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Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

I NUMERI E LA VISIONE DI INSIEME

I numeri e la visione di insieme

 

La recente pandemia ci ha mostrato la difficoltà di trovare i numeri e i parametri giusti per analizzare un fenomeno complesso.

Ci sono voluti parecchi mesi prima di individuare un kit di parametri da utilizzare come indicatori sulla base dei quali prendere decisioni sanitarie.

Ma se per comprendere un fenomeno è indispensabile misurarlo, per non finire fuori strada è fondamentale avere “la visione di insieme”.

 

CHE COS’E’ LA VISIONE DI INSIEME?

I numeri e la visione di insieme

Quando si estrapolano dei numeri bisogna chiedersi che realtà esprimono. Per capirlo spesso è necessario avere uno sguardo più profondo, ma soprattutto più ampio sulla realtà.

Anche se un indicatore ci sembra sufficientemente affidabile va inserito all’interno di contesti più vasti.

Sappiamo che un valore deve essere confrontato con lo storico e con parametri simili per avere un significato. Difficilmente però lo andiamo comparare con qualcosa che apparentemente non c’entra niente.

 

UN ESEMPIO CONCRETO: IL PIL E L’AMBIENTE

L’Onu ha recentemente adottato un nuovo PIL, il System of environmental-economic accounting—Ecosystem accounting , che include l’impatto sull’ambiente nella misurazione della prosperità economica e del benessere umano.

Fino ad ora abbiamo sempre misurato i progressi in termini di beni e servizi prodotti senza tenere in considerazione le risorse naturali, come se fossero gratuite e senza limiti.

Un’azienda che inquina l’ambiente contribuisce alla crescita del PIL ma i danni che arreca e il valore che distrugge fino ad oggi non rientravano in nessuna statistica.

 

GLI SVANTAGGI DELLA PRECISIONE

Le classifiche costruite su differenze microscopiche, che spaccano il capello e che indagano molto in profondità invece di essere fonte di informazioni possono essere fuorvianti.

Arrotondare e approssimare i numeri spesso è la scelta migliore rispetto ad utilizzare una precisione superflua e ingiustificata.

Invece spesso ci piace avventurarci nel dettaglio inutile, perché paradossalmente è più facile da indagare rispetto a una visione di insieme, e oltretutto la bella figura è assicurata quando mostriamo sicurezza e precisione.

 

ABBIAMO SMESSO DI RACCONTARE

Oggi viviamo in un’epoca post-narrativa. Non è più il racconto ma il conteggio a influenzare le decisioni. Abbiamo tutti l’ansia di misurare e conteggiare ogni aspetto della vita personale e aziendale.

Ma a furia di calcolare si rischia di perdere il senso di quello che si vuole misurare.

Contare è essenziale e rivoluzionario perché fa emergere fenomeni che altrimenti rimarrebbero sommersi.

Ma contare soltanto non basta.

I numeri vanno messi in relazione fra di loro perché ogni accadimento può essere fotografato da più angolazioni e se non collegano le une con le altre si rischia di avere una fotografia che non rappresenta la realtà.

Ma le relazioni vanno anche raccontate in modo semplice, chiaro ed esaustivo. Non ci si può illudere che i numeri si spieghino da soli perché spesso non è così.

 

LA REALTA’ E’ COMPLESSA

Un’analisi qualitativa di una realtà complessa è la cosa più difficile da fare.

Per riuscirci non basta essere abili statisti, controller, ragionieri o matematici. Bisogna avere una conoscenza ampia del settore ma anche di come gira l’economia in generale nel proprio paese e nel mondo intero.

Bisogna essere consapevoli di come funzionano fenomeni globali apparentemente distanti fra di loro.

Se dobbiamo comprendere scenari difficili da controllare, se dobbiamo basare le nostre decisioni sulle migliori informazioni possibili non basta produrre report ben fatti.

I valori devono essere prima distillati affinché puri e cristallini affiorino dopo un viaggio tortuoso nella complessità, non solo numeraria.

Questo post trae spunto dalla lettura di “I numeri non mentono” di Vaclav Smil (Einaudi) e “La società senza dolore” di Byung-Chul Han (Einaudi)

 

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