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Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

INSTAGRAM E IL CONTROLLO DI GESTIONE

Instagram e il controllo di gestione

Chi mi conosce sa che ho una passione viscerale per Instagram, che è in assoluto il mio social preferito.

Una settimana fa ho raggiunto i 2.000 followers e per curiosità professionale ho deciso di regalarmi l’abbonamento a Ninjalitics.

Ninjalitics è una società che estrapola dati relativi ai profili Instagram ed elabora un report con parametri che sono molto utili per capire come performa un profilo.

Attraverso indicatori e grafici si possono capire una serie di fattori importanti per agevolare l’algoritmo e dare una “spinta” al proprio profilo nella direzione che si vuole intraprendere. Alcune delle informazioni sono:

  • quali sono gli orari in cui i propri followers sono maggiormente on line,
  • quante volte è stato cliccato il link nella biografia,
  • quante volte sono stati visti i propri contenuti,
  • quante sono state le visite al profilo,
  • quante volte un follower vede in media un proprio contenuto, e così via.

C’è da dire che queste analisi ormai si fanno su tutti i blog e su tutti i social e non riguardano più soltanto gli addetti ai lavori. Oggigiorno tutti coloro che usano i social con un obiettivo diverso dal voler semplicemente mostrare il proprio gatto che fa le fusa hanno dimestichezza con termini come Engage rate, Impression e Call to Action.

 

PERCHE’ SONO IMPORTANTI QUESTI INDICATORI?

Instagram per molte persone è diventato uno strumento di lavoro vero e proprio, sia per i cosiddetti influencer, sia per le aziende che li utilizzano per vendere o promuovere i propri prodotti. Ma ci sono anche consulenti che aiutano a muoversi in questo mondo, professionisti che vogliono costruire on line un personal brand a supporto del proprio lavoro off-line, o piccole imprese che vogliono fare conoscere i propri prodotti. Un universo di soggetti che da alcuni anni a vario titolo ruota stabilmente intorno a questa piattaforma.

In un mondo così complesso e articolato dove girano parecchi soldi le informazioni e i numeri diventano fondamentali per potersi districare e per avere un vantaggio competitivo rispetto a chi queste informazioni non le ha.

Il fenomeno dei fake, delle automazioni, dei fotoritocchi ai dati dei report, ha reso ancora più importante avere numeri corretti e certificati per poter crescere e lavorare anziché soccombere nel mare del pressapochismo.

Chi si occupa di controllo di gestione conosce perfettamente queste dinamiche perché le affronta tutti i giorni nelle aziende. La sicurezza dei dati, la certificazione nella presentazione a terze parti, la capacità di individuare gli indicatori più utili per rappresentare un fenomeno, il monitoraggio costante dei parametri, sono tutti concetti che nascono all’interno delle imprese e che col tempo si sono estese ad altri campi.

Pensiamo ad esempio al fenomeno del numero elevato di followers (spesso finti) che alimentano le vanity metrics ma che non significano nulla senza una solida community alle spalle. Non vi viene in mente l’attenzione spasmodica verso il fatturato di qualche anno fa? Fatturato che se non è seguito da un incasso o se non si basa su rapporto stabile e solido con la propria clientela dice poco sul valore di quell’azienda, così come il numero dei followers su Instagram dice poco o niente su un profilo. Sono necessari ben altri indicatori e parametri più complessi e sofisticati per percepire il valore che realmente sta dietro a quel  numero diventato ormai fin troppo semplicistico.

Ad ogni modo data la crescente importanza dell’analisi dei dati c’è da pensare che arriveremo a fare il controllo di gestione per ogni singolo aspetto della nostra vita pubblica e privata. E pensare che alcuni imprenditori ancora non ne hanno ancora capito l’importanza all’interno della propria azienda.

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