Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

POFFERBACCO, HO VISTO UN CASELLANTE!

I casellanti stanno sparendo

Prendo poco l’autostrada quando guido la mia auto. Per lavoro se posso viaggio in treno e per i viaggi lunghi normalmente usiamo l’auto del mio compagno per cui non sento l’esigenza di avere un telepass, che comunque reputo utilissimo.

L’altro giorno ho preso l’autostrada per andare ad un convegno a Rimini, e all’andata ho pagato nelle diffusissime macchinette meccaniche, con le quali devo dire mi trovo abbastanza bene.

Però al ritorno era tardi, ero molto stanca, avevo fatto il viaggio da sola, e quando sono arrivata all’uscita di Cesena e ho visto allungarsi un braccio da uno dei caselli autostradali mi ci sono fiondata: avevo voglia di un rapporto umano.

Volevo vedere un casellante prima che vi estinguiate tutti” ho esordito. Lui ha sorriso con aria sorniona e mi ha rivelato che stava guardando (immagino alla televisione di fronte) un programma sui dipendenti pubblici di San Remo, e fra lo stizzito e l’orgoglioso mi ha detto che a differenza dei dipendenti pubblici a loro non è concesso di sgarrare perché vengono richiamati subito dalla direzione se si assentano per più di mezzora.

Ho sorriso ripensando a quando, tornando a casa dalle discoteche della riviera ad ogni ora della notte del sabato, una volta era fitto di casellanti con i quali scambiavi due parole su come era andata la serata romagnola, noi a ballare e loro lì a fare i guardiani delle porte.

Spesso erano ragazzi giovani che immagino facessero la stagione estiva ai caselli di Rimini e Riccione e rosicavano non poco nel vedere le tante auto di ragazzi che entravano e uscivano dalle discoteche, ma con uno scambio di batture spesso gli si sollevava l’umore.

Le macchinette sono sicuramente più efficienti, pratiche, sicure, facili da controllare e chi più ne ha più ne metta. Ogni tanto si rompono ma non fanno rivendicazioni sindacali e se ti serve un casello aperto in più basta deciderlo senza necessità di reclutare personale aggiuntivo.

Ma se questo sarà il futuro, quello di sostituire gli umani in ogni dove per abbattere i costi da parte delle aziende e per avere una vita più comoda ed efficiente da parte del consumatore credo che ci aspetti un mondo molto freddo. Dopotutto l’umano è sempre un animale sociale, e nessuna voce metallica, anche se gentile, può sostituire lo scambio di batture dopo un lungo viaggio, specie se fatto di notte.

E pensando a questo sono andata a letto con un po’ di tristezza.

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