Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

IL CONTABILE E LA FATTURAZIONE ELETTRONICA

I contabili e la fatturazione elettronica
Archiviata la pausa estiva si avvicina a passi da gigante la data del 1 gennaio 2019, momento fatidico dell’introduzione della fatturazione elettronica.
Le aziende più virtuose hanno già iniziato ad interrogarsi (e ad organizzarsi) per non trovarsi impreparate alla riapertura di gennaio quando, con spumante e panettone ancora nello stomaco, rischieranno di non digerirlo a causa del caos iniziale che si prospetta.
L’Agenzia delle Entrate ha già diramato alcune indicazioni, ma gli aspetti da chiarire sono talmente tanti che sicuramente alcuni di questi verranno risolti solamente a gennaio inoltrato quando “i giochi” saranno già iniziati, così come è successo l’anno scorso con la modifica dei termini di detrazione dell’IVA.
Ma la domanda che aleggia nella testa di molti di noi è: “Sì ma cosa succederà dopo? Che ne sarà della prassi e delle procedure consolidate in azienda che dovranno essere stravolte per adeguarsi alla nuova normativa”?
Per il contabile di un’azienda mediamente strutturata mi aspetto un andamento a U.
1)     In una prima fase vivrà nel caos totale, come ogni volta che si modifica una modalità operativa che incide così tanto sulle procedure aziendali. Ogni giorno guarderà Il Sole 24 Ore, consulterà il sito dell’Agenzia delle Entrate, aspetterà la telefonata del commercialista o lo incalzerà con zelo, tampinerà l’assistenza software per cercare di risolvere il proprio problema, o per capire se il proprio particolarissimo caso riguarda anche qualcun altro in Italia che magari avrà già capito come affrontarlo.
2)     Dopo aver chiuso la prima volta l’Iva tirerà un primo respiro di sollievo e inizierà la fase di sfregamento delle mani con visibile soddisfazione. Sì perché tutte le fatture cartacee tenute nei cassetti o nelle tasche in attesa di essere vistate da un superiore, che sono in contestazione oppure in attesa di autorizzazione al pagamento non avranno più motivo di esistere (o per lo meno non saranno così fondamentali). Arriverà un flusso informatico e si dovrà lavorare su quello. Tutte le inefficienze patite in anni e anni passati a correre dietro ai colleghi molto probabilmente spariranno e l’intera azienda dovrà adeguarsi a ciò che prevede la legge dove il contabile sarà il cavaliere crociato della nuova procedura e non il martire perseguitato (o perseguitante) come è successo fino ad ora (sempre che le aziende sappiano approfittare di questa opportunità di cambiamento per migliorarsi).
3)     Dopo aver rinunciato alle ferie di Capodanno e aver passato i primi mesi in ufficio a fare le quadrature del caso, dopo essersi preso la rivincita sui colleghi e sugli altri reparti, probabilmente dovrà iniziare a cercarsi un nuovo lavoro. Sì perché passata la fase di rodaggio iniziale molto probabilmente la figura del contabile come lo abbiamo inteso sino ad ora non avrà più motivo di esistere. Ci sarà sempre meno bisogno di virtuosi della partita doppia e sempre maggior bisogno di esperti di analisi di dati che una volta quadrati andranno avanti da soli. Da “spalatori” di fatture a chirurghi del numero. Per chi non si adegua si prevedono tempi bui.

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