioni, mettere in evidenza le differenze tra una copertura e l’altra e aiutarci a capire quali rischi potrebbe essere opportuno verificare, utilizzando poi queste informazioni per costruire una tabella riepilogativa.

Naturalmente l’intelligenza artificiale può sbagliare e non sostituisce né il contratto né il confronto con l’assicuratore. A volte restituisce una risposta così articolata che fa ancora più confusione, e soprattutto se non vengono poste le domande giuste c’è il rischio di capirci ancora di meno. Ma può aiutare a fare una cosa molto concreta: arrivare dall’assicuratore sapendo quali domande fare e quali punti dobbiamo chiarire. 

ESSERE SOVRA O SOTTO ASSICURATI

Alla fine il vero obiettivo non dovrebbe essere quello di assicurarsi contro tutto, ma di capire quali rischi vale davvero la pena trasferire a una compagnia di assicurazione e quali possiamo permetterci di sostenere direttamente. Possiamo infatti essere sotto assicurati, e quindi esposti a un danno che avrebbe conseguenze economiche importanti, ma anche sovra assicurati, pagando per coperture che si sovrappongono o per rischi che potremmo tranquillamente sostenere da soli.

In linea generale, più un evento è raro ma avrebbe conseguenze economiche pesanti, più ha senso assicurarlo. Al contrario, per danni di importo contenuto che siamo in grado di assorbire senza particolari difficoltà, può essere più conveniente accettare il rischio anziché pagare ogni anno un premio per trasferirlo.

Perché alla fine assicurarsi bene non significa avere più polizze possibile. Significa spendere per proteggersi da quei rischi che, se si verificassero, potrebbero davvero metterci in difficoltà.

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