Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

I COLPI DI FRUSTA E I MANCATI RISARCIMENTI

Colpo di frustaSe avete avuto la disgrazia di venire tamponati negli ultimi tempi con annesso colpo di frusta, allora conoscerete certamente le novità che sono state introdotte dal governo Monti in  materia.
Con una legge del 24 marzo 2012 (il famigerato decreto “Salva Italia”) il governo Monti ha praticamente cancellato il risarcimento per le “lesioni miscropermanenti” che comportano un danno biologico di lieve entità, come il colpo di frusta. Tali lesioni ora possono essere risarcite solo se c’è un riscontro con un esame strumentale, ma in particolare per il colpo di frusta viene usata la “strategia zero” in quanto diverse compagnie valutano l’invalidità con il punteggio minimo (cioè zero) anche in presenza di un esame strumentale.
Visto le abitudini truffaldine di molti degli abitanti del nostro paese da un certo punto di vista direi che questo cambiamento della normativa ha il suo perché. E lo scopo dichiarato della modifica legislativa era senz’altro nobile, visto che doveva contribuire ad abbassare le tariffe assicurative, fatto che puntualmente non si è verificato.
Dall’entrata in vigore della legge Monti c’è stato un crollo delle sentenze che riguardano i danni biologici di lieve entità, anche perché ora l’avvocato se lo deve pagare il cliente che ci pensa due volte prima di mettere a budget la spesa. Sembrerebbe pertanto che la strategia delle assicurazioni si stia rivelando vincente, salvo però assistere ad un impennata di esami strumentali spesso clinicamente inutili (con conseguente aggravio delle spese da risarcire), che rischia di provocare un effetto boomerang. Probabilmente in entrambi i casi le compagnie assicurative puntano sull’effetto “scoraggiamento” da parte del malcapitato sinistrato per contenere i costi.
Sta di fatto che in questo momento c’è il caos per quel che riguarda i risarcimenti assicurativi, e la legge, che ci mette del suo per creare confusione, viene interpretata in maniera difforme dalle diverse compagnie che ne approfittano, per cui si attendono le pronunce della giurisprudenza per capire quale può essere la tendenza. Nel frattempo le compagnie stanno effettuando delle pressioni nei confronti dei medici legali affinchè si adeguino all’interpretazione delle norme a loro favore. Con buona pace della deontologia professionale.
Se è diventato così complicato farsi risarcire un danno fisico, figuriamoci il danno morale. Se prima la menomazione psicofisica era valutata in maniera più ampia, ora invece il danno morale è stato praticamente cancellato.
E così scopro che il mio tempo non vale niente.
Il tempo sottratto al lavoro quanto sono andata a fare le visite e le terapie, il tempo sottratto a mio figlio (con i relativi sensi di colpa) quando sono riuscita a trovare spazio  negli orari extra-lavoro, la mia preoccupazione per il decorso dell’infortunio perché  non devono avere alcun valore?
Perché c’è sempre questa abitudine a vederci come delle macchine, a valutare principalmente l’aspetto meccanico del nostro corpo senza considerare tutte le implicazioni psicologiche?
Certo, l’aspetto soggettivo è più difficile da valutare, però è anche vero che ci sono dei professionisti, i medici legali, chiamati a fare queste valutazioni. E’ loro compito cercare di essere obiettivi nella valutazione complessiva del sinistro, in base alla loro etica e deontologia che può essere l’ago della bilancia in un momento così delicato. E’ affare di tutti invece cercare di non approfittare di ogni situazione che possa procurarci un indebito vantaggio. Perché poi ci troviamo a fare i conti con la circostanza opposta: ora non c’è ne è più per nessuno
l mio maestro di yoga sostiene che quando veniamo tamponati significa che c’è una spinta superiore che ci esorta ad andare avanti in un momento di stasi della nostra vita.
Ecco, con tutto lo scetticismo del caso, se proprio ci si deve fare tamponare perché si è troppo statici è consigliabile che non avvenga adesso. Magari fra qualche anno, quando ci sarà un po’ più di chiarezza e forse qualche intervento della giurisprudenza o del legislatore a favore del cittadino. Almeno si spera.

 

 

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